Sulla continuità territoriale: la Regione non ha chiesto alcuna proroga

di Giulio Calvisi | tutti gli articoli dell'autore

Giulio Calvisi

Risposte del Governo all’interpellanza del PD sulla continuità territoriale: la Regione non ha chiesto alcuna proroga. Altro che rivoluzione dei cieli, altro che ponte fra Sardegna e la Penisola. Dopo le risposte date dal Governo in Aula alla nostra interpellanza sulla continuità territoriale sappiamo che la regione non ha niente in mano. Né sulla proroga dell’ attuale regime  e neanche sull’idea sciagurata dell’assegnazione delle rotte con trattativa privata. Mancano meno di 15 giorni alla scadenza dell’attuale continuità territoriale: i sardi rischiano seriamente di pagare per tutta l'estate 500 euro per andare a Roma e 600 per andare a Milano. Nella migliore delle ipotesi, per sconto benevolo delle compagnie aeree, tra i 250 e i 300 euro. Bene che vada, dunque, i prezzi saranno triplicati. Quello che è successo è assurdo. Bisogna che tutti le istituzioni e le forze politiche e sociali si mobilitino perché questo scenario sciagurato non si verifichi. Ecco il resoconto del dibattito di ieri alla Camera in cui si discute la nostra interpellanza in merito a questi fatti:
 
 (Iniziative in materia di continuità territoriale da e per la Sardegna, con particolare riferimento al riassetto delle competenze - n. 2-01482)

PRESIDENTE. L'onorevole Calvisi ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-01482, concernente iniziative in materia di continuità territoriale da e per la Sardegna, con particolare riferimento al riassetto delle competenze (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti).

GIULIO CALVISI. Signor Presidente, nella nostra interpellanza urgente abbiamo ricostruito tutti i passaggi normativi che hanno regolato la continuità territoriale in Sardegna dal 1999 in poi, da quando, cioè, fu emanata la cosiddetta legge Attili in attuazione di un regolamento comunitario del 1992, che sanciva il principio della liberalizzazione del mercato e del trasporto aereo, introducendo però anche un principio che temperava questa liberalizzazione e prevedendo che ogni Stato membro potesse imporre oneri di servizio pubblico alle compagnie aeree per assicurare i collegamenti con le tratte meno remunerative e, quindi, con le regioni disagiate, con le regioni periferiche, con le regioni in ritardo di sviluppo. Non rifaccio la storia, però, signor sottosegretario De Vincenti, vorrei partire dal passato, perché partire dal passato ci aiuta a capire il disastro del presente. Cosa sta succedendo oggi sulla continuità territoriale aerea per la Sardegna?

Dopo sei proroghe dell'attuale assetto della continuità territoriale, dopo diversi interventi legislativi che hanno mutato il quadro delle competenze fra Stato e regione, dopo un nuovo regolamento comunitario che ha riformato quello del 1992, dopo la risoluzione della Camera che invitava il Governo e la regione ad estendere anche ai non residenti in Sardegna le agevolazioni per la continuità, dopo una legge del consiglio regionale che ha stabilito le compensazioni per le compagnie che dovevano partecipare al nuovo bando e, infine, dopo un decreto dell'ex Ministro Matteoli (prima emanato e poi ritirato), siamo arrivati alla fissazione di un nuovo bando di gara (previsto per il 12 gennaio). Il termine per la presentazione dell'accettazione da parte delle compagnie aeree scadeva il 12 marzo, ma in tale data non si è presentata nessuna compagnia aerea. Quindi, la continuità territoriale istituita dal Governo Prodi nel 1999 sta per morire, perché tra meno di 15 giorni, esattamente il 1o giugno, scadrà anche l'ultima proroga dell'attuale continuità territoriale.

