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I comportamenti censurabili della Lombardo

di Gianvalerio Sanna | tutti gli articoli dell'autore

Il Presidente del Consiglio, Claudia Lombardo, sta ponendo in atto un vero e proprio golpe istituzionale privando ogni giorno il Consiglio della sua autorevolezza, onorabilità e delle stesse prerogative assegnate dalle leggi all'Assemblea legislativa.

Lo Statuto regionale della Sardegna, infatti, all'articolo 15, afferma che sono organi della Regione: "il Consiglio regionale, la Giunta regionale e il Presidente della Regione". La Carta fondamentale dei sardi, dunque, non dice che il Presidente dell'Assemblea è un organo della Regione e perciò egli non può che essere il mero coordinatore delle attività di un organo statutario a cui deve essere garantito rispetto e pienezza di
funzioni.

Con la manipolazione dei dati pubblicati sulle votazioni del Consiglio la Lombardo ha leso l'onorabilità di molti consiglieri che oltre all'assidua partecipazione possono documentare che proprio il suo, quello della Lombardo, non appare certo un pulpito idoneo per affrontare i temi dell'assiduità nel lavoro e della meritocrazia.

I dati pubblicati riportano il complessivo delle votazioni effettuate, dimenticando che un consigliere regionale vota dopo aver elaborato, discusso, emendato e corretto ciò che si propone al voto e soprattutto mettendo a frutto conoscenze e documenti che gli consentano di
esprimere il consenso con scienza e coscienza, ma tutto ciò è evidentemente sconosciuto al Presidente del Consiglio.

Anche nella seduta del 1° febbraio è andata in scena la supponenza e l'arroganza di un Presidente dell'Assemblea che incarna la presunzione di infallibilità e che chiosa su tutte le osservazioni e le questioni che vengono poste mai riconoscendo l'evidenza degli errori e delle diffamazioni che ha inteso pubblicare per esaltare, con patetico esibizionismo, un suo presunto ruolo moralistico nei confronti del Consiglio.

Magari si fosse ricordata delle sue esperienze passate, dei soli sei interventi in aula nell'arco di un intera legislatura, delle mancate votazioni per verificare il numero legale quando era all'opposizione, perché con diversa moderazione si ponesse di fronte ad una responsabilità che appare ogni giorno più grande di lei.

Il Regolamento interno del Consiglio, all'articolo 80, prevede che se nel corso di una discussione, così come è avvenuto nella seduta del 1° febbraio scorso, un consigliere sia accusato di fatti che ledono la sua onorabilità può chiedere la nomina di una commissione che giudichi la fondatezza delle accuse. La Lombardo nel corso della discussione ha reiterato e confermato la validità del materiale che ha unilateralmente pubblicato, offendendo in questo modo la serietà, l'impegno e la dedizione di molti consiglieri, dai quali lei dovrebbe persino prendere esempio per puntualità, assiduità e capacità.

Tale previsione dell'art.  80 è un istituto di garanzia che il Presidente del Consiglio non è chiamato né a interpretare né a discutere, trattandosi di valutazioni estranee alla sua sfera istituzionale, e tuttavia anche in questo caso lei ha privato gli eletti dei loro diritti asservendo, come capita ormai da un anno, al suo esclusivo tornaconto le regole, i diritti e le tutele.

Solo nell'Iraq di Saddam Hussein abbiamo conosciuto certe manifestazioni: la cancellazione delle regole minime di democrazia, di trasparenza e di rispetto delle leggi. E' chiaro che in queste condizioni il Consiglio regionale è in uno stato di paralisi permanente e, al di là della povertà di idee e di proposte legislative da parte della maggioranza che esprime il Presidente, è sottomesso a un uso demagogico e strumentale per soli fini politici e propagandistici al punto che anche le richieste di presenza della maggioranza fatte dalle opposizioni vengono da lei trasformate in condanna e ludibrio delle opposizioni.

Molti colleghi continuano a voler tenere la testa sotto la sabbia, a non voler vedere la realtà dei fatti, qualcuno per codardia altri per interesse, consentendo così il progressivo e inarrestabile decadimento delle funzioni e della stessa rispettabilità di un organo fondamentale dell'autonomia.

