di Renato Soru | tutti gli articoli dell'autore
Seduta del Consiglio Regionale n. 103 del 5 marzo 2010. Grazie Signor Presidente, intervengo brevemente nel dibattito in un'Aula che non sembra molto ascoltarsi reciprocamente, stamattina. Però qualcosa la voglio dire ugualmente, non tanto nel merito della Legge 162. Bene, riprendo a parlare ora che l'Assessore ha smesso con il cellulare perché a lui mi rivolgevo. Signor Assessore, l'ho sentita pochi giorni fa; pochissime settimane fa quando ha concluso il dibattito sulla mozione sulla Legge 162, che è stata portata in Aula dal centrosinistra. L'ho risentita oggi dire le stesse cose.
Rifacendomi a quello che ha già detto il nostro capogruppo ed a quanto ha appena accennato l'onorevole Espa, non tratterei con sufficienza, come ho sentito anche stamattina, il tema della Legge 162, confondendo. Come se si trattasse di assistenzialismo, di soldi dati a pioggia alle famiglie, o di una cosa populistica di cui, in larga parte, si può fare a meno.
La Legge 162 è stata una politica importantissima nei cinque anni passati. L'abbiamo riconosciuta, in maniera diversa, nella legislatura precedente e di cui si è interessato il dibattito nazionale; e continua ad interessarsi ancora oggi, con una maggioranza politica cambiata; e di cui si interessano- come è di evidenza nelle documentazioni scientifiche- anche fuori dall'Italia.
E' stato un passo in avanti ulteriore nella considerazione della Pubblica amministrazione che si occupa non solamente di sanità e di ospedalizzazioni. Ma si occupa di salute. Si occupa di benessere. Si occupa di far star bene le persone. Si occupa di prevenzione nell'infanzia e persino nell'età più adulta. Laddove un diverso tipo di cura, un diverso tipo di assistenza può aiutare trattamenti altrimenti molto più costosi per la Pubblica amministrazione. Ma soprattutto può dar conto delle esigenze dei nostri cittadini e farli stare bene fino alla maggiore età.
E'un tema più ampio rispetto al modo con cui è stato affrontato con sufficienza stamattina. A me però quello che preme sottolineare è questo. La politica è scelta sull'allocazione delle risorse; decide come scegliere; decide come collocare le risorse. Nella legge finanziaria voi avete deciso di allocare le risorse in maniera diversa. Avete deciso che potevano essere brutalmente tagliati i 28 milioni di euro in questo capitolo di bilancio e ancora più brutalmente avete potuto pensare che si potessero tagliare 1000 euro a tutti. Così, in maniera tranquilla, abbiamo cercato di riportarvi su questo argomento con la mozione e non ci siamo riusciti.
Oggi io intervengo soprattutto perché sia chiaro a tutti i sardi e a tutte le persone non autosufficienti, a tutte le persone bisognose di assistenza, a tutte le persone che beneficeranno di questa legge che non devono ringraziare la Giunta regionale.
Devono ringraziare la squadra di pallacanestro di Sassari, perché se avranno un euro in più lo devono all'esigenza di finanziare con urgenza una squadra di pallacanestro di Sassari. Allora vorrei togliere il velo dell'ipocrisia da questo dibattito, stamattina Di fatto stiamo parlando di pallacanestro, stiamo parlando della necessità per voi di finanziare una squadra di pallacanestro e pur di dare 450 mila euro ad una squadra di pallacanestro, finalmente siete disponibili a finanziare con 14 milioni di euro le non autosufficienze.
Peraltro, io credo che dobbiate arrivare a finanziare 28 milioni di euro per mostrare una politica che tra finanziare la pallacanestro e finanziare le persone non autosufficienti sceglie e sceglie bene!
E' uno sport nazionale cercare di interrompermi, adesso mi hanno invitato a vergognarmi, io credo che si debba vergognare chi interrompe persone in questo modo. Avrò 10 minuti più in là per cercare anche di chiarire come la politica che sceglie male poi alla fine gli errori se li porta dietro. Perché è all'origine anche di questa necessità di finanziare con urgenza, prima dell'8 di marzo, una squadra di pallacanestro e per questo essere disposti finalmente a riconoscere i diritti acquisiti da tutte le persone non autosufficienti, c'è un cattivo, un cattivissimo comportamento e una distrazione grave di questa Giunta regionale quando si tratta di parlare di politiche energetiche. E mischia tutto, politiche energetiche, assistenza, sanità, pallacanestro, sport, in un pasticcio di cui non si riesce a dare conto.
Vorrei darne conto un pochino; oggi ho cercato di farlo. Adesso, con qualche difficoltà. Cercherò di farlo anche dopo. Oggi voi state decidendo di dare 450.000 euro alla squadra di pallacanestro. State continuando a dire di darne di meno alle disabilità. Rilevo che siete tornati a finanziare le squadre professioniste di calcio. Anche lì c'è una decisione. Preferite finanziare le squadre di serie A del calcio piuttosto che uno sport di cittadinanza, piuttosto che gli altri sport
Planetta (P.S.d'Az.): La deve smettere lei di offendere tutti quando parla! Basta! Ma non è possibile!
Presidente: Onorevole Planetta, ogni consigliere ha la possibilità di intervenire e di esprimere le proprie opinioni. Onorevole Planetta, la prego.
Soru (P.D.): E' nervoso poverino!
Planetta (P.S.d'Az.): No! Il nervoso è lei!
Presidente: Onorevole Planetta per cortesia!
Planetta (P.S.d'Az.): Offese all'Aula di questo genere non le ho mai sentite...
Soru (P.D.): Poverino è nervoso!
Planetta (P.S.d'Az.): Ancora? ....ritorni a sorridere anche lei!
Presidente: Onorevole Soru, la prego, continui con il suo intervento.
Soru (P.D.): Sì, la politica sceglie nella destinazione delle risorse. Qui siamo in una politica che ha scelto di tornare a destinare risorse per finanziare le squadre di calcio di serie A, che possono essere finanziate in maniera diversa. Una politica che ha avuto difficoltà a finanziare una squadra di basket, o altri sport diversi o lo sport di cittadinanza, ed oggi rincorre un problema, che non avrebbe dovuto rincorrere se avesse scelto bene prima. E grazie però alla rincorsa di questo problema i disabili della Sardegna possono ringraziare la pallacanestro se avranno riconosciuti i loro diritti.
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