"Assurdo buttare un regalo"

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Gigi Riva: «Decisione misteriosa che semina dubbi»
ALESSANDRA SALLEMI

 CAGLIARI. L’equivalente dell’Argentina di Maradona non potrà più mettere piede nell’isola se il Sant’Elia verrà abbattuto e al suo posto nascerà un impianto smilzo da 20 mila posti. Gigi Riva dà voce al dissenso trasversale, ridotto al silenzio.
 Perché contro l’operazione abbattiamo il vecchio Sant’Elia il dissenso c’è se può succedere che tutta l’architettura amministrativa del nuovo progetto stadio si fondi tuttora su una delibera di un consiglio comunale dove si è votato soltanto grazie alla presenza di un consigliere dell’opposizione. Il 13 gennaio 2010 in consiglio comunale il numero legale non c’era, la maggioranza non improvvisamente squagliata, la minoranza uscita sbattendo le sedie con quell’unico esponente quasi dimenticato lì, ma determinante lasciapassare per la demolizione del Sant’Elia. Non se l’è dimenticata Gigi Riva l’ingloriosa storia di come si è arrivati a decidere di buttar giù il Sant’Elia. Non è venuto in mente a nessuno, della maggioranza, che in una condizione del genere poteva essere rischioso anche politicamente decidere di rinunciare a uno stadio in favore di un altro. Niente da dire sull’«altro», il Cagliari Calcio può ben costruirsi uno stadio agile, tutto dedicato alle sue partite, ma la questione, appunto, non stava su questo. Gigi Riva sin dal primo momento si era espresso contro l’operazione giù il Sant’Elia. Solo contro la demolizione, si badi. Non certo contro il diritto della squadra della città di avere uno stadio di ultima generazione. E ancora una volta, alle soglie delle decisioni definitive sul tema Sant’Elia vecchio giù, Gigi Riva, richiesto di parlare, non sfuma la sua posizione: «Il Sant’Elia fu un regalo alla Sardegna intera, 19 anni fa venne ristrutturato, era ed è l’unico stadio dell’isola dove si possono fare manifestazioni da 50 mila persone che certo non vengono da sole, bisogna organizzarle, ma col Sant’Elia si possono organizzare. Se lo si butta giù non ci sarà più uno stadio olimpico, non ci sarà più un luogo per attività giovanili. E’ vero che il Cagliari Calcio vuole fare uno stadio: è anche giusto, ma è poco chiaro perché per tirare su questo si debba abbattere l’altro, operazione da milioni di euro. Il Cagliari Calcio può costruire il suo stadio per la sua squadra, un’intera regione può continuare a utilizzare il Sant’Elia. Sa cos’è sorprendente nella vicenda? L’accanimento nel voler abbattere lo stadio. Anche se uno non ce l’ha, viene per forza il sospetto che ci sia qualcosa dietro: l’abbattimento resta senza logica. Ci sono cinque, sei consiglieri comunali che rispondono rinfacciando a Soru di aver avuto l’intenzione di abbattere il Sant’Elia per costruire palazzi. Ma sbagliava Soru perché dobbiamo poter sbagliare noi? E se è stato impedito a Soru perché viene consentito adesso? Abbiamo il diritto di sapere perché ci stanno togliendo un regalo del genere, con una delibera appesa a un consigliere del centrosinistra».

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 CAGLIARI. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Mario Bruno, ha chiesto alla presidente Claudia Lombardo di inserire all’ordine del giorno del prossimo consiglio un’interpellanza di 20 consiglieri che vorrebbero salvare il Sant’Elia dalla demolizione decisa dal consiglio comunale di Cagliari. Intanto Gigi Riva rilancia la sua richiesta di riflessione pubblica contro l’abbattimento dell’unico stadio olimpico della Sardegna, che fu un regalo all’isola. «Bene che il Cagliari Calcio costruisca uno stadio suo - commenta - ma è assurdo l’accanimento per demolire il Sant’Elia».

11 March 2010
 
I commenti dell'articolo [2]
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2. chiara
11/03/2010 19:39
Ha ragione Gigi, il Sant'Elia č della Sardegna, Cellino se lo faccia con i soldi suoi.
1. No abbattimento S.Elia
11/03/2010 18:14
GIGI RIVA FOR PRESIDENT!
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