Bruno Tognolini: lettera di uno scrittore a Renato Soru

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera dello scrittore Bruno Tognolini a Renato Soru

Presidente Renato Soru,

So che probabilmente avrà ben altro da pensare, oggi.
Ma mi stava a cuore scriverle subito, sul ferro caldo della sconfitta sua e nostra, per dirle due cose.
La prima può parere inutile e puerile, ma non lo è. Piangere compiutamente la sconfitta è importante quanto gioire legittimamente per la vittoria.
E allora la prima è questa: mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace. È importante dirlo.
Più di quanto mi sia dispiaciuto altre volte, per le tante altre sconfitte, di cui ormai abbiamo panoplia e galleria. Mi dispiace di più, stavolta, forse perché ho "preso parte" in prima persona, ho contribuito con scritture e letture alla sua battaglia. Ma non solo per questo: anche perché, facendone parte, ho potuto sentire un'onda di energia, una vampa inconfondibile di presenza, che non sentivo da anni. Mi dispiace che quella vampa non sia bastata, neanche stavolta.
Non è bastato, dannazione, ma è servito. Per capire o confermare una visione.
C'è una tribù dispersa, in giro per l'Italia, distratta e distante, una Compagnia di solitari in esilio dentro i propri cammini, come i Raminghi del Signore degli Anelli, che ostinati procedono in silenzio nell'attesa che passi la nottata. Quella nottata che a ogni sconfitta pare allungarsi, e di cui oggi, sarà pure illusione del lutto, ci sembra di non vedere più la fine.
Ci sono ovunque questi Raminghi, in tutta Italia: io li incontro nei miei giri incessanti per scuole e biblioteche e comuni, sono insegnanti e scrittori e dirigenti scolastici e bibliotecari e librai e tanti altri. Altri li incontreranno in altri mondi, ingegneri, medici, studiosi, giornalisti, giuristi?
Una parte, una sotto-tribù, la parte sarda di questa Compagnia Dispersa, si è radunata nelle scorse settimane attorno a Renato Soru. Ciascuno ha tirato fuori sotto la luce del sole le sue idee, che custodiva in silenzio in attesa di momenti come questo. Ciascuno ha tirato fuori le sue armi, cioè la perizia nel dare forma a queste idee. Forma verbale, musicale, poetica, politica, concettuale: le armi che usava ogni giorno nel suo solitario cammino. E queste forme, queste armi di linguaggio e cultura, scoperte al sole, hanno mandato un confortante sfavillio.
Può sembrare consolatorio sgranare ora il rosario dei distinguo, il "quantitativamente" e il "qualitativamente". Può sembrare inutile: nelle elezioni vince la quantità, non la qualità. Ma se è consolatorio è ben giusto che lo sia: consolarsi è sana e legittima cura, dopo i rovesci. E grandemente consola poter dire che la qualità etica ed estetica, intellettuale e artistica e umana dei Raminghi che Renato Soru raduna intorno a sé è molto alta.
E forse il sottile invisibile gioco della quantità con la qualità non è solo consolazione, non è inutile mascheramento, ma al contrario può celare sorprese per il futuro.
Ora molti di questi Raminghi, molti di noi, torneranno nei loro cammini dispersi, torneranno in sonno. Ben svegli e attivi, beninteso, in questo sonno. Io per esempio non mi sono mai fermato, posso dirlo senza rischio di enfasi, come nota di fatto. Non ho cessato mai di combattere contro la miseria culturale, contro la cattiveria impoverita, libro per libro, incontro per incontro coi lettori, puntata per puntata di Melevisione. Ognuno tornerà nella sua contea, a combattere la sua battaglia, solitaria o con pochi compagni di imprese. Ma per la Compagnia ? e uno scrittore sente in modo curioso queste parole ? ora è il "sciogliete le righe".
E qui viene la seconda cosa, Presidente, che le volevo dire.
Non c'è molto di onorevole nell'offrire la propria opera a un vincitore; è più decoroso offrirla a uno sconfitto. E allora sappia, Presidente Soru, che quando i tempi lo consentiranno, alla minima schiarita nella notte, quando lei riterrà che sia giunto il momento di richiamare a raccolta la Compagnia dei Raminghi, per quello che posso fare e che so fare, io ci sarò.
Bruno Tognolini

17 February 2009
 
I commenti dell'articolo [275]
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1-10 di 275

