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Qualche buona prassi per risparmiare energia

di Redazione | tutti gli articoli dell'autore

Venerdì 22 e sabato 23 gennaio centinaia di persone hanno assistito  alle tavole rotonde  organizzate da Sardegna Democratica ad Oristano e a Cagliari sull'energia e sul nucleare. Complessivamente 40 tra scienziati, politici, sindacalisti, esponenti delle associazioni ambientaliste, esperti, hanno discusso ed hanno risposto alle domande del pubblico sulle migliori soluzioni utili a fronteggiare le problematiche energetiche della Sardegna. Nei prossimi giorni i video di entrambe le serate saranno on line.

"La miglior energia prodotta è quella non consumata" ha detto Renato Soru parlando dei cambiamenti degli stili di vita che dobbiamo imporci. Dobbiamo assumere la consapevolezza che il progresso non è illimitato e la responsabilità che una parte del mondo non dispone di alcuna energia a causa del nostro surplus di consumo e dell'interdipendenza tra produzione/risparmio energetico e paesaggio specie in un territorio rilevante per ambiente,  natura, cultura. Dobbiamo tutelare l'ambiente e focalizzare l'attenzione sull'assetto attuale delle fonti energetiche e dei consumi come la Sardegna. Per queste ed altre ragioni abbiamo l'obbligo di essere sempre informati e vigili.

E' noto che il Sistema Energetico Regionale della Sardegna è quasi isolato dal punto di vista strutturale.Sulla base di dati forniti dall'ENEL la potenza in MW al 2007 è così distribuita:

Termoelettrico   978

Sulcis    538
Portoscuso  264
TG Assemini   176

Idroelettrico  427
(unità di esercizio)

Taloro (4 impianti)  314
Coghinas (4 impianti)  38
Flumendosa (6 impianti)  75

Eolico   101
Monte Arci  11
Nuova Alta Nurra  12
Sa Turrina Manna  24
Littigheddu  54

Per un totale di 1.506 MW, ovvero 1,5 GW. Su un totale di energia prodotta pari a 13.693 GWh, i consumi, al netto delle perdite di rete, sono così ripartiti:

Settore industriale: 60,3%
Agricoltura  1,7%
Abitazioni   18,7%
Servizi   19,2%

E' stata inoltre esportata una quantità di energia pari a 670 GWh destinata ad altre regioni. Oggi il collegamento con l'Italia,  è via cavo sottomarino Sardegna- Corsica -Italia (SACOI) di limitata potenza (250 MW ). E' previsto il potenziamento mediante un nuovo cavo in c.c. da 500 MW ed un ulteriore cavo da 500 MW per collegare la Sardegna e la Penisola Italiana (SAPEI). Un cavo in c.a. da 50 MW  collega la Sardegna con la Corsica denominato SARCO.
Il piano che avrebbe preparato la Edison (50% di proprietà della francese EDF) se in Italia si tornasse al nucleare come "arma" per abbattere le emissioni di Co2, (La Repubblica, 17 marzo u.s.) dato il vincolo posto dalla UE all' Italia di ridurre del 20% le emissioni rispetto al 1990, valuta che sarebbe ideale costruire tra le cinque centrali nucleari (totale 10 GW di potenza)  e le dieci centrali nucleari (totale 20 GW di potenza). Ne risulta che ciascuna centrale, per essere economicamente conveniente, dovrebbe avere almeno 2 GW di potenza. Con siffatto scenario, anche prefigurando trend di crescita dei consumi, nell'Isola non c'è spazio economico per una centrale nucleare. E quindi ci si deve preoccupare del fatto che se la scelta del nucleare si concretizzasse in altre regioni, la Sardegna, per la configurazione geologica scevra dai terremoti, sarebbe appetibile come discarica di scorie nucleari.
Quali le azioni possibili per scongiurare il nucleare e dare il nostro contributo per abbattere le emissioni? La risposta è all'interno di un ragionamento che ponga allo stesso livello esigenze di realizzare: impianti eco-compatibili, risparmio energetico, qualità architettonica e del paesaggio. Tra le tante azioni possibili, a livello diffuso, prioritaria è quella di promuovere una seria politica per il risparmio energetico, a partire dalle costruzioni per abitazioni civili e per gli edifici pubblici e di servizio che consumano circa il 40% della energia prodotta. In Sardegna sono circa 803.000 le abitazioni di cui 209.000 quelle vuote. Gran parte è realizzata in modo indifferenziato rispetto al luogo e al clima locali, demandando solo all'impianto tecnico il compito di regolare le condizioni climatiche interne.

