Quel matrimonio non s’aveva da fare

di Giovanni Maria Delogu | tutti gli articoli dell'autore

selargius

Il risultato di Selargius è impietoso e non lascia molto spazio a letture politicamente sofisticate. Il sindaco uscente dell’Udc Gianfranco Cappai, alla guida di una coalizione composta da Pdl, Udc, Riformatori Sardi,  La Destra, Uds, Partito Sardo d’Azione, ha battuto con uno stacco di circa 7 punti la candidata del Pd Rita Corda, sostenuta da Pd, Idv, Sel e da liste civiche con esponenti di Udc e dell’ex Alleanza Nazionale.

Gli elettori hanno scelto l’originale. Probabilmente anche ad Alghero dove forse troppo frettolosamente qualche capobastone locale ha mandato messaggi trionfalistici del botto al primo turno. Ma così non è stato ed i rischi al ballottaggio sono alti. Tornando a Selargius, troppo avanzato il progetto del centrosinistra che ha imbarcato spezzoni del centrodestra, forti nel controllo dei voti? Gli elettori erano consapevoli che un’eventuale vittoria della coalizione guidata dalla candidata del Pd avrebbe comportato la presenza in consiglio comunale e in giunta di personaggi dell’uscente amministrazione di centrodestra o a questa legati. Personaggi dotati di notevole peso economico investito, massicciamente, nelle liste civiche, individuate come “portatrici d’acqua”.

Dove era il cambiamento? La forte disaffezione rispetto al progetto del centro sinistra è visualizzata dall’astensionismo con un calo di affluenza di circa il 10% rispetto alle precedenti amministrative contro una media regionale del 5% . Il rilevante ricorso al voto disgiunto aggrava lo stato delle cose. Un campanello d’allarme per il centro sinistra per le prossime politiche e regionali.

Dire “Abbiamo proposto un programma alternativo, purtroppo, non è stato recepito come speravamo”, deresponsabilizzando i gruppi dirigenti dei partiti, allarma. Ah gli elettori, che delusione! Non hanno capito il programma ideato dai leader delle liste civiche che, con logiche della vecchia politica (où est le changement?), avrebbero dovuto vedere i propri rappresentati eletti lasciando poche briciole ai partiti del “vero” centrosinistra! E’ colpa degli elettori se una delle città più grandi della Sardegna resta al centrodestra? O non è forse vero che sarebbe stato possibile batterlo se il centrosinistra avesse scelto la chiarezza, consolidando le alleanze fra partiti portatori di cultura e di valori veri di centrosinistra? Questo mentre il centrosinistra rischia di vincere, al ballottaggio, nella vandeana Oristano. Fra un originale e una copia si tende a scegliere il primo. Si entri nel merito nel metodo dei casi eclatanti come Siliqua o peggio San Sperate. Anche perché le due proposte sono normalmente a parità di prezzo. Solitamente caro.

“La spinta al suicidio di questo partito non ha limiti” ha recentemente commentato Romano Prodi per il ruolo del Pd sulle nomine alle Authority. Nel loro piccolo gli elettori del centrosinistra del Pd e di Sel in primis, selargino e degli altri centri dove il centro sinistra ha perso, non hanno voluto accompagnare i loro partiti verso il suicidio politico assistito ed eterodiretto. La responsabilità l’hanno lasciata tutta ai dirigenti locali e regionali che non hanno alcuna intenzione di assumersela, avendo ritenuto sufficiente far benedire le sante alleanze dai leader nazionali che si sono resi disponibili ai tour elettorali nella gregaria provincia dell’impero. Serracchiani, Di Pietro, Vendola, in particolare, con le festanti fotine intorno dei capobastone locali! Riferendosi alla maggioranza regionale ha commentato che “si dissolve da sola a fronte di una Sardegna che cola a picco" e ha posto la domanda: "Dov'è la classe dirigente sarda?” dandosi la risposta: “Nella sarabanda del centrodestra è impegnata nella costruzione di nuovi gruppi consiliari”.

Dopo l’esito elettorale di Selargius, Vendola e Bersani dovrebbero ora chiedersi dov’è la classe dirigente del centrosinistra sardo e, soprattutto, in che cosa è impegnata?



- selargius.jpg


14/06/2012
COMMENTA

Condividi su:

Condividi con facebook Condividi con twitter Condividi con myspace Condividi con google Condividi con delicious Condividi con digg Condividi con linkedin Condividi con reddit Condividi con oknotizie Condividi con technorati
I commenti dell'articolo [5]

Condividi su:

Condividi con facebook Condividi con twitter Condividi con myspace Condividi con google Condividi con delicious Condividi con digg Condividi con linkedin Condividi con reddit Condividi con oknotizie Condividi con technorati