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Sanitą: per il centrodestra le regole sono inutili fardelli

di Redazione | tutti gli articoli dell'autore

L'emanazione del decreto dell'Assessore degli Affari Generali di attribuzione delle funzioni di direttore Generale della Sanità a Massimo Temussi, pone fine all'ennesimo pasticcio dell'Assessorato guidato da Liori, a distanza di sei mesi dal licenziamento del predecessore, sempre fortemente voluto dallo stesso assessore.


Dopo aver ignorato ogni regola, portato avanti con ferocia lo spoil system di tutte le aziende sanitarie nell'estate scorsa e aver disatteso il rispetto dei requisiti previsti per la nomina dei commissari delle Aziende Sanitarie, dei direttori sanitari e amministrativi, la Regione si è, almeno per un attimo, posta il problema dei requisiti posseduti da Temussi per poter ricoprire il prestigioso incarico di direttore generale della Sanità; la legge regionale n. 31 del 1998 prevede che i candidati debbano avere alle spalle almeno cinque anni di dirigenza: un po' troppi per il neo-direttore, dirigente dell'Azienda Ospedaliera-Universitaria di Sassari dall'estate del 2007.


Ma i tentennamenti degli uffici sono stati superati di slancio, non è dato sapere come. Era troppa la volontà di uscire dall'impasse causato da oltre sei mesi di anarchia dovuti all'assenza per malattia del precedente direttore generale, Trincas, a seguito dello strappo consumato alla vigilia di ferragosto 2009 e da allora mai più sanato tra l'assessore Liori e il suo ex amico, ex compagno dai tempi del MSI, ex ispiratore delle decine di interrogazioni che a firma Liori venivano recapitate alla Dirindin e al presidente Soru.


L'impeto è stato tanto che ancora oggi, all'indomani della DG n. 7/20 del 18 febbraio che formalizza la nomina del responsabile della direzione sanità, giace in commissione sanità in attesa di esame, il disegno di legge n. 88 presentato il 7 gennaio dalla stessa Giunta Regionale, su proposta del presidente e dell'assessore, di modifica dell'assetto organizzativo dell'Assessorato Igiene e Sanità e che prevede l'accorpamento delle due direzioni generali. Insomma, non si comprende perché tanta fretta nel nominare un responsabile di una direzione che si intende eliminare di lì a poco. E' palese che, anche in questo caso, le decisioni sono state prese con approssimazione.


Evidentemente con la stessa leggerezza sotto il profilo amministrativo dimostrata in altre circostanze e, in particolare, in occasione delle procedure di commissariamento delle ASL. In quell'occasione, il parere di legittimità espresso da un facente funzioni di Trincas, era stato trasmesso al Presidente della Regione 30 giorni dopo la data di adozione della deliberazione di Giunta (DGR 42/17 del 15/9/2009). Questo gravissimo fatto è stato denunciato dall'opposizione con l'interrogazione n. 128/A del 30 settembre, con la quale si contestava, inoltre, il mancato rispetto dei requisiti di legge nella nomina dei commissari delle ASL.


Le regole sono inutili e fastidiose perché come spiega l'Assessore Liori in risposta alla citata interrogazione n. 128/A, le nomine avvengono non sulla base dei requisiti di legge ma "valutando le specifiche capacità professionali in relazione alle particolari funzioni da svolgere nel processo di riforma".


Il fine giustifica i mezzi e il "buon" fine non sopporta le regole. Per cui è buona cosa aver disatteso la regola prevista dal decreto legislativo n. 502/10992 che impedisce di nominare chi negli ultimi cinque anni è stato candidato e non è stato eletto in collegi elettorali anche in parte coincidenti con il territorio della ASL, di nominare direttore sanitario chi ricopre importanti cariche di partito, anche se questo è espressamente vietato dal decreto legislativo n. 150/2009, più noto come legge Brunetta. E' buona cosa aver nominato come commissari dei dirigenti totalmente esterni alle Aziende Sanitarie, in contrasto con quanto specificatamente previsto dalla legge regionale n. 10/2006.


Ma a che servono le regole, l'importante è possedere specifiche capacità professionali in relazione alle particolari e complesse funzioni da svolgere: essere tributarista e amministratore di società che operano in settori completamente alieni da quello sanitario (per esempio industria della ceramica, industria dolciaria), è una prova più che sufficiente del possesso di specifiche competenze. Così anche per il commissario della ASL di Lanusei, nominato tale in virtù delle competenze maturate nel Dipartimento Protezione Civile a fianco di un intoccabile, fino a ieri, Bertolaso. Si è rimasti sorpresi nell'apprendere dal legale del commissario, intervistato in merito alle recenti vicende che avrebbero coinvolto il suo assistito nell'inchiesta sui Grandi Eventi (Unione Sarda del 24 febbraio scorso "Non avevo poteri decisionali"), che il competente futuro commissario "Non aveva alcun potere decisionale, non ha mai conosciuto Bertolaso", in quanto la sua funzione all'interno del dipartimento "era marginale".

La realtà è evidente a chi osserva cosa sta accadendo nella sanità: il centrodestra mal sopporta le regole, semplicemente le disconosce. Non sono richieste particolari competenze dirigenziali nella gestione di questa torbida fase di pseudo riforma, se non una dichiarata attitudine a rispondere a quelle che sono le esigenze delle rispettive cordate che compongono il disarticolato ensemble della maggioranza.

15 March 2010
 
I commenti dell'articolo [2]
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2. Arrubiu
02/04/2010 13:00
Che sbadato, dimenticavo, il Ministro Brunetta, peraltro compagno di partito dell'ineffabile neo direttore amministrativo, gią pasticcere, gia esponente di spicco del PDL, ha inserito nel Dlgs 165/01 all'art. 53,questo illuminante comma, lascio a voi giudicare ed a qualche consigliere regionale fare una doverosa interrogazione:

1-bis. Non possono essere conferiti incarichi di direzione di strutture deputate alla gestione del personale a soggetti che rivestano o abbiano rivestito negli ultimi due anni cariche in partiti politici o in organizzazioni sindacali o che abbiano avuto negli ultimi due anni rapporti continuativi di collaborazione o di consulenza con le predette organizzazioni.
1. Arrubiu
15/03/2010 17:34
Vi consiglio lo spassoso addio all'Ogliastra del neo nominato direttore amministrativo dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Cagliari, uomo dalle preclare virtł, il quale da buon politico ogliastrino, ultimo di una lunga serie, va a Cagliari per fare qualcosa di buono per suo territorio.
Qualcuno spieghi a questo bravo ragazzo che un direttore amministrativo deve applicare con serietą e imparzialitą le norme, non fare piaceri a questo e a quello tanto ancormeno se provvengono dalle amate terre bagnate dal rio Foddeddu.
http://www.rassegnanuoro.it/rassegna_leggi.asp?ID=75011
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