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Il Decreto salvaliste é un attacco alla Democrazia

di Caterina Pes | tutti gli articoli dell'autore

Il decreto legge approvato dal Governo per riammettere le liste escluse dalla consultazione elettorale rappresenta una palese violazione dei fondamenti democratici del nostro Paese, un atto di prepotenza e di arroganza consumato nel più totale disprezzo delle regole che ogni cittadino, ma più ancora ogni rappresentante istituzionale, è chiamato a rispettare, un pericoloso precedente che straripa definitivamente dagli argini della democrazia.


Il decreto salvaliste si pone infatti in contrasto con il principale caposaldo della nostra Repubblica, l'articolo 1 della Carta Costituzionale, il quale affida la sovranità al popolo, che "la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Le forme e i limiti, dunque: le forme e i limiti sono i paletti che la nostra democrazia si è posta per garantire a tutti, in maniera paritaria ed eguale, un autentico diritto alla partecipazione alla vita civile e politica del paese. Abbattuti quei paletti, sradicate le regole, si potrebbe seriamente aprire lo scenario di una asimmetria democratica, di una deriva plebiscitaria, di una fare e disfare le regole secondo l'opportunità del momento, più semplicemente di un gioco - un gioco compiuto sulla pelle del Paese - ad armi dispari.


Ecco, il centrodestra rilegge oggi, curiosamente, quelle regole e quei limiti non come delle sane norme che ogni competizione elettorale ed ogni società civile necessariamente si pone perché si giochi ad armi pari, ma come degli ostacoli, degli inutili e fastidiosi intralci sulla strada della presa del potere, che va conquistato comunque e con ogni mezzo. Questo prepotente calpestare le regole - che sono e devono essere uguali per tutti - rappresenta il peccato originale di una fazione politica che ha da sempre sofferto e malsopportato l'imbrigliamento nelle regole, nelle forme e nei limiti della democrazia e scalpitato per scavalcarli, come e quando poteva. Oggi, con un decreto ad hoc che lo riammette alla competizione elettorale pur senza averne i requisiti formali, il centrodestra dimostra spudoratamente di non ammettere più il concetto di limite.

Arrampicarsi poi in avventurose riletture delle norme, per legittimare il decreto salvaliste, significa che da oggi in avanti tutto potrà essere reinterpretato e riscritto a favore di una parte, non più a garanzia di tutti i cittadini.

Dobbiamo fare sentire la nostra voce, dentro e fuori le sedi istituzionali, perché questo rappresenta un attacco alla democrazia, un colpo fra i più temibili, pericolosi e arditi che il centrodestra abbia mai sferrato al nostro sistema di rappresentanza. Per questo lotteremo anche dentro il Parlamento, con un'opposizione forte, netta e rigida. Per questo sabato 13 marzo aderirò e invito tutti ad aderire alla manifestazione nazionale indetta dal Partito Democratico.

09 March 2010
 
I commenti dell'articolo [2]
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2. Alberto M
09/03/2010 17:36
L'opinione di Marco Travaglio in proposito:
http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/2010/03/08/la_diretta_con_marco_travaglio.html
1. Marino Sedda
09/03/2010 16:56
Per essere consapevoli dell'importanza di questa battaglia, può essere utile rileggere l'introduzione della relazione del nostro Segretario Silvio Lai, Arborea 06 marzo 2010.
Mi sembra che, pur con la sostituzione di alcuni soggetti, il testo continui ad avere una certa coerenza ed attualità.
Introduzione.
La lettura dei quotidiani nazionali e regionali non può che far emergere una notizia di apertura: la decisione della Segreteria Regionale del PD di varare un decreto "interpretativo" per lo Statuto Nazionale del PD e la decisione del Segretario Regionale Silvio Lai di firmarlo subito. E abbiamo sentimenti controversi. Da una parte l'arroganza della Segreteria Regionale del PD che forza le regole un'altra volta, come mai è stato nemmeno pensato di fare, dall'altra il Segretario Regionale Silvio Lai che decide di firmare.

E non possiamo non ammettere che questa decisione ci mette tutti in difficoltà. La Segreteria Regionale del PD è in grave difficoltà per arrivare a forzare in questo modo la campagna elettorale e la mano del Segreterio Regionale del PD ma la situazione non che mettere a disagio anche il Pd che dovrà vedersela anche con una posizione meno vincolata e "istituzionale" degli altri partiti della coalizione del centro sinistra.

Come Pd non possiamo che dare un giudizio di estrema gravita nell'approvazione "interpretativo" e restrittivo per lo Statuto Nazionale del PD che richiama in maniera quanto mai attuale la necessità di un appellarci alla Costituzione, al suo bilanciamento dei poteri, alle sue colonne regolatrici, come ieri hanno richiamato autorevoli esponenti politici nel ricordo di Enrico Berlinguer a 20 anni dalla sua scomparsa.

Ma il nostro compito è attuare comportamenti quanto più lontani dal Pdl anche nella costruzione delle prossime amministrative, garantendo la massima partecipazione dei nostri elettori alle nostre scelte e alle nostre liste. Servono veri e propri cantieri di democrazia, aperti nei nostri circoli, che preparino con un dibattito attento e partecipato il nostro lavoro in vista delle amministrative.Serve un passo diverso che dobbiamo chiedere a noi stessi prima di tutto e alla pubblica opinione, perché giudichi quanto sia in pericolo il sistema democratico nel suo insieme quando viene vulnerato in questo modo.

Il disastro della Segreteria Regionale del PD nella presentazione delle liste dimostra comunque difficoltà e divisioni interne.
L'ho già detto in Segreteria Regionale questo giovedì: ciò che sta avvenendo nel Paese in questi ultimi giorni è un fatto importante. Indica debolezze e fragilità di una Segreteria Regionale del PD che è passata indenne da situazioni scabrose e politicamente rilevanti, dimostrando una capacità di insabbiare la realtà dei fatti mostruosa. Ciò che sta avvenendo è merito della maggioranza ma sta a noi avere la prontezza di riflessi di coglierla. Ci segnala che la compattezza granitica può essere messa in difficoltà di fronte alla pubblica opinione e alla libera stampa, che le divisioni interne e la prospettiva divide i leader di quel partito e che l'azione del Pd deve creare condizioni per valorizzarle senza andare a giocare solo di rimessa."

Il testo integrale può essere letto nel sito pdsardegna.it

Credo che per poter proporre qualcosa, sia necessario un minimo di serietà e coerenza.

Saludos a totus,
Marino Sedda
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