di Efisio Arbau | tutti gli articoli dell'autore
L'ho detto e lo faccio: non parlo più di primarie, tanto oggi decidono i capi locali del pd se devono essere fatte o meno. Ma vorrei parlare del mio pd, quello dei sogni purtroppo. Il partito democratico pratica la democrazia: quella dei congressi e quella delle primarie. Gli iscritti sono il perno dell'organizzazione in quanto sono loro che innescano e favoriscono la celebrazione dei congressi e delle primarie. Le regole sono semplici: gli iscritti, in numero statutario previsto, decidono coloro che si candidano alla guida del partito e coloro che si candidano alle primarie per selezionare chi rappresenta il partito e la coalizione alle competizioni elettorali.
Non esiste la dittatura delle maggioranze perché anche minoranze sul venti per cento possono partecipare con loro esponenti alle decisioni importanti. Il partito non deroga a queste regole di democrazia interna in quanto rappresentano la vera identità del nuovo partito di massa radicato nel territorio, nei circoli e nella società civile. Chi vuole allearsi con il partito democratico deve adeguarsi a queste regole come ha fatto Niki Vendola in Puglia. Nessuna maggioranza di partito può imporre un suo candidato, ma questo, se non è unanime, è deciso e condiviso con le primarie. Tutti gli elettori del partito sono coinvolti, pertanto, nelle scelte importanti e tutti i candidati alle elezioni sono riconosciuti quali leader vincenti ed autorevoli.
La politica del partito si fonda sulla regola che nessuno dei dirigenti deve avere un ruolo istituzionale a vita o per periodi determinati, in quanto sono sottoposti al termine del proprio mandato al giudizio dei propri elettori. Insomma, la politica come professione è sempre un'esigenza del corpo elettorale e non degli stessi dirigenti. Il vero difetto del partito democratico è che si tratta di un partito che i miei amici indipendentisti definiscono italianista: ma questo è una mancanza contingente, in quanto nel prossimo futuro, con l'avanzare del riconoscimento della nazione sarda e la costituzione di un partito democratico dei sardi, il difetto originale sarà superato. Questo è il partito democratico nel quale milito in modo ideale e per il quale mi assumerò la responsabilità di essere molto coraggioso nei prossimi mesi.
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