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Una precisazione per l'Assessore Manca

di Comitato Master and Back | tutti gli articoli dell'autore

Il Comitato Master and Back intende precisare le recenti affermazioni dell'assessore al Lavoro, Franco Manca, apparse oggi sul sito della Regione Sardegna (http://www.regione.sardegna.it/primopiano/5.html), in cui si ribadisce che "il servizio di accoglienza" predisposto dall'Agenzia Regionale per il Lavoro nelle notti di domenica e lunedì, è stato "concordato anche con il Comitato Master and Back".

In realtà il Comitato Master & Back non si è occupato della gestione dell'ordine pubblico, dato che ciò non rientra evidentemente nelle sue competenze. Abbiamo solamente preso atto delle intenzioni dell'assessore e dell'Agenzia, fidandoci pienamente delle garanzie offerte nei giorni precedenti la pubblicazione delle Vetrine per i Percorsi di Rientro. Vogliamo anche sottolineare come la lista per stabilire l'ordine di entrata per la consegna delle domande non sia stata organizzata dal Comitato, ma è stata un'iniziativa autonoma dei candidati che sostavano da domenica mattina davanti ai cancelli dell'Agenzia.

Il servizio di accoglienza è stato annunciato per la prima volta il 1° marzo scorso, i occasione dell'incontro tra una quarantina di laureati e il direttore dell'Agenzia, Stefano Tunis, che ha comunicato l'organizzazione del servizio di accoglienza. Volontà confermata dall'assessore Franco Manca il 9 marzo, durante l'incontro con il Comitato. In questa sede i rappresentanti del Comitato hanno chiesto esplicitamente all'assessore un comunicato ufficiale da pubblicarsi nella pagina web "Master & Back" della Regione Sardegna, a testimonianza dell'impegno delle istituzioni e al fine di evitare accampamenti e veglie notturne. Tale comunicato, come è agevole constatare, non è mai stato pubblicato.

17 March 2010
 
I commenti dell'articolo [14]
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1-10 di 14