275. antonio
22/03/2009 22:53
Caterina, a dire il vero avevo pochi dubbi. Quello che però conta adesso è una mobilitazione straordinaria per le elezioni europee! Non può ripetersi l'immagine del Soru esausto che gira paese per paese! dobbiamo tutti centuplicare le nostre iniziative per portare i sardi a votare per Soru. Il Centrosinistra in Italia prenderà una batosta, ma se in Sardegna vince Soru c'è la concreta possibilità che al congresso di ottobre egli divenga capo del partito democratico. Questo la Destra lo sa bene e tornerà a concentrare in Sardegna le sue più grandi attenzioni. Abbiamo tanti poeti in Sardegna, traducano il "Giuramento di Pontida": L'han giurato e li ho visti in Pontida, convenuti dal monte e dal piano, l'han giurato e si strinser la mano cittadini di venti città! O spettacol di gioia...!
274. caterina becciu
21/03/2009 19:18
consiglio ad antonio cattolico praticante di entrare nel sito di don franco barbero ,troverà di sicuro le spiegazioni che va cercando , inoltre consiglio a tutti di entrare nel sito altravoce net dove ci sono i dati istat sualla sardegna negli ultimi 4 anni ciao forza soru
273. Giovanni Battista
20/03/2009 23:50
"Gigi Riva, l'unico sardo che se si candidasse a qualunque poltrona, sarebbe eletto a furor di popolo". Per me Riva è un idolo come uomo dopo esserlo stato come calciatore; spero però non metta i Sardi a scegliere tra lui e Soru alle prossime elezioni Europee. Questo non vuol dire che non possa impegnarsi in politica, anzi lo spero vivamente; deve però scegliere con chi stare, così come negli anni 70 scelse decisamente la Sardegna senza farsi attrarre dalle ricche "sirene" Padane. Forza Gigi, sportivamente sei tutti i sardi , ma moralmente ne rappresenti "solo" la metà! Auguri di cuore.
272. Viviana
17/03/2009 17:42
Presidente, ritorni a combattere contro chi vuole distruggere non solo la sua Sardegna ,bensì' tutta la nostra Italia. Lei rappresenta la speranza dei nostri giovani. L'aspettiamo con affetto e fiducia.
V.
271. fabio
15/03/2009 20:23
Quand'è che ci si rivede pubblicamente, Presidente? Non possiamo lasciare che questi barbari distruggano la nostra terra; incontriamoci per far capire a tutti che la battaglia inizia adesso..
270. anny
15/03/2009 20:18
x Antonio 269- La campagna elettorale, x Berlusconi, e'iniziata il giorno della venuta del Papa in Sardegna. Il Papa,nell'Omelia, ha semplice letto il foglio scritto dagli organizzatori. Chissa' perche' non figurava il nome di Renato Soru. Io mi domanderei anche come mai in piazza Jenne ci sia stato un gruppo di persone che hanno fischiato appena il Papa ha nominato il nome di Soru. Forse e' stata una fatalita', io non ci credo. Anch'io sono una cattolica praticante e ho votato Soru.
269. antonio
12/03/2009 21:21
Sono un Cattolico praticante, e ho votato un Cattolico praticante: Renato Soru. Che motivo avrebbe avuto la Chiesa Sarda di inimicarsi i tantissimi cattolici che hanno votato Soru, con il pericolo che gli stessi non contribuissero poi con il loro 8 per mille alla Chiesa? No, non può essere vero che la Chiesa sarda abbia preso posizione contro Soru, sarebbe stata autolesionista! e' pur vero che quando venne il Papa l'Arcivescovo di Cagliari invitò Silvio Berlusconi, che ci entrava " come cavoli a merenda", e di fatto toglieva visibilità a Soru ( aggravato poi dal fatto che il Papa, a Cagliari, ha menzionato persino il "dottor Letta" ma non il Presidente della Regione Sardegna )ma io credo che l'abbia fatto esclusivamente perchè voleva garantirsi un forte afflusso di publico! ( quelli che non sarebbero venuti per il Papa, sarebbero venuti per Berlusconi). Io non credo neppure che l'essere (eventualmente) "partigiani" di Berlusconi deriverebbe dalla disponibilità di Berlusconi a sovvenzionare le scuole private cattoliche ; la logica conseguenza di ciò sarebbe la obbligatoria sovvenzione anche per le già ricche scuole ebraiche e delle sempre più numerose scuole musulmane; ma veramente la Chiesa vorrebbe questo? I Misteri della Fede sono già tanti perchè si aggiungano anche i misteri dei comportamenti del nostro Clero!
268. WEb
11/03/2009 14:07
Forza Soru
267. Paola
10/03/2009 08:54
su youtube: Il regno delle 2 sardegne diviso in 9 parti.
266. roberta
09/03/2009 08:34
Siamo in tanti, Raminghi, è stata si una dolorosa sconfitta elettorale dovuta soprattutto alla mancanza dei media,c he come ben sappiamo sono sotto l'egemonia "dell'innominato" ma nonostante tutto è stata anche una chiara vittoria di noi Sardi e del Presidente Renato Soru, il quale ci ha rappresentato a testa alta e che con tanta determinazione ha saputo trasmetterci quanto la Regione Sardegna in questi quattro anni di buon governo sia riuscita a produrre realmente per il beneficio di tutti i Sardi. Ebbene MEGLIO SORU MEGLO LA SARDEGNA contro il NUCLEARE raccogliamo le firme contro il NUCLEARE e perchè RENATO SORU possa rappresentarci in questo rinnovato PD SARDO! ANCORA UNITI PER LA SARDEGNA

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