di Maria Antonietta Mongiu | tutti gli articoli dell'autore
Tra le parole di cui l'attuale giunta regionale abusa, la parola eccellenza gode di un invidiabile primato. Ma ogni volta che si entra nel merito, si scopre che non ne capisce il senso. Ogni volta invece che la stessa giunta trova sulla sua strada una vera eccellenza la mina dalle fondamenta privilegiando la logica spartitoria all'interesse ed al bene collettivi.Eclatante il caso degli Ersu della Sardegna i cui presidenti e consigli di amministrazione, dopo un anno, sono di là da venire per le oscure ed inconcludenti beghe tra correnti e sottocorrenti della maggioranza.
L'Ersu di Sassari -eccellenza certificata- precipita verso il disservizio con irrimediabili danni per gli studenti e il loro diritto allo studio. Nel triennio (gennaio 2006-gennaio2009) una gestione esemplare e l'assidua presenza della Regione lo hanno collocato al primo posto (Istat - Miur) tra gli atenei di media grandezza per i servizi offerti. Il suo stesso presidente -per un'intesa Regione-Università- nominato su proposta dell'Università, senza lottizzazioni di sorta! Nell'anno accademico 2008/2009 l'Ersu turritano, era riuscito ad erogare ben 2300 borse, tante quanti erano i richiedenti -per la capacità di gestione e l'incremento delle risorse della Regione, perché chiunque meritevole potesse frequentare l'università. Questa era la nostra pratica di governo, messa irresponsabilmente in discussione. Oggi 600 studenti attendono il riconoscimento di questo legittimo diritto e sono senza borsa. Chissà se il presidente della Regione e l'assessore continueranno ad essere così paciosamente sorridenti -come li vediamo - nell'apprendere questo ed altri disservizi di cui sono artefici (paradigma per tutti la vergogna degli assegni di merito non attribuiti o le borse di ricerca allargate demagogicamente erga omnes ma con limiti intollerabili per chi fa davvero ricerca). Intuiamo che, a differenza di molti di noi , il presidente della Regione e l'assessore hanno frequentato l'università senza borse di studio e presalario! Di conseguenza non ne capiscono la necessità e che ci siano o no poco glie ne importa.
L'Ersu di Sassari si era distinto per l'informazione capillare ed efficace; per l'informatizzazione dei servizi, il suo sito, le domande on line per le borse di studio e alloggi; e per la vivacità delle sue iniziative culturali. Non più interventi a pioggia ma organici e sistematici favorendo l'integrazione degli studenti nella città. Abbonamenti scontati al circuito teatrale o alla stagione lirica del Teatro Verdi; rassegne cinematografiche; manifestazioni (per tutte "Primavera in Arte" tra i vincitori della manifestazione nazionale di Perugina); concerti, cabaret, musica jazz, recital. In collaborazione con l'Università servizio sanitario per i fuori sede con ambulatori nelle residenze dell'Ente e stipula di una convenzione con l'ATP per 500 abbonamenti annuali, per l'uso dei mezzi pubblici nel territorio comunale, e mensili a prezzo agevolato. Attivazione, col Banco di Sardegna, dei prestiti di onore, superati dalla specifica legge regionale, e gestione dei fondi per Fitto Casa stanziati dalla Regione nel 2007 e nel 2008 (350.000 e 1.750.000 euro).
Il futuro di tutto questo, per l'impossibilità di deliberare, a causa dell'assenza di presidente e consiglio di amministrazione o di un commissario, è incerto. La qualità dei servizi e del tempo libero, parte integrante di un'università, non più garantita ed i nostri studenti privati di un ambiente educante che moltiplica l'effetto di conoscenze e competenze.
Chi lo spiega a questa maggioranza che governa inconsapevole e al ribasso?. E' la stessa, ma con voti bipartisan, che ha ridotto le risorse del Fitto Casa per gli studenti e dei Visiting professor per rimpinguare, nuovamente, la cosiddetta "università diffusa" ed il pozzo senza fondo dei consorzi universitari (pubblici e privati che la gestisce). I voti bipartisan conoscono lo stato delle cose? Sappiano che sono autorizzati i corsi con i requisiti di legge e che, allo stato attuale, molti corsi saranno chiusi persino a Sassari e a Cagliari. Ma le logiche propagandistiche ed elettoralistiche, le miopie rapaci, lo spreco del denaro pubblico valgono più delle norme, del diritto allo studio, della qualità dell'offerta formativa e persino del buon senso. Risorse preziose sono state dirottate da un utilizzo qualificante ad un altro dequalificato e senza la certezza della spesa! E che dire della lauta supplenza regionale ai fondi tagliati dalla Gelmini alle Università sarde, con l'"esplosione" del fondo unico. Era l'occasione di una battaglia unitaria per evitare la falce governativa e l'ulteriore mortificazione del diritto allo studio e per proseguire la strutturazione del Piano dell'Offerta Formativa Regionale, dal nido al master & back, da noi intrapreso e da sostenere con corpose risorse oggi stornate.Avremmo emancipato l'isola dall'ultimo posto nelle statistiche OCSE Pisa e dalla continua emergenza formativa e didattica.