Ma è possibile ottenere un sensibile  risparmio energetico con la bioarchitettura  che con la qualità costruttiva e con l'identità paesaggistica, incide sul benessere e sulla qualità della vita. Questi criteri sono tuttora sporadici e tipici di un mercato di nicchia o di sperimentazione ed invece il benessere fisico, ambientale, psicologico e la qualità architettonica dovrebbero guidare le scelte progettuali per tutti gli edifici.

Alla base della progettazione deve esserci l'esatta  conoscenza dei luoghi. Caratteristiche del microclima, esposizione solare, venti predominanti, brezze estive, per il naturale raffrescamento degli spazi interni. In Friuli e Trentino, in base al consumo energetico di un edificio, sono state identificate diverse categorie:
- consumo di calore inferiore o uguale a 10 KiloWattora per mq l'anno che si può garantire, in pratica, anche in assenza di un sistema di riscaldamento attivo;
- consumo di calore inferiore ai 30 KiloWattora per mq;
- consumo di calore inferiore ai 50 KiloWattora per mq l'anno. In questo caso si parla di "casa da 5 litri", perché il consumo energetico comporta l'uso di 5 litri di gasolio o 5 m³ di gas per mq l'anno.

Una casa tradizionale consuma dai 90 ai 120 kWh per mq all'anno. Per case ad elevato rendimento energetico è disponibile  un bonus di cubatura. E' applicabile il dispositivo dell'art. 11 D.L. 115/2008 "Attuazione della direttiva 2006/32/CE sull'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici (G.U. n. 154 del 3/07/2008), che prevede incentivi "urbanistici" per gli edifici (di nuova costruzione o esistenti) più efficienti dal punto di vista energetico.

Per quanto concerne azioni possibili per i consumi energetici nelle industrie, la promozione di politiche di risparmio fornisce interessanti risultati se unita alla rivisitazione dei processi produttivi in tal senso. L'utilizzo delle aree dove sono presenti insediamenti produttivi che hanno occupato 17.752 ha di territorio (177 km quadrati), per la collocazione di ulteriori impianti eco-compatibili eolici, fotovoltaici, solari più in generale, consentirebbe di soddisfare ampiamente le esigenze della Sardegna rendendola energeticamente indipendente e sostenibile. Nella localizzazione degli impianti eco-compatibili l'attenzione deve, infatti, essere sempre alta. Anche  se si considera positivo un impianto termoelettrico a biomassa rispetto agli obiettivi di Kyoto, o un impianto fotovoltaico posizionato a terra, se sono costruiti in campo aperto in area agricola, causano una "ferita" sul territorio, creando l'apertura di una nuova piccola area industriale in "aperta campagna".

Per minimizzare l'alterazione paesaggistica è opportuno che tutti gli impianti di generazione elettrica vengano realizzati dentro o nei pressi di aree già alterate e compromesse da recuperare o dentro le aree industriali esistenti. Le buone prassi in materia di energia sono l'elemento portante del Piano Energetico e Ambientale della Regione Autonome della Sardegna elaborato dalla giunta Soru, che alleghiamo; del PPR (Piano Paesaggistico Regionale),  della Delibera 28/56 del 26/07/2007, con cui si detta la disciplina per l'inserimento degli impianti eolici e le norme sull'ubicazione degli impianti ad energia solare fotovoltaica (che alleghiamo).