Quindi, tra meno di 15 giorni, per un cittadino sardo partire da Cagliari e arrivare a Roma costerà circa 580 euro; partire da Cagliari e arrivare a Milano costerà 640 euro. Quindi, ci troviamo nella situazione in cui non solo non abbiamo gli sconti per i non residenti, come da risoluzione unitaria approvata alla Camera dei deputati e come da promesse del vecchio Governo Berlusconi, ma cessano  le agevolazioni anche per i residenti.Ciò vale per i cittadini sardi ma vale anche per i cittadini siciliani di Pantelleria e Lampedusa, visto che anche lì le compagnie aeree non si sono presentate alla gara per la continuità territoriale. La prima richiesta che facciamo nella nostra interpellanza urgente è molto chiara: Governo, regione ed ENAC, insieme all'Unione europea, devono concedere una proroga dell'attuale continuità territoriale per il periodo estivo, per evitare il sequestro dei sardi. Chiediamo ciò al Governo, signor sottosegretario, perché la regione, dopo la scadenza del bando di gara, a mio giudizio, ha fatto solo pasticci, o quanto meno,  ha contribuito, a rendere incerta la situazione: ha parlato di affidamento alle compagnie per trattativa privata e di costituzione di flotta sarda.

Non sappiamo se con voi e con l'Unione europea hanno parlato dell'unica cosa seria di cui bisognava parlare: la proroga, per avviare con calma un periodo di riflessione e impostare un nuovo modello di continuità territoriale, cercando di far sì che si contemperino diverse esigenze, cioè che venga assicurata la possibilità di agevolazione - come da risoluzione della Camera - per i non residenti, ma che soprattutto vengano confermate le agevolazioni per i residenti, evitando che il modello di continuità territoriale che verrà a seguire porti, magari, alla chiusura di un'importante compagnia aerea che ha sede in Sardegna (Meridiana) e alla perdita di 1.500 posti di lavoro.In secondo luogo, parliamo di continuità territoriale in un periodo di stretta sulla spesa pubblica, in cui ogni intervento pubblico appare sospetto, appare quasi considerato come uno spreco e un privilegio.

Non vorrei che questo sospetto si insinuasse anche sul tema della continuità territoriale. Perché  è un istituto che permette a tutti i cittadini europei di spostarsi sul territorio nazionale e comunitario, garantendo, anche ai cittadini residenti in territori meno favoriti, marginali ed insulari, di avere condizioni di partenza uguali a quelle degli altri cittadini. Si tratta di pari opportunità rispetto a chi non è penalizzato dalla geografia, come invece sono la Sardegna e la Sicilia. La continuità territoriale è attuazione del principio di eguaglianza sostanziale fra i cittadini, è attuazione del diritto alla mobilità sancito dall'articolo 16 della Costituzione, è discriminazione positiva per territori che hanno svantaggi strutturali. Allora, rispetto al tema della continuità territoriale, lo Stato conserva una competenza, perché la Costituzione dice che lo Stato ha una responsabilità. Allo stesso modo, ilo Stato ha una responsabilità sulle politiche della salute e, queste sono normate, gestite ed amministrate dalle regioni, ma questo non fa venire meno la responsabilità dello Stato su di esse.

Qui c'è il secondo punto: nel 2006 venne approvata, a fine dicembre, la legge finanziaria per il 2007. In quella finanziaria si disse: la regione assume presso di sé le competenze in materia di continuità territoriale, di sanità e di trasporto pubblico locale. Queste nuove competenze dovranno essere controbilanciate da un aumento delle risorse a favore della regione Sardegna, con una maggiore compartecipazione alle entrate erariali dallo Stato. Questo regime dovrebbe entrare in vigore definitivamente dopo il 2010. Che cosa è successo? Che le competenze sono in capo alla regione Sardegna, ma le risorse alla regione Sardegna non sono mai state trasferite, perché lo Stato non ha mai trasferito quanto dovuto in materia di compartecipazione alle entrate erariali. Allora, noi siamo perché la regione Sardegna abbia piena competenza sulla continuità territoriale, a condizione però che lo Stato   trasferisca quelle risorse che ancora non ha trasferito.