Poiché non può accadere che lo stesso Consiglio regionale non disponga di norme di tutela e di salvaguardia, norme indipendenti, chiare, non interpretabili alla bisogna da nessuno, è ormai urgente e indifferibile modificare e integrare le regole interne a tutela del Consiglio e delle sue
prerogative statutarie contro ogni sopruso, impazzimento egocentrico o degenerazione delle funzioni di guida e di coordinamento delle proprie attività.

Quello che è accaduto e ciò che è stato detto dall'Aula nella seduta del 1° febbraio per una persona dall'ego normale sarebbe stato ampiamente sufficiente per trarre le conseguenze che deve trarre chi non raccoglie più il riconoscimento indispensabile per rappresentare l'intero Consiglio regionale.

Se il Presidente del Consiglio pensa di continuare su questa linea di comportamento troverà pane per i suoi denti e poiché, come dimostra il dissenso apertosi dentro la maggioranza per la mancanza di una linea di governo credibile e concreta, il Consiglio non ha grandi leggi da affrontare, di riforme non se ne parla neppure e le poche proposte che vengono presentate al massimo si interessano di cambiare gli orari dei negozi o di fare laute donazioni alla chiesa, noi dell'opposizione avremo tutto il tempo di curare con una buona profilassi democratica il Presidente del Consiglio. Sarebbe molto più semplice e utile per la Sardegna se qualcuno dei suoi consiglieri spiegasse a lei che la strada maestra sarebbe quella di buone e salutari dimissioni.

03 February 2010
 
I commenti dell'articolo [5]
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5. Laura
08/02/2010 00:13
Per favore non infierite sulla Lombardo. E' una che ha lavorato sodo tutta la vita, è intelligentissima, i suoi compagni di scuola la ricordano bene per i suoi meriti.
A quindici anni andava a pulire le scale di tre condomini per mantenersi agli studi.
Con sacrifici enormi è riuscita a prendere un diploma pur vivendo in uno stato di profonda indigenza. I suoi scritti, le sue relazioni, le sue capacità nell'affrontare e risolvere i problemi l'hanno prepotentemente imposta all'interesse di quelli di Forza Italia.
Vi posso garantire che è una mente di cui la Sardegna non può fare a meno. Lei è la migliore tra tutti i giovani di Forza Italia ed è per questo che a venti anni è stata messa in condizione di essere eletta consigliere regionale.Se Cappellacci ha promesso centomila nuovi posti di lavoro la Lombardo riuscirà a crearne molti di più.
Adesso è impegnata a contare le assenze dell'opposizione ma abbiate un po' di pazienza, non si possono fare tante cose contemporaneamente. Quando avrà finito questa conta cominceranno le assunzioni. I sardi aspettino, aspettino, aspettino, ?.. alla fine le assunzioni arriveranno.
4. francesco porcu
05/02/2010 21:27
Di solito le donne hanno una marcia in più e si dimostrano più scrupolose degli uomini.
Forse per questo ci sforziamo di garantire che le donne siano presenti nei posti di responsabilità.
Ed è anche per questo che la manovra di questa presidentessa è doppiamente censurabile,anche perchè dovrebbe dare l'esempio alle altre donne che sono quasi sempre escluse.
Ha perso una grande occasione,ma l'autorevolezza è una dote che non si acquista.
Nemmeno se sei donna.
3. marianna
05/02/2010 18:23
Io sarda non voglio essere rappresentata dalla Lombardo, percio' chiedo che si DIMETTA.
2. CONTIAMO LE ASSENZE DELLA LOMBARDO
04/02/2010 08:57
Carissimo Onorevole Sanna
non è possibile sapere quanto è stata presente la Lombardo in aula questi 15 anni che ha trascorso da parassita?
Se fossi in voi chiederei gli atti e conteggerei le presenze, perchè non si ricorda di lei l'assidua frequentazione dell'aula. Certo, se c'era, è anche vero che nessuno se n'è mai accorto....
Marco P.
1. martina
03/02/2010 17:34
... la lombardo claudia mi ricorda tanto la brambilla michela...
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