 

Scarica il Piano energetico ambientale regionale

Scarica il Piano energetico ambientale regionale - Modifica

Scarica lo Studio per l'individuazione delle aree in cui ubicare gli impianti eolici

 

25 January 2010
 
I commenti dell'articolo [52]
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1-10 di 52

52. ANTONIO
01/02/2010 11:44
VORREI INOLTRE SEGNALARE CHE 4 GIORNI SU 6 IL SITO DELLA REGIONE-di e per tutti i sardi- OFFRE SOLO LA RASSEGNA STAMPA DELL'UNIONE SARDA. PERCHE' ANCHE SU QUEsTO NESSUNO DI VOI SARDI DEMOCRATICI SCRIVE NIENTE O SEGNALA LA COSA? visto che i nostri rappresentanti in consiglio regionale non se ne occupano neppure loro? EPPURE SAREBBE UN BELL'ARGOMENTO PER UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE..
ANTONIO
51. ANTONIO
01/02/2010 11:39
SEGNALO COME DEGNO DI NOTA, MA SOPRATTUTTO DA APPROFONDIRE, LE PAGINE CHE OGGI IL GIORNALE DI SARDEGNA DEDICA AL CONFLITTO DI INTERESSI DELL'ASSESSORE PRATO. E' GRAVISSIMO E INTOLLERABILE CHE NESSUN ALTRO GIORNALE OGGI NE PARLI, MA ALMENO VOI FATELO!!!
50. manuela
31/01/2010 11:29
Le iniziative di Sardegna Democratica mitigano il grido che proviene dalle pagine del libro di Dadea " la febbre del fare" che racconta la sua ammirevole esperienza umana e politica come assessore nel governo regionale presieduto da Renato Soru. Denuncia il silenzio calato sui risultati allora raggiunti e senza tralasciare veramente alcun aspetto senza risparmiare alcuno, dal suo punto di vista naturalmente, aiuta a comprendere la molteplicità di espressioni che hanno caratterizzato il faticoso ed entusiasmante svolgimento di quella legislatura. Le suggestioni che ricavo dal libro si intrecciano con quanto avviene negli incontri organizzati da SD, ultima pregevole sul no al nucleare in questi giorni, nonché sulle pratiche del partito democratico qui in Sardegna e altrove.

Anche io continuo a pensare che la mancata elezione di Soru a Segretario del PD nel 2007, con le primarie inquinate da quel patto scellerato, come è stato ben scritto, ha segnato il momento a partire dal quale si è messo a rischio il proseguimento di quella straordinaria impresa. Allora fu tanta la delusione però nessun rimpianto per la candidatura di Soru, poiché nessun altro soggetto appariva sulla scena politica sarda in grado di creare quel movimento di popolo che ha accompagnato quella competizione elettorale, servita almeno ad ampliare e consolidare la coscienza civile e democratica dei sardi. Non dimentichiamo nei mesi a seguire l'inerzia del Segretario, alla fine riconosciuto come tale o anche, la mancata individuazione nel centro sinistra di un soggetto che concorresse con Soru alle primarie per le allora prossime elezioni regionali, dopo tempi estenuanti.

Primarie che non sono state mai disconosciute né accantonate come invece ora avviene da alcune parti nel partito democratico. Con le primarie del 2009 quel moto si è ritratto, con l'esito di produrre rappresentanti in gran parte di vecchie e nuove oligarchie, pronti magari a stringere le mani e accordi con l'attuale presidente ma non a rompere quel silenzio 'sospetto e incomprensibile 'denunciato così efficacemente da Dadea. Abbiamo perso le elezioni, non siamo riusciti a contrastare fino in fondo, non c'è stato il tempo! quell' intreccio di poteri particolari contro i quali aveva agito la giunta Soru, qualche volta passandoci sopra, è vero, come un bulldozer (a mali estremi) o a contrastare quel mostro mediatico che ha messo in piedi il premier nell' ultima campagna elettorale in Sardegna.

Ma tant'è, con questa storia dobbiamo fare i conti e fare in modo di non perdere le prossime scadenze elettorali. E allora ben venga,in un panorama politico desolante, l'attività incessante di Sardegna Democratica, che ci svela quanto di meglio e anche di peggio avviene nella nostra isola, in tutti i campi, per questo è di grande conforto, mi troverà sempre partecipe e in totale adesione.