L'Ersu di Sassari era riuscito a fornire agli studenti una residenzialità di qualità: nuova Casa dello studente in Via Coppino, moderna e funzionale con stanze (240 posti, di cui 30 per studenti stranieri Erasmus e visiting professors) con bagno, area condizionata, frigo, accesso alla rete informatica, spazi comuni, archivi, sale per lettura e interconnessione informatica, reception, etc.; Casa dello studente in via Padre Manzella (104 posti letto) restaurata e con rete Wireless; Casa dello studente in Via Verona (150 posti letto) riarredata con sale di lettura, conferenze, interconnessione informatica e rete Wireless . Si è proceduto a ristrutturare le residenze in via Milano (12 posti letto); in vicolo delle Canne (18 posti letto); in viale Umberto (10 posti letto); ed in prospettiva in via Canopolo (24 posti letto).
Con un Accordo di Programma Quadro era stato acquistato il Palazzo Ledà d'Ittiri (XVI/XVIII sec.) che una volta ristrutturato (3.150.000 euro) ospiterà 45 posti letto e ambienti di socializzazione; acquisito il collegio per gli orfani di guerra dell'ex Fondazione Brigata Sassari con bando di progettazione (7 milioni di euro, da un finanziamento in parte del 1996, per 93 posti letto) già espletato purtroppo non ancora accantierato! Si era in procinto di attivare il Protocollo d'Intesa tra ASL n 1, Comune di Sassari, Regione per la creazione di un campus in cinque padiglioni (del primo Novecento) di Rizzeddu con area verde, impianti sportivi ed in prossimità delle principali facoltà, delle altre residenze e delle mense universitarie in via dei Mille (400 posti) e in via Manzella (150 posti) ristrutturata di recente.
L'obiettivo di 1.000 posti letto nelle residenze Ersu per i circa 17.500 iscritti nell'ateneo sassarese, sembrava dietro l'angolo. Ma così non è per la latitanza dell'attuale giunta regionale. Le risorse per il campus a Rizzeddu (dodici milioni e mezzo di euro) rischiano infatti di andare in perenzione senza una delibera entro il 31 dicembre del 2009 del Consiglio di amministrazione o di un commissario. Si allontana anche l'ampliamento della mensa di via dei Mille (2 milioni di euro) per eliminare le file, recuperare spazi a fini ricreativi, e soprattutto garantire il servizio agli studenti pendolari. Se a questo si aggiunge il ridimensionamento, di cui sopra, delle risorse per il fitto casa, votato nella semplificante e mortificante finanziaria esitata in tutta fretta dal consiglio regionale, si ritornerà alla precarietà nell'accoglienza agli studenti che si credeva ormai superata.
L'eccellenza dell'Ersu di Sassari, di cui tanto siamo stati orgogliosi, evidentemente non è stata capita nelle sue valenze dalla destra, compresa parte di quella sassarese, che fa prevalere gli interessi personalistici. La colpevole distrazione accentua la disuguaglianza e riferisce di una maggioranza che straparla di "...uomo al centro di ogni interesse..." ma non ha idea di cosa siano un moderno welfare ed il concreto supporto alle famiglie; disprezza la meritocrazia e le pari opportunità a vantaggio della discrezionalità e del favore personale. Vuole una Sardegna analfabeta, incolta, stracciona ed impoverita, ultima nelle valutazioni nazionali ed internazionali. Noi la volevamo fuori dalle retrovie ed autorevole. Ecco la ragione di tanta cura, di tanti sforzi, di tante risorse economiche, di tanta passione di cui l'eccellenza dell'Ersu sassarese era la punta di un iceberg.
Mi auguro che le classi dirigenti sassaresi reagiscano. Hanno a disposizione pochissime ore per riacciuffare un'opportunità straordinaria e battere, con convinzione, un'impressionante sciatteria culturale ed amministrativa che vuole lasciare indietro questa città ed il suo territorio.
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