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E sul trofeo di vela incombe il giudizio del Tar

di La Nuova Sardegna | tutti gli articoli dell'autore


Roma, non prima di due settimane la sentenza su Mita Resort

DALL’INVIATO

Pier Giorgio Pinna
ROMA. Il futuro della Maddalena si gioca tra attesa e suspense. I preparativi della Vuitton Cup stanno diventando sempre più una corsa contro il tempo. E non solo per i ritardi nei lavori. Se il Tar del Lazio ieri mattina ha deciso «la presa a sentenza» della causa contro la Mita Resort, un fatto è apparso subito evidente in aula. Le scelte dei giudici romani non si potranno conoscere, nella migliore delle ipotesi, che tra un paio di settimane. A quel punto saranno possibili scenari opposti, ma condizionati da un fattore negativo: la perdita di mesi preziosi nelle operazioni di allestimento della prestigiosa regata nell’area finora assegnata al gruppo Marcegaglia-Donà dalle Rose. Con il pericolo che la manifestazione salti, venga rinviata o si faccia altrove.
Due infatti le alternative. Primo caso: il ricorso degli imprenditori sardi verso l’aggiudicazione alla Mita Resort dell’ex arsenale, già trasformato in albergo e centro conferenze, viene accolto. Conseguenza: che la decisione sia comunicata dai magistrati amministrativi in marzo o in aprile, le poche settimane disponibili non permettaranno alle società Marina di Porto Rotondo Srl (Molinas) e Delphina Srl (Muntoni-Peru) di organizzare in fretta e furia i supporti a terra, dato che il via alla gara di vela dovrebbe essere dato il 22 maggio. Secondo caso: il ricorso viene respinto. Conseguenza: non appena avuta la notizia ufficiale, la Mita, subentrata alla Protezione civile solo a gennaio, dovrà intensificare i lavori per l’accoglienza. Ma ce la farà in questo stato d’incertezza? Soprattutto: continuerà a impegnarsi sino in fondo pur sapendo che tra poche settimane potrebbe essere costretta a fare le valigie dal Tar del Lazio?
La gravità della situazione è riapparsa chiara in tutti i suoi aspetti proprio nell’udienza di ieri a Roma. Tra depositi di documenti, memorie e deduzioni, in questa partita disputata in punta di diritto che va avanti dal 10 giugno 2009, i legali degli imprenditori sardi, gli avvocati sassaresi Ilaria e Pietro Corda, hanno riaffermato le ragioni dei loro assistiti. Basate nella sostanza sulle irregolarità che sarebbero state commesse nell’aggiudicazione dell’appalto e nei suoi successivi sviluppi migliorativi per la Mita. Ricostruzioni contestate dalla controparte. Rappresentata dagli avvocati Andrea Segato e Marco Armani. Che da sempre affermano come niente possa venire riconosciuto a Molinas-Peru-Muntoni, considerata la loro mancata partecipazione alla gara.
Evidente l’ennesimo avviso ai naviganti scaturito da questa sconcertante vicenda: se le strategie politiche oggi alla Maddalena devono segnare il passo, nell’attuale fase conta esclusivamente l’applicazione del diritto. Nelle sue differenti articolazioni: il penale legato agli scandali che hanno investito il G8 e l’arcipelago sardo, il contabile connesso al concetto di «urgenza» propugnato dalla Protezione civile al vaglio della Corte dei conti, l’amministrativo derivato appunto dalle cause e dai ricorsi.
Non è insomma un paradosso sostenere che, ora come ora, le prospettive di rilancio della Maddalena sono saldamente nelle mani dei giudici. Se cadrà l’intera impalcatura allestita da Berlusconi e Bertolaso per le emergenze, la storia andrà verso una direzione. Se i magistrati penali inchioderano Balducci e presunti soci della «cricca», l’accelerazione sarà più forte. Ma comunque vadano a finire le cose nel palazzo della via Flaminia sede del Tar del Lazio, il tempo perduto non potrà essere recuperato.

11 March 2010
 
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