Oggi ci troviamo nella situazione in cui la regione Sardegna approva una legge per finanziare la continuità territoriale, dispone 57 milioni di euro per compensazioni finanziarie alle compagnie aeree, però la competenza rimane dello Stato, perché è ancora in vigore la legge Attili, secondo cui il presidente della regione convoca la Conferenza di servizi su delega del Ministro.Allora, signor sottosegretario, vogliamo che questo passaggio delle competenze avvenga al più presto; però, nelle more, lo Stato deve garantire le sue risorse perché, o conferisce  le risorse che deve alla regione Sardegna in materia di compartecipazione, oppure prevede un finanziamento ad hoc sulla continuità territoriale analogo a quello stabilito nel passato. Poi, per il futuro, chi sarà competente? La regione? Il Ministro? La neoistituita autorità di regolazione dei trasporti? Insomma, bisogna mettere ordine e bisogna che lo Stato dia quello che deve alla regione Sardegna. A questo proposito, c'è anche un misterioso protocollo di intesa di cui nessuno sa più niente, dopo che è stato varato nel 2010 tra Stato e regione, secondo cui lo Stato doveva trasferire alla regione Sardegna, per gli anni 2010-2013, 16 milioni di euro. Questo protocollo è stato mai siglato? Questa è la domanda che le rivolgiamo.

L'altra questione, e concludo, attiene al comportamento delle compagnie aeree. Penso che le compagnie aeree, nel disertare le gare, abbiano tenuto un comportamento irresponsabile, ma c'è di più, perché anche le gare per la continuità territoriale della Sicilia e delle isole minori della Sicilia sono andate deserte. Mi chiedo: ma qui c'è un tentativo di disapplicare la normativa comunitaria in materia di continuità territoriale e in materia di pari opportunità fra i cittadini e i territori?Cioè, in Italia ho paura che stia nascendo la tentazione di negare e di non applicare quello che si applica ed avviene in Corsica, che ha la continuità territoriale con la Francia, o per le Baleari, che hanno la continuità territoriale con la Spagna. C'è un tentativo, insomma, di - ecco perché ho citato il regolamento europeo in apertura -  di dichiarare l'Italia zona franca del diritto comunitario, ma anche zona franca dei diritti delle persone. Ebbene, penso che questo tentativo il Governo lo debba impedire, perché in Sardegna viviamo una situazione particolare.

Dopo il caro traghetti dello scorso anno, che ha affossato il turismo in Sardegna, dopo la privatizzazione sbagliata della Tirrenia, dopo quello che sta succedendo anche in materia di continuità territoriale, sembrano essere a rischio anche i collegamenti low cost dalla Sardegna con la penisola e con il resto dell'Europa. Oggi il 60 per cento del trasporto aereo per la Sardegna dalla penisola ed all'estero avviene ed è coperto dal low cost. Insomma, la Sardegna rischia di essere sequestrata, la Sardegna rischia l'isolamento e questo non è consentito. Quindi, signor sottosegretario, mi attendo risposte chiare da parte del Governo, magari un po' più chiare di quelle che sino adesso ha dato la regione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico ).
 
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico, Claudio De Vincenti, ha facoltà di rispondere.

