di Cicito Morittu | tutti gli articoli dell'autore
Leggendo le continue dichiarazioni dell'on. Pili sulle questioni concernente gli impianti eolici off shore e le sue chiamate alle armi contro " i miliziani del vento....che deturpano le coste della Sardegna...rapinando a piene mani gli incentivi sull'eolico... che sono pagati anche dai Sardi", sembrerebbe che il centro destra sardo con Pili e Cappellacci in testa ( in competizione e/o in dissenso?) hanno abbracciato la causa della difesa delle coste e degli interessi della Sardegna.
Andiamo a vedere quali sono le azioni concrete messe in essere da Pili nei confronti del governo, primo responsabile di questa nuova invasione, o quelle varate dalla giunta regionale e verifichiamo che, aldilà della propaganda, non siano assunti ancora atti decisivi e coerenti per bloccare niente. Si lasciano andare avanti indisturbati "i padroni del vento" che stanno realizzando gli impianti di Buddusò- Alà (di oltre 100 MW ) o quello di Campeda che insiste su un'area di protezione ambientale ( Sic - Zps ) e si approva il cosiddetto Piano casa che di fatto ha il solo obiettivo di cancellare il PPR.
Forse il silenzio nasconde l'imbarazzo per aver promosso e approvato quegli impianti e numerosi altri quando presidente della Sardegna era l'on. Pili. Infatti, è bene ricordare -anche per capire gli accadimenti di oggi- che l'assalto alla diligenza del vento e del paesaggio ebbe inizio negli anni 2001-2003 proprio con la sua . Furono avviate procedure per la realizzazione di 87 impianti per un totale di circa 3750 Mw di potenza e circa 3000 torri disseminate in tutte le creste montagnose della Sardegna, nel più totale lassè faire del governo regionale di allora.
Se tutto ciò non è avvenuto, se molti impianti pronti a partire ( Balascia, Buddusò, Grighine, Campeda ....etc ) sono stati bloccati per anni, lo si deve all'azione decisa di tutela e di programmazione portata avanti da Soru e dal governo regionale negli anni 2004-2008. Il primo atto fu l'approvazione della legge salvacoste che all'art. 8 previde una moratoria per gli impianti eolici nelle more dell'approvazione del Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e del Piano Energetico. Quest'ultimo definì le quantità da realizzarsi nel tempo tenendo conto dei limiti e delle condizioni di sicurezza della rete di trasporto dell'energia . Il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e le successive linee guida hanno indicato principalmente le zone industriali per realizzare gli impianti eolici di grande taglia,sia per consentire il consumo nei luoghi di produzione e per favorire iniziative di sviluppo industriali nel settore.
Infine, l'art. 18 della Legge Finanziaria del 2007 ha definito le modalità (accordo di programma e bandi) e una cornice di convenienza per un'utilità pubblica della risorsa vento: una quota riservata al settore pubblico per contenere i costi energetici dell'acqua e l'altra ad accordi di programma pubblico-privato con la finalità di promuovere un nuovo sviluppo economico e sociale della Sardegna.
Il presidente Cappellacci se vuole, come dice, rendere la regione protagonista della gestione dei parchi eolici, lo può fare, anzi lo poteva fare da subito utilizzando il citato art. 18 e i programmi di sviluppo delle rinnovabili ( previste sino al 40% del fabbisogno d'energia elettrica), puntando alla diffusione degli impianti di piccola taglia ( mini eolico o fotovoltaico per fabbisogni civili, agricoli e artigianali) per diffondere benefici economici, cultura ambientale e sostenere un nuovo modello di consumo e sviluppo dell'energia.
Tornando infine agli impianti eolici off shore, il cui procedimento autorizzativo è stato avviato dalla Capitaneria di porto di Cagliari, l'on. Pili tuona contro "i miliziani", ma dimentica che le chiavi per venire in Sardegna le ha fornite lui ed i deputati sardi del centro destra approvando il 3 agosto del 2009, con il voto contrario del centrosinistra, l'art. 42 della legge n 99, che ha modificato la norma sulle procedure di valutazione d'impatto ambientale trasferendo la competenza sugli impianti eolici a mare dalla Regione al ministero delle infrastrutture, diretto dal ministro Matteoli.Se l'on.Pili voleva bloccare " i miliziani del vento " doveva votare contro quella norma capestro che ha scippato i poteri autonomisti della Sardegna.
Naturalmente si deve fare di tutto per fermare questo scempio. Suggerisco, tra le altre iniziative da intraprendere, di presentare con urgenza una proposta di modifica della legge per restituire le competenze alla regione. Nel frattempo si stanno consumando altri scempi speculativi, questa volta sotto forma di finte serre fotovoltaiche delle dimensioni di decine di ettari. Il copione è lo stesso dell'eolico dei primi anni duemila: signori con la valigetta che girano la Sardegna per convincere agricoltori in crisi ad affittare il loro terreno per trenta anni.
Oggi come allora la Giunta è ferma, non ha assunto ancora alcun provvedimento e intanto i buoi sono già scappati. Sembra di rivedere lo stesso film: stesso copione e qualche nuovo protagonista. Per favore, rispettiamo l'intelligenza di tutti, non facciamo finta di scoprire il ladro in casa dopo avergli dato le chiavi.
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