14. Federico
19/03/2010 00:16
Ha ragione Gavino: il M&B non deve essere una agenzia di collocamento,altrimenti non sarebbe un investimento sul futuro.Riguardo a ciò che dice Alberto Mario è in parte vero,però è anche vero che visto il tessuto economico regionale sarebbe meglio che chi parte per specializzarsi,possa poi fare esperienza all'estero o in continente per poi tornare (non nell'anno successivo) e creare una proprià realtà (anche piccola),piuttosto che cercare di avvalersi di quella degli enti regionali o delle diverse aziende moribonde isolane
13. Emanuela
18/03/2010 19:45
Concordo con Gavino....il Master and Back non deve garantire assunzioni, l'obbiettivo non deve essere il posto di lavoro che mi garantisca uno stipendio;l'intento penso fosse quello di far crescere e apprendere: in questo modo siamo padroni di noi stessi, siamo in grado di lavorare in qualunque parte e sopratutto possiamo anche costruire qualcosa...
12. Arianna
18/03/2010 17:17
Per Fabrizio: il problema e' che una cosa del genere non sarebbe dovuta succedere. E' vero che la scorsa settimana l'Assessore Manca ha affermato di aver trovato i fondi per finanziare tutte le domande, ma ti sei chiesto come mai un gruppo di persone ha nonostante tutto presidiato l'Agenzia del Lavoro dalla notte prima? E soprattutto, se l'Agenzia del Lavoro avesse garantito la sicurezza del finanziamento di tutte le domande, perche' non sono intervenuti subito per dire ai giovani che non c'era bisogno che passassero la notte in quel modo perche' tanto i fondi ci sono? Lasciando da parte la polemica politica, secondo me quello che e' successo domenica dimostra che o c'e' qualcosa che non va o che la gente non si fida. Secondo me se avessero chiarito subito che non era necessario presidiare Via Is Mirrionis in quel modo, invece di girarci intorno, non saremmo stati di fronte a questo "scandalo" (uso le virgolette perche' secondo me c'e' di peggio). E come ben sai questa paura serpeggiava da settimane fra gli aspiranti al rientro, basta leggere su Facebook.
11. Fabrizio Mureddu
18/03/2010 10:45
Non bisognerebbe esagerare con gli sdegni e le lamentele.
Ho fatto parte del gruppo di persone che hanno fatto decine di ore di attesa prima della consegna delle domande. Ferma restando la critica verso il criterio cronologico per l'accoglimento delle domande c'è da dire che L'Agenzia per il Lavoro si è trovata a dover gestire una situazione difficile che poteva creare problemi di ordine pubblico. Lo ha fatto al migliore dei modi. Ci hanno accolto in un locale riscaldato e ci hanno offerto cibo e bevande calde. Hanno realizzato tutte le condizioni perchè gli ingressi all'apertura dei cancelli corrispondesse al nostro elenco di arrivo eutogestito. Se qualcuno ha fatto le file per sostenere l'esame di avvocato sa cosa significhi il disagio e il pericolo fisico di una corsa forsennata verso i cancelli. Provo vergogna a lamentarmi per una fila alle ore mattutine nei confronti di mio padre che le ore mattutine le fa tutti i giorni da quando aveva otto anni ad oggi. Ci stanno offrendo un posto di lavoro per i prossimi due anni....cavolo non lamentiamoci!
10. Arianna
18/03/2010 10:11
Per Alberto Mario: capisco benissimo. Io addirittura prima ero all'estero, poi sono tornata e poi sono ripartita. La mia permanenza in Sardegna prima di ripartire non era andata male. E' vero che c'e' molto precariato, e l'ho subito anche io, ma avevo avuto varie opportunità. Poi sono ripartita e quando ho provato tornare, non ho trovato le cose semplici. Ma a parte questo, sono d'accordo con l'ultima frase che scrivi. Non é una critica alla Sardegna, sia chiaro, ma una constatazione: chi si forma all'estero assume un modo di essere e di lavorare che é mal visto in Sardegna. Chi va all'estero viene considerato snob da chi non si é mai mosso dalla Sardegna e magari sta solo cercando di muovere critiche costruttive.Per quella che é la mia esperienza personale, posso dire che stare a lungo all'estero ti aiuta a vedere anche i difetti del posto in cui stai, e anche a renderti conto che non tutto quello che c'é in Sardegna non é da buttar via. Però questo non vuol dire lasciare tutto com'é. Io penso che in Sardegna ci sia ancora molta invidia e soprattutto molto individualismo verso chi si é formato fuori, sia che si tratti di studio o di lavoro. La Sardegna non appartiene solo a chi ci é rimasto, ma anche a chi vuol tornare e il fatto che ci siano persone disposte ad accamparsi la notte per poter usufruire del back lo dimostra. Prima lo si capisce, e meglio é. Ma evidentemente se siamo a questo punto sono sempre e solo parole quelle di chi dice di investire sui giovani.
9. Gavino ®
18/03/2010 01:33
Premetto che non mi riferisco assolutamente a post precedenti, di cui non conosco gli autori, ma vorrei fare un discorso più generale su questo tema e su come in troppi lo percepiscono.

Milioni di euro per il Master and Back, altri milioni per i ricercatori ed altri ancora per finanziare PIT POR e Prestiti d'Onore, non sono noccioline nè bambole da pettinare, ma se ancora c'è chi si aspetta che siano "altri" a creare attività, a "portare lavoro" o che gli si debba pure garantire un posto, magari statale o regionale, nonostante i soldi pubblici siano stati investiti su di lui, sul suo studiare e sul suo futuro, anziché sfruttare il suo sapere, il suo Master e la sua conoscienza per crearne egli stesso, saranno sempre e solo soldi buttati.