CLAUDIO DE VINCENTI, Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico. Signor Presidente, in premessa c'è un punto su cui sicuramente con l'onorevole Calvisi siamo del tutto d'accordo: è ora di mettere ordine nei rapporti finanziari tra lo Stato, la regione Sardegna e, più in generale, nei rapporti finanziari tra Stato, regioni e così via, nella linea del federalismo fiscale su cui si sta lavorando. Certamente c'è bisogno di mettere ordine. È un'esigenza che tutti sentiamo, credo, proprio per far maturare bene il federalismo, che è un'opzione importante che il nostro Paese ha scelto. Venendo adesso al caso specifico, richiamo alcuni punti di partenza. Com'è noto, l'articolo 1 della legge n. 296 del 27 dicembre 2006, legge finanziaria per il 2007, ha previsto, al comma 837, il trasferimento dallo Stato alla regione Sardegna delle funzioni attinenti alla continuità territoriale. Sotto il profilo finanziario, il successivo comma 840 dispone che i connessi oneri, a partire da gennaio 2010, siano interamente a carico della Sardegna.In attuazione di questa legge, in data 7 settembre 2010, è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra regione Sardegna, ENAC e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il protocollo esiste: questa è la prima risposta che devo all'onorevole Calvisi. Tuttavia, devo anche aggiungere che, riguardo alla specifica richiesta dell'onorevole Calvisi in merito ad un presunto impegno dello Stato a versare alla regione 16 milioni di euro per il quadriennio 2010-2013, il citato protocollo nulla dispone in tal senso. In particolare, l'articolo 6 della medesima intesa stabilisce che - cito testualmente - «le risorse finanziarie necessarie per l'imposizione degli oneri di servizio pubblico sono a carico della regione autonoma Sardegna». Evidenzio anche che, con il successivo articolo 7 dell'intesa, le parti - quindi regione, ENAC e Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - si sono impegnate a riunirsi per eventuali modifiche al testo concordato nel caso di nuovi eventi e così via. Il medesimo articolo, considerata la natura innovativa dell'intesa le attribuisce carattere sperimentale e stabilisce che, attraverso un esame congiunto, la stessa possa essere oggetto di eventuali modifiche o integrazioni. In questo quadro, riferendomi adesso alla richiesta dell'onorevole Calvisi e degli altri interpellanti riguardo ad una revisione della ripartizione dei compiti in tema di continuità territoriale aerea, posso assicurare che sarà svolta quanto prima ogni opportuna azione finalizzata al riesame dell'accordo che citavo prima, anche alla luce dell'articolo 37 del decreto-legge n. 201 del 2011, istitutivo della nuova Autorità di regolazione dei trasporti, ulteriormente sviluppato dall'articolo 36 del decreto-legge n. 1 del 2012. Per quanto attiene, poi, alle questioni di ordine finanziario sollevate dall'onorevole Calvisi, si richiama l'attenzione sul comma 840 della legge n. 296 del 2006, che limita a carico dello Stato la copertura finanziaria delle funzioni trasferite ai soli anni 2007, 2008 e 2009. Sempre per ciò che concerne il finanziamento delle funzioni in argomento, aggiungo che il citato protocollo d'intesa del 2010 non ha previsto alcun impegno di contribuzione statale per il quadriennio 2010-2013 per i servizi aerei in oneri di servizio pubblico.

Infine, con specifico riferimento alla questione della proroga (quindi al regime onerato di cui al decreto ministeriale n. 103 del 2008) assicuro che, qualora la regione Sardegna presentasse specifica richiesta di un'eventuale ulteriore proroga del predetto regime, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - ove ne sussistano i presupposti e la necessità - porrà in essere ogni iniziativa utile e tempestiva per arrivare alla proroga. Infine, faccio presente che compete alla stessa regione Sardegna ogni valutazione sull'opportunità di un incontro con i vettori aerei che hanno disertato la recente gara europea, conclusasi - come sappiamo - con esito negativo l'11 aprile scorso. In ogni caso, assicuro che, nell'ambito della riunione che abbiamo già indetto per il prossimo 23 maggio presso gli uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con i rappresentanti della regione Sardegna, dell'ENAC e delle compagnie aeree interessate, sarà presa in esame ogni utile azione volta ad una rapida soluzione di questa problematica che l'interpellanza ha correttamente messo in luce.

PRESIDENTE. L'onorevole Calvisi ha facoltà di replicare.

GIULIO CALVISI. Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto solo della cortesia che ha usato il sottosegretario De Vincenti. Per il resto, mi dichiaro profondamente insoddisfatto della risposta. Cerco di andare per ordine. Il primo tema riguarda le competenze. Lo ripeto: noi sosteniamo che la regione Sardegna debba avere la competenza piena sulla continuità territoriale, analogamente a come avviene sulla sanità per la Sardegna e per altre regioni. Questo naturalmente non fa venire meno una responsabilità dello Stato. Cito di nuovo le politiche della salute: le regioni hanno piena competenza in materia di politica della salute e di sanità. Tutto questo non fa venire meno una responsabilità dello Stato sulle politiche per la salute.

La seconda considerazione: noi guadagniamo questa competenza e le funzioni in materia di continuità territoriale in funzione dell'attuazione di una legge dello Stato, la legge finanziaria per l'anno 2007. Tale competenza doveva essere assunta a fronte di un trasferimento aggiuntivo di risorse in materia di compartecipazione alle entrate erariali dello Stato che non è mai avvenuto. Lei ha richiamato il principio del federalismo fiscale. Il principio del federalismo, in generale, stabilisce che più funzioni e più competenze comportino maggiore responsabilità e questa devoluzione di competenze da parte dello Stato ad altri soggetti è equilibrata anche da un trasferimento di risorse. Lo Stato non ha corrisposto alla regione Sardegna quanto doveva in materia di compartecipazione alle entrate erariali.

