di Rossomori | tutti gli articoli dell'autore
Bi Semus. Sono le due parole che i RossoMori hanno scelto per annunciare l'assemblea costituente di Sabato 6 marzo al T-Hotel di Cagliari alle 9:30. Semplici ma fondamentali parole per dire a tutti che lì ci sono i veri Sardisti, quelli che si prendono cura delle sorti della Sardegna. I RossoMori rifiutano infatti il baratto consumato da chi tradendo l'antica tradizione sardista si è spostato nel centro destra svendendo persino la sacra bandiera dei quattro mori per qualche posto di sottogoverno. I RossoMori rivendicano un percorso ben diverso da chi si è alleato col governo regionale più colonialista e meno autonomista che la Sardegna abbia mai conosciuto. Nella storia dell'autonomia sarda... Sovranità, riformismo, schieramento col centrosinistra ovunque senza cedimenti a partire dalla Regione fino all'ultimo comune. Opposizione all'attuale maggioranza di centro destra ovunque senza concessioni. Antinuclearismo chiaro e netto. Restituzione immediata dei fondi Fas scippati da Berlusconi e portati in dote alle altre regioni per pagare dazi elettorali. Liberazione definitiva dalle servitù militari. Battaglia perché la liberazione dalle servitù industriali restituisca alla Sardegna un'industria libera dai ricatti e dalla cassa integrazione come un'unica dimensione per i nostri lavoratori, umiliati dall'incapacità dell'attuale giunta regionale e dalle prese in giro del governo. I RossoMori si riconoscono nelle politiche e nel progetto portato avanti dalla precedente giunta di centro sinistra che per la prima volta ha posto le basi ed ha praticato un solido percorso di vera sovranità, di piena consapevolezza nei confronti dello Stato centrale, di vero riformismo e di pratica del riconoscimento, senza tentennamenti e senza cedimenti, della storia, del paesaggio, della lingua, della cultura come elementi non negoziabili della identità della Sardegna.
Questa la piattaforma che i RossoMori vogliono rilanciare nell'Assemblea del 6 marzo del 2010 ponendo le basi perché da subito ovvero dalle prossime amministrative si sperimenti una coalizione chiara che si sottragga a tatticismi e a servaggi nei confronti di chi in quest'anno ha dato prova di subalternità e di concreta volontà di svendita della nostra terra come mai nella tormentata storia di Sardegna.