Costa critica la giunta: "Serve una svolta"
di La Nuova Sardegna
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Il leader della Cgil parla davanti al governatore e presenta un contropiano di sviluppo
«Non è stato ascoltato neppure l’appello del senatore Pisanu»
FILIPPO PERETTI
CAGLIARI. Una relazione di un’ora, quasi un contropiano di sviluppo, con critiche pacate nei toni ma severe nella sostanza alla giunta regionale e soprattutto con la volontà di costruire una vera unità dei sardi per uscire dalla crisi. Enzo Costa ha aperto così, con il governatore Ugo Cappellacci seduto in prima fila, il dodicesimo congresso regionale della Cgil. Oggi la sua rielezione a segretario.
Il congresso al T Hotel si è aperto con un breve filmato in ricordo di Bruno Trentin: poche illuminanti dichiarazioni sulla condizione operaia in epoca di multinazionali e di fabbriche robotizzate e con alcuni riferimenti a Giuseppe Di Vittorio per sottolineare che le lotte per i diritti non si esauriscono mai. E per rimarcare l’importanza delle radici in una fase in cui si impostano scenari inediti e incerti, Enzo Costa subito dopo ha ricordato, non senza commozione anche in sala, i dirigenti scomparsi negli ultimi anni, dall’orgolese Peppino Marotto, morto assassinato, al leader sulcitano Sergio Usai.
Per non fare torti a nessuno e per dare il senso di un progetto che guarda all’intera isola, nella sua relazione Enzo Costa non ha citato alcuna delle numerose vertenza in corso e ha confermato la linea discussa nei congressi territoriali e di categoria: le emergenze vanno affrontate e risolte guardando alla prospettiva, dentro una rinascita possibilmente più duratura. Per fare questo, ha spiegato, bisogna costruire un «sistema integrato regionale», che coinvolga tutti i settori e tutti i territori: sinergie, filiere, efficienza della pubblica amministrazione, istituzioni all’altezza del compito. Con una centralità: la persona. Ma con una precisazione: «Quando parliamo di persone intendiamo dire che non bisogna ripartire dai più ricchi, ma esattamente dal contrario». E dai giovani e dalle donne. Per uno sviluppo «equo e solidale» ed «ecocompatibile».
Una relazione di quattordici pagine, con giudizi severi sulla crisi e duri attacchi al governo Berlusconi, quasi interamente dedicate alla Sardegna, che ha il taglio e l’organicità di un piano di sviluppo. E che infatti si contrappone al piano di sviluppo della giunta varato dal Consiglio regionale. Un piano su cui il sindacato ha dato un giudizio negativo per l’assenza di scelte: «Serve più coraggio».
Ma alla giunta Cappellacci il leader della Cgil ha detto soprattutto che «serve una svolta». A partire dal metodo di governare. Il sindacato dice basta alla «finta concertazione».
E al governatore ha mosso un rimprovero: dopo aver ricordato la mobilitazione promossa dallo stesso Cappellacci sulla grande vertenza chimica del luglio scorso, ha chiesto: «Perché non è stata coltivata l’unità che ha dato buoni risultati?». Costa ha ricordato una frase pronunciata dal senatore Beppe Pisanu nella seduta straordinaria del Consiglio regionale per replicare «a un autorevole esponente del centrosinistra» contrario al rapporto tra maggioranza e opposizione: «Il dialogo - disse Pisanu - è come un bambino, va cresciuta con le carezze, non con gli schiaffi». Cappellacci, ha sottolineato Costa, si è sempre detto favorevole a parole, ma si è spesso smentito con i fatti. Dopo aver elencato «non per polemica ma per spirito costruttivo» i numerosi punti di contrasto con la giunta (Cappellacci subito dopo ha detto di non essere d’accordo su questa analisi ma si è voluto soffermare solo sui punti d’intesa) che vanno dalla politica sanitaria alla gestione del Mater & Back, il segretario della Cgil ha lanciato la sfida: più capacità di progetto, più fatti concreti, più rapidità nell’uso delle risorse. Con un appunto anche all’opposizione di centrosinistra in Consiglio regionale: «La smetta di contrattarsi piccole trasversalità e dia spazio alle iniziative per la coesione sociale».
19 March 2010