Quindi, mi rendo conto che questo sia un tema che riguarda più il Ministero dell'economia. Lei, peraltro, non ha detto nulla su quando il Ministero dell'economia trasferirà quello che deve alla regione Sardegna (ormai mi sembra quasi 4 o 5 miliardi di euro se facciamo i conti dal 2010). Però dice molto sulla continuità territoriale: in pratica conferma la nostra paura e cioè che lo Stato trasferisce le competenze ma non le risorse. Questo non è federalismo. Questa è una fregatura, una vera e propria fregatura, una vera e propria presa in giro!Riguardo a quel protocollo di intesa, finalmente scopriamo la verità. Infatti, ne cito testualmente l'articolo 6: «Il Ministero dell'economia e delle finanze, d'intesa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si impegna a trasferire a favore della regione Sardegna per ciascuno degli anni del quadriennio 2010-2013 l'ammontare delle risorse attualmente erogate dall'anno 2009 quantificabili in euro 16 milioni per l'anno quale compensazione...».Lei ci ha detto che quel protocollo d'intesa approvato con una delibera della giunta regionale, è arrivato a Roma ed è stato emendato e la regione Sardegna si è fatta carico di costi che nella versione approvata in giunta regionale, invece, non erano previsti. Tutto questo mi sembra molto grave.

Sulla proroga lei dice la cosa più preoccupante perché afferma - non immaginavo fossimo a questo livello - che la regione non ha chiesto ancora la proroga. Lei ha detto: «Noi potremmo valutare la proroga, però la regione Sardegna ce lo deve chiedere». Dunque, la regione Sardegna non ha chiesto ancora la proroga! Considero questo fatto gravissimo e immagino che se non abbia fatto questa richiesta al Governo non l'abbia rivolta neanche all'Unione europea. Ieri si è svolta una riunione del consiglio regionale, con un dibattito sulla continuità territoriale. Oggi tutti i giornali sardi scrivono: «Avremo la proroga della continuità territoriale e poi faremo partire un nuovo modello di continuità territoriale». Io passo per un moderato in Sardegna e cerco sempre di misurare le parole, ma è chiaro che il presidente della regione e l'assessore ai trasporti hanno mentito al consiglio regionale e all'opinione pubblica sarda, hanno mentito ai cittadini sardi dicendo che si stanno muovendo prioritariamente sulla proroga quando, invece, si stanno muovendo su altro. Insomma, la proroga era la prima cosa da mettere sul tavolo del Governo e dell'Unione europea dopo il 12 marzo. Sono passati due mesi e lei ci dice che la regione Sardegna ancora non ha chiesto la proroga.

Dunque, sono molto, molto deluso e sono anche molto, molto preoccupato, perché la situazione è chiara. Lei ci dice che lo Stato, in buona sostanza, si deresponsabilizza, perché non prevede le risorse per la continuità territoriale. Però, in questi mesi, prima, con il vecchio Governo insieme alla giunta regionale, si è venduta la rivoluzione dei cieli, si è venduta l'idea del ponte con la penisola. Altro che ponte con la penisola! Qui dobbiamo venire a nuoto, dal primo giugno, per poter passare il Tirreno e arrivare da Cagliari o da Olbia.Quindi, signor sottosegretario, continueremo ad incalzare il Governo perché dobbiamo assolutamente evitare il disastro. Non è possibile il sequestro dei cittadini sardi, non è possibile non concedere una proroga e, nel contempo, impostare tutto ciò con serietà, considerando tutti i problemi sul campo, le esigenze anche della compagnia aerea e, soprattutto, i diritti alla mobilità dei cittadini sardi e affermando il diritto della Sardegna, come territorio, ad essere collegato con il resto della penisola. Bisogna trovare le soluzioni migliori, però tutto questo passa per un'azione del Governo che incentivi soluzioni non pasticciate, improvvisate, «arraffazzonate» che ho paura siano le soluzioni che in questi due mesi la regione Sardegna, perdendo molto tempo, ha continuato a perseguire (Applausi dei deputati Melis e Pili).





21/05/2012
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