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Centrosinistra, scontro su Milia

di La Nuova Sardegna | tutti gli articoli dell'autore


Vertice interlocutorio dei segretari, poi l’iniziativa del presidente della Provincia di Cagliari

Si ricandida dopo la condanna. Idv e Prc: «Grandi difficoltà»

CAGLIARI. In vista delle elezioni provinciali e comunali (la data più probabile è il 30 maggio) nel centrosinistra è esploso, non come un fulmine a ciel sereno, il caso di Graziano Milia. Il presidente della Provincia di Cagliari, condannato poche settimane fa a un anno e quattro mesi con la condizionale per abuso d’ufficio per fatti risalenti alla sua esperienza di sindaco di Quartu, ha annunciato la propria ricandidatura. Poche ore prima, con diversi distinguo e qualche contrarietà, i segretari della coalizione avevano parlato di lui, rimandando però la decisione a venerdì prossimo.
Milia era stato messo in allarme sin dalle prime notizie del vertice che si è svolto ieri nella sede del Pd dalle 12 alle 16. Come era stato annunciato, il segretario del Pd, Silvio Lai, aveva riproposto per Cagliari il presidente uscente. «Ha ben operato, il giudizio è positivo, la sentenza che lo riguarda - ha spiegato Lai - non è in contrasto con il codice etico del Pd». Gli ha fatto eco Carlo Sechi, portavoce di Sinistra: «So da ex sindaco che cosa vuol dire l’abuso d’ufficio, non è giusto che impedisca la ricandidatura». Di diverso avviso Gianni Fresu, segretario del Prc, e soprattutto Federico Palomba, coordinatore dell’Idv. Entrambi hanno detto che la condanna «è un ostacolo gigantesco». Dato che c’è un contrasto con il codice etico dell’Idv, Palomba ha già interessato il vertice nazionale. Pare che se ne occuperà lo stesso Antonio Di Pietro. Il responso venerdì prossimo.
Ma tre ore dopo la conclusione della riunione del centrosinistra, Milia ha rotto gli indugi diffondendo una dichiarazione via e-mail. «Non conosco - ha premesso - l’esito della riunione di coalizione, personalmente posso dire che le migliaia di persone che in questi giorni mi hanno contattato, hanno sortito l’effetto di convincermi a continuare nell’esperienza di governo». E ha aggiunto: «Mi dispiace per alcune minoranze, ma io ho il dovere di non deludere tante persone. Seguirò il loro consiglio: mi ricandido. Il mio amico Pierluigi Massidda (senatore del Pdl, probabile candidato del centrodestra, ndc) ha già iniziato la campagna elettorale e noi stiamo ancora a discutere?».
La presa di posizione di Milia ha però inasprito gli animi. Intervistati da Radiopress, Palomba e Fresu, pur precisando che non ci sono decisioni già prese, hanno ribadito con forza la loro linea di fermezza. Imbarazzato Silvio Lai, che nel frattempo aveva diffuso un comunicato per sottolineare i «passi in avanti» compiuti dalla coalizione nel vertice per alcuni accordi di metodo e sulle regole. Messo alle strette, il segretario del Pd ha detto: «L’autocandidatura non basta, è indispensabile la coesione del centrosinistra. Ed eventualmente c’è il ricorso alle primarie».
Casi contrastati nel centrosinistra ci sono anche a Nuoro (ma l’Idv è d’accordo col Pd sulla conferma di Roberto Deriu), nel Medio Campidano e in Ogliastra. Più liscia la situazione a Sassari, dove si sono ridotte le contrarietà di alcuni alleati alla conferma dell’alleanza locale con il Psd’Az. In Gallura si profilano le primarie se l’uscente Pietrina Murrighile, non riproposta dai partiti, si presenterà davvero. A Oristano la candidatura può andare all’Idv, che pare avere un nome forte.
Dal canto suo il centrodestra, che ha ugualmente molti casi aperti, ha approfittato della indosponibilità per ieri di alcuni segretari di partito per rinviare sine die il vertice collegiale.
E aumenta l’incertezza sui collegi elettorali della Provincia di Oristano dopo la recente sentenza del Tar. La Provincia guidata da Pasquale Onida, contraria ad alcune modifiche, ha chiesto di essere sentita dal Consiglio regionale. (f. per.)

 

19 March 2010
 
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