di Gian Valerio Sanna | tutti gli articoli dell'autore
Venerdì 5 marzo, il Consiglio regionale, dopo diversi appassionati interventi di cui si è dato conto in questo sito, si è pronunciato chiedendo alla Giunta regionale di mettere in essere tutti gli strumenti affinché Tuvixeddu - definito da tanti "monte sacro dei Sardi" e non solo di Cagliari- venga acquisito al patrimonio della Regione per il suo valore paesaggistico
I Consiglieri regionali dell'opposizione hanno presentato ieri, 10 marzo, la richiesta- ai sensi dell'art.125 del regolamento interno del Consiglio- per la costituzione di una Commissione di inchiesta sul colle. La Commissione ha l'incarico di ricostruire i fatti e le condizioni giuridiche che hanno caratterizzato fino ad ora l'iter per la tutela del colle nonché della definizione degli impegni dettati dall'ordine del giorno approvato all'unanimità venerdì 5 marzo per il perseguimento degli obiettivi di acquisizione, conservazione e tutela del colle.
Il regolamento consiliare prevede infatti che quando un terzo dei consiglieri assegnati presenti una richiesta motivata il Consiglio istituisca in ogni caso una commissione di inchiesta nell'ambito delle competenze della Regione. La Commissione è nominata in modo che la sua composizione rispecchi la proporzione dei gruppi consiliari. Si individua in questo modo lo strumento operativo che dovrà realizzare le condizioni emerse nel dibattito del Consiglio del 5 marzo scorso e che impegna lo stesso alla predisposizione di un apposito progetto di legge funzionale "all'acquisizione al patrimonio pubblico, anche con il concorso finanziario dello Stato" e nelle forme più convenienti all'interesse pubblico, delle ulteriori aree del Colle di Tuvixeddu riconosciuto come bene unico- paesaggistico culturale- e ad istituire un parco archeologico-ambientale-paesaggistico di fondamentale importanza culturale ed economica per Cagliari e l'intera Sardegna.
Questa la forma ed i contenuti istituzionali. Di capitale importanza sul piano culturale perché è un messaggio alla comunità scientifica sarda e nazionale, alle associazioni ambientalistiche, ai cittadini tutti che continuamente si erano appellati al Consiglio regionale per un suo autorevole e decisivo intervento, sul piano dell'esercizio dei nostri istituti autonomistici e della nostra capacità di agire sovranità specie per quanto riguarda il nostro immane patrimonio culturale fondamento insostituibile delle nostre identità, sul piano del ruolo dell'organo legislativo che è chiamato ad operare per il bene comune a prescindere dalle parziali appartenenze.
Speriamo con convinzione che altri componenti del Consiglio si pronuncino così come ha fatto l'opposizione perché il tema della salvaguardia di Tuvixeddu è nel sentire comune del popolo sardo.
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