L'occasione d'oro persa da Cappellacci
di La Nuova Sardegna
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Il governatore rimodulò il programma di Soru ma ormai al Cipe non c’erano più le carte per l’approvazione
OLBIA. «Il segretario del Cipe: Miccichè». La firma è in calce a una delibera del comitato di programmazione economica, la data è 31 luglio 2009. Miccichè è Gianfranco, potente sottosegratario del Pdl e prossimo a co-fondare il partito del Sud. Soprattutto, Miccichè è siciliano. E quel giorno il Cipe sblocca per la sua isola qualcosa come 4 miliardi 300 milioni di fondi Fas. E’ l’unica Regione a benificiare dei finanziamenti destinati alle grandi opere. La rivolta siciliana dentro il centrodestra, allora solo agli inizi, viene stoppata in questo modo da Berlusconi e Tremonti, il duo che controlla il “tesoretto” dei fondi Fas per le Regioni (pari a 21 miliardi 800 mila euro).
C’è molta politica dietro quella delibera del luglio 2009, ovviamente, ma anche un appiglio tecnico. La Sicilia aveva presentato la versione definitiva del Par, il programma per l’utilizzo dei fondi Fas regionali senza il quale non un euro può essere speso.
E la Sardegna? Tagliata fuori. Perché? Perché la giunta di Cappellacci, insediatasi nel febbraio del 2009, aveva ritirato il Par approvato dalla giunta Soru per rimodularlo, operazione che verrà compiuta nel settembre del 2009 con pochissime modifiche. E dunque al Cipe non c’erano più le carte per approvare i fondi regionali a favore della Sardegna (2 miliardi 162 milioni, tra cui i 474 per la Sassari-Olbia). «La colpa è tutta di Cappellacci» è la critica al governatore del Pdl. Da chi? Dalla sinistra? No, da Settimo Nizzi, deputato del Pdl. (g.pi.)
17 March 2010