Per quanto riguarda il nucleare, di questo passo, ho la sensazione che arriveremo ad occupare i territori interessati dai siti nucleari, magari inciampando sul corpo disteso di Capellacci!
49. carlo
30/01/2010 19:59
sul sito la rosa rossa, (ci sono arrivato visionando le vignette satiriche) veniamo citati come servili ho evitato di commentare per non alimentare polemiche un grazie al sig luca mereu autore dell'articolo in questione (ma chini esti custu? come si permette?
48. Antonio
30/01/2010 14:28
La Presidente Lombardo fà l'elenco dei buoni e dei cattivi riguardo ai "gettoni di presenza" in Consiglio Regionale. Tra i cattivi la maglia nera, manco a dirlo, ce l'ha Renato Soru. E finalmente nelle TV locali si parla di Renato Soru! forse per compensare i 5 anni di totale oscuramento? Presidente Lombardo, ma di che si lamenta? se Soru non c'è non può fare ostruzionismo, e quindi la Giunta può portare avanti la sua "idea" di Sardegna. Oppure Cappellacci, visto che non ha "un'idea forte" vorrebbe che gliela suggerisse Soru? Faccia quello che vuole Cappellacci, l'importante è che non apra mutui, che non lasci debiti che ucciderebbero anche la speranza di una rinascita della Sardegna. E se ciò dovesse accadere, a cosa serve una Corte dei Conti, se non a mettere i debiti a carico di chi li ha fatti?
47. Federico
30/01/2010 00:09
Autorizzazione Unica, l'Aper scrive a Cappellacci
(Maria Antonietta Giffoni)

Lettera aperta dell'Aper al presidente della regione Sardegna: ingiustificabile lo stallo dei procedimenti di Autorizzazione Unica per gli impianti a fonti rinnovabili.
Un'isola piena di sole e vento, un'amministrazione che sembra sensibile all'utilizzo delle fonti rinnovabili, aziende pronte ad investire e poi? E poi tutto si ferma. Il problema? I procedimenti autorizzativi in corso per gli impianti a fonti rinnovabili sono bloccati dai lavori per l'adozione del Piano energetico regionale.

http://www.nextville.it/news/252

Spero non si faccia la fine della Puglia:l'anarchia più assoluta per avere due briciole e un pò d'energia
46. carlo
29/01/2010 17:19
Bravo Gavino bella idea la pizzata sono a dieta ma se ne ho l'occasione divento obeso per la causa
45. pipotto
29/01/2010 17:17
...sono al primo giro di boa e...come era pensabile...ecco che continua a materializzarsi il profilo con cui l'amministrazione regionale vive la "cosa" pubblica.
Con pochi preamboli ecco la delibera regionale 3/21 del 2010 con cui si da il via all'assalto della diligenza Tuvixeddu...il prossimo intervento garantirà forse l'apertura di un centro di grande distribuzione a Bonaria...e il nuovo Sant'Elia a Castello.
Renato...sei importante per la Sardegna, la tua visione è unica ma condivisa da tantissimi. Lavoriamo con forza, amore e schiettezza ma anche con elasticità e perseveranza tutti insieme.
44. Gavino ®
29/01/2010 15:50
ops...venerdi 29...errore di sbaglio...
43. Gavino ®
29/01/2010 00:39
Con enormi fatiche (perchè pesanti sulle spalle di pochi) l'iniziativa sull'energia arriverà a giorni anche a Sassari e persino a Porto Torres, ma sarebbe molto meglio se, invece di limitarsi a chiedere "a quando a casa mia?", si aprisse più spesso la porta e si uscisse ad aiutare materialmente, economicamente ed anche moralmente chi, da mesi, si sta dando da fare....Mi pare che, qualche articolo più sotto, il messaggio sia chiaro, "l'indipendenza è un dovere"! Approfitto per comunicarvi che domani, venerdi 30, si terrà a Sassari la prima "Pizzata Democratica" di autofinanziamento e, se questa avrà la riuscita che speriamo, ne faremo delle altre itinerandole per tutta l'isola.

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