Sembra essere atavica questa brutta abitudine, in buona parte del sud e isole, di dedicare solo una parte di se stessi agli sforzi necessari alla crescita, per attendere poi che o la politica, o lo stato oppure la società faccia il resto. Intanto però abbiamo settori come il lattiero caseario, l'allevamento e l'agricoltura, lo stesso turismo e persino il commercio ai quali non siamo riusciti a dare un'impronta endemica sufficiente, a dettare legge in questi settori non sono gli stessi operatori che quei settori rendono produttivi ma il mercato, non siamo stati capaci di portare nel XXI° secolo i nostri saperi arricchendoli con la modernità e la capacità di rendere appetibili e commerciabili i nostri prodotti, non siamo riusciti a rendere autonomo il sistema cooperativistico continuando a suicidarci di invidie e gelosie, per lasciare poi campo libero al primo estraneo di turno, non siamo stati nemmeno capaci di comprendere quale opportuna riforma fosse in atto in questi anni e quali sarebbero dovuti essere gli obiettivi ed i tempi per raggiungerli, per la smania del "tutto e subito". Le cose fatte non si disfano in un giorno, lo stiamo vedendo bene ora che a gestirle sono "altri", ma nemmeno si fanno in un giorno, ed i risultati vanno perseguiti e incalzati, non abbandonati alla prima che va storta, sopratutto se va storta in mezzo a mille altre che invece vanno egregiamente.
8. Alberto Mario
17/03/2010 19:01
Mi sorprende che si sia voluto mantenere inalterato il titolo "Master and Back". Sin dai tempi dell'amministrazione Soru mi è sembrato chiaro che si dovesse trattare in realtà di un "Master & Pack" (ovvero: studia e poi fai le valigie). Chiedo, e mi chiedo: realisticamente, qual è la probabilità, vista l'attuale situazione economica e vista la poca propensione a far largo ai giovani, che un giovane "master" possa realizzare il suo sogno di "back" in Sardegna? Io ho provato a tornare nell'Isola per ben due volte, dopo il master. Ad onor del vero non è andata poi tanto male. Ma ho rifatto comunque le valigie, e son ripartito. Una volta che ti sei formato all'estero, come diceva Le Corbusier, sarai "per sempre handicappato", per sempre incapace di tornare a zampettare nel recinto sardo.
7. Arianna
17/03/2010 18:40
Davvero, che desolazione. Una cosa del genere doveva essere proprio evitata. Giovani che magari all'estero si sono distinti per merito e capacità in casa loro sono umiliati nel peggiore dei modi. Tragga, il centro destra, una lezione di civiltà da parte dei suoi ragazzi, che per tutta la notte prima dell'apertura dei cancelli si sono comportati in modo esemplare.
6. marco
17/03/2010 16:21
Che desolazione vedere tanti colleghi buttati per la strada nella speranza di non perdere un'opportunità di lavoro! Non è giusto! Non doveva essere questo il risultato di un progetto tanto importante come il Master and Back!
Investire sui giovani e sulla conoscenza significa operare un cambio di mentalità. Il M&B era e resta una vera e propria rivoluzione culturale, i suoi frutti matureranno nel tempo.
Non aspettiamo di essere assistiti, spetta a noi giovani il carico di costruire il nostro futuro personale e collettivo. Le rivoluzioni le hanno sempre fatte i giovani. Non tanto per un fattore di età, quanto per questioni di condizione e esigenza. Da questa sfida deve nascere una visione "nuova", diversa, che sappia leggere il presente con occhi del futuro.
Le idee non mancano e le intelligenze pure. Coraggio!
5. antonio
17/03/2010 15:48
Manca di competenza, manca di pudore, manca di dignità, manca di senso delle cose, manca di autorevolezza, manca di lungimiranza, manca di decoro, manca di intelligenza, manca di amor proprio, manca di discernimento trattare così i laureati della nostra isola. Il nostro investimento per il futuro, il sacrificio delle nostre famiglie mortificato in via is mirrionis

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