Lo stadio ancora fermo al palo il giallo della relazione tecnica

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Comune. Mistero sulla gara  per demolire e ricostruire il Sant'Elia. Ritardo sui tempi indicati dalla giunta    
 
Ennio Neri
ennio.neri@epolis.sm
La patata bollente dello stadio finisce in frigorifero. Alla faccia del termine perentorio di tre mesi per la definizione del bando di gara di affidamento del diritto di superficie per la demolizione e ricostruzione del Sant'Elia, imposto dalla delibera di giunta nel novembre 2009, a marzo 2010 nessun passo in avanti è stato fatto. Non c'è nessuna gara, nessun bando e neppure la commissione che dovrebbe scrivere quel bando.
C'è solo una relazione tecnica sull'impianto che, tra l'altro, fissa i costi della demolizione (14 milioni di euro) e stabilisce che le strutture in calcestruzzo sono «idonee dal punto di vista statico e impiantistico». Ma spunta un giallo: voci di corridoio sussurrano che la relazione non sarebbe stata vista di buon occhio da qualcuno. Di sicuro da allora è sparita, nessuna traccia nemmeno nelle successive delibere. Ma sembra difficile che i dirigenti che avranno il compito di scrivere il bando possano cadere dalle nuvole fingere di non averla mai letta. La storia è arcinota. Il Comune dice sì alla Uefa per Euro 2016, ma serve per le gare un impianto a norma (servono 30 mila posti a sedere, e poi copertura, sky box e gli spazi televisivi). Il 9 settembre 2009 il sindaco costituisce la commissione tecnica per esplorare le soluzioni tecniche più convenienti e per analizzare gli  aspetti amministrativi e tecnici sulla situazione patrimoniale dello stadio, la sua adeguatezza strutturale, funzionale e impiantistica e la possibilità di procedere all'affidamento diretto del diritto di superficie. La relazione viene messa a disposizione degli assessori il 22 ottobre 2009. E chiarisce: non è stato affrontato e risolto a livello giurisprudenziale il caso dell'affidamento diretto a una società sportiva della progettazione, costruzione e gestione del nuovo stadio. E i tecnici fanno appello alla legge, in attesa dell'approvazione alla Camera, sugli stadi. Per il momento però la commissione ha stabilito che una gara per l'affidamento diretto del diritto di superficie dello stadio debba essere preceduto da un impegno formale del Cagliari calcio a disputare le partite interne del campionato, nel nuovo impianto, qualunque sia l'aggiudicatario. «Senza queste garanzie», scrive la relazione, «appare difficile che una società di costruzioni possa pensare di partecipare ad una gara per la realizzazione di un nuovo stadio non avendo la certezza che la squadra più rappresentativa della città, in questo caso della Regione, vi giochi le partite interne».
E poi c'è il capitolo della demolizione. L'abbattimento del Sant'Elia verrebbe a costare dai 14 milioni e mezzo di euro (abbattimento senza uso di mine e smaltimento in discarica) ai 4 milioni (abbattimento con ogni mezzo, ma con riutilizzo dei materiali da demolizione per inerti). A questo punto solo una legge della Camera potrebbe sbrogliare la matassa.


17 March 2010
 
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