di Cristina Lavinio | tutti gli articoli dell'autore
Ho appena seguito il TG1 di oggi 26 febbraio. E constato ancora una volta come Minzolin deforma le notizie: basta cambiare una parola, per esempio parlare di "assoluzione" anziché di "prescrizione", e il gioco è fatto... Sarebbero stati tutti assolti dalla Corte di Cassazione, dunque: sia Mills il corrotto che, ovviamente, il suo corruttore. La notizia viene data, poi compare Schifani, poi, per par condicio, compare anche Bersani per una battuta di commento.
E Bersani, forse memore di quanto detto in modo ben più chiaro da Renato Soru a Ballarò (è meglio essere processati quanto prima ed essere assolti), dice con un po' di ironia e molti impliciti di desiderare che il premier sia assolto, ma dopo essere andato nei luoghi debiti. Peccato che l'ironia delle sue parole non si colga, soffocata dall'esultanza generale per l'assoluzione di Mills e quella, anche preventiva, di Berlusconi! Tanto di cappello per l'abilità comunicativa, anche se tendenziosa, di chi è riuscito a montare il servizio in modo da capovolgere/offuscare il senso delle parole ironiche di Bersani.
Incapsulate come sono entro un generale parlare di assoluzione, finiscono per rafforzare quel concetto, finiscono per essere una semplice eco dell'insistenza su una parola usata a sproposito ("assoluzione" al posto di "prescrizione", ripeto). Il messaggio che passa è questo e il telespettatore distratto può dire: "lo ha detto persino Bersani"...
Bisognerebbe allora dire a Bersani che sarebbe meglio essere più diretti e non cincischiare con parole ironiche. Qualcuno dovrebbe spiegargli che l'ironia è spesso molto difficile da decifrare, e che una politica di opposizione che voglia coinvolgere e, insieme, informare deve dire pane al pane e vino al vino, deve essere più diretta se vuole essere efficace e capita facilmente dai più.
Così come bisognerebbe che, in tutti noi, crescesse la cultura della comunicazione e la capacità di smontare i trucchi della comunicazione disonesta, per quanto efficace e ben confezionata... C'è, in questo paese, chi da molto tempo si serve molto bene delle tecniche e dei mezzi della comunicazione e si è fatto padrone di canali televisivi e di testate giornalistiche per aumentare a dismisura il proprio consenso (ah! non aver fatto a suo tempo la legge contro il conflitto di interessi...!). Ed è lo stesso che ha innovato il linguaggio della comunicazione politica, parlando in modo semplice e accessibile a tutti, in modo lontano dalle contorsioni aulico-burocratiche del politichese di un tempo. E ne ha fatto una delle basi del proprio successo elettorale.
Peccato che una delle regole fondamentali della comunicazione ("Sii sincero": la "massima" della qualità di uno studioso come Grice) venga costantemente disattesa da questo stesso personaggio, e che tutto sia un imbroglio colossale. Dovremmo dunque non dimenticare mai l'importanza dell'etica non solo nella politica, ma anche nella comunicazione politica e in chi la gestisce e veicola, compreso l'intero mondo dell'informazione giornalistica.
Nei prossimi giorni sarà convocato nella sede di SD il gruppo di lavoro sulla comunicazione politica.