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Il "caso Tuvixeddu"

di Carlo Mannoni | tutti gli articoli dell'autore

Si riparte dal PPR e sotto la tutela della Soprintendenza regionale per i beni architettonici e paesaggistici della Sardegna.
Coloro che hanno utilizzato fino a ieri il "caso Tuvixeddu" come clava contro la politica di tutela paesaggistica del nostro territorio  messa in atto dalla giunta di Renato Soru negli anni del suo governo  alla Regione sono serviti. Sono serviti, spero, anche coloro che a seguito di quella vicenda hanno evangelicamente sperato, in questi ultimi anni, nella rovina personale di alcuni componenti di quella giunta. Quella clava, non solo come arma politica ma anche come mezzo di offesa e violenza personale senza eguali nel passato ed utilizzata contro i singoli, il presidente Soru e il sottoscritto ma anche i componenti della Commissione di tutela del paesaggio, si è infatti trasformata  in questi ultimi giorni in un fuscello con atti assunti dalla Procura della Repubblica di Cagliari e con la sentenza del Consiglio di Stato  n. 00538 del 5 febbraio 2010.

Sugli atti del procuratore della Repubblica di Cagliari, il dr. Daniele Caria, sui quali si deve ancora pronunciare il giudice per le indagini preliminari, non intendo soffermarmi se non per ricordare che quel procuratore della repubblica ha richiesto, in 20 pagine fitte di argomentazioni, il proscioglimento della mia persona e di quella del presidente Soru dalla relativa inchiesta penale. Che era stata  aperta, e questo ai più è ignoto, su denuncia del principale attore del caso Tuvixeddu, l'ing. Gualtiero Cualbu di Nuova Iniziative Coimpresa, paladino di giustizia.  Ne hanno parlato però dettagliatamente sia l'Unione Sarda che la Nuova Sardegna e chiunque può documentarsi rileggendo i virgolettati di quegli articoli, l'ultimo dei quali, quello di Mauro Lissia della Nuova Sardegna dal titolo "Soru tutelava l'interesse pubblico", lo potete leggere su Sardegna Democratica.

La sentenza del Consiglio di Stato n. 00538 del 5 febbraio 2010
Mi soffermo, invece sui contenuti della sentenza del Consiglio di Stato, a seguito della quale quella clava, che nella serata del 18 febbraio del 2009 si era trasformata, nelle mani dell'ing. Cualbu, in una bottiglia di champagne stappata davanti alle telecamere giusto per brindare,  a fianco di Cappellacci, all'elezione  di quest'ultimo a Presidente della Regione, è diventata ora un boomerang  per il "Piano Tuvixeddu" portato avanti all'unisono, e in comunione d'intenti, dal Comune di Cagliari e da Nuove Iniziative Coimpresa dello stesso Cualbu.

Quella sentenza fa intanto giustizia, riconoscendo la piena validità e legittimità al decreto del 12 settembre 2008 dell'allora Soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici della Sardegna, l'architetto  Fausto Martino, che aveva annullato l'autorizzazione paesaggistica del  25 agosto 2008 concessa dal comune di Cagliari alla Nuova Iniziativa Compresa per la realizzazione di un intervento edilizio "di rilevantissime dimensioni": 28 unità immobiliari sviluppanti un volume pari a 14.630 metri cubi, nella via Is Maglias a Tuvixeddu. Una porzione, si fa per dire, del più ampio piano  di urbanizzazione di Tuvixeddu, pari ad oltre 150.000 metri cubi di edificato residenziale, la cui realizzazione viene oggi negata dal Consiglio di Stato che ha così riformato la sentenza del TAR Sardegna n. 00542 del 2009 che aveva invece dato ragione a Coimpresa e al Comune di Cagliari.

Per il Consiglio di Stato, infatti,  il provvedimento di autorizzazione paesaggistica del 25 agosto 2008, adottato dal comune di Cagliari su delega della Regione, è da considerarsi illegittimo, come illegittimo lo aveva considerato, annullandolo, il Soprintendente Martino. Tale illegittimità deriva, sempre per il Consiglio di Stato, dalla circostanza che quel provvedimento è stato  assunto "senza attendere ad una pur minima valutazione in ordine alla pura asserita compatibilità paesaggistica dell'intervento con le peculiarità del sito,con i vincoli gravanti sull'area,oltre che con le prescrizioni introdotte dal P.P.R. per il corrispondente ambito di paesaggio".

L'autorizzazione paesaggistica della Regione del 27 maggio 1999 era generica. Negato a Nuove Iniziative Coimpresa il diritto a costruire sul colle
Ma il Consiglio di Stato va oltre la vicenda dell'autorizzazione paesaggistica del comune di Cagliari del 25 agosto del 2008  per affrontare il grado di validità dell'altra e ben più  nota autorizzazione paesaggistica sull'intero piano di Tuvixeddu, quella rilasciata dalla Regione il 27 maggio 1999 ed alla quale ha fatto seguito, il 15 settembre del 2000, l'altrettanto noto accordo di programma, e relativo piano di attuazione, sottoscritto dal comune di Cagliari, dalla Regione Sardegna e dai vari soggetti privati interessati, tra i quali Coimpresa.

Per il Consiglio di Stato quell'autorizzazione paesaggistica del 1999, sempre ritenuta da Coimpresa e dal comune di Cagliari "tombale" (per Tuvixeddu questo termine mi pare appropriato), e quindi da chiunque inattaccabile compresa la Regione, è tutt'altro che un atto definitivo da cui possa riconoscersi allo stesso comune e a Coimpresa il diritto perfetto a realizzare i 150 mila metri cubi ed oltre di edilizia residenziale previsti da quel piano.

Quel  "diritto a costruire comunque", sempre contestato dalla giunta di Renato Soru, per lo stesso Consiglio di Stato oggi non esiste, come non è mai esistito, perché nell'autorizzazione  paesaggistica della Regione  del 1999 "non è dato riscontrare un livello di dettaglio tale da giustificare una sostanziale omissione, a valle, di ogni ulteriore impegno istruttorio, valutativo e motivazionale", mancando in quella autorizzazione "una valutazione di compatibilità paesistica più dettagliatamente attenta alle specifiche modalità costruttive da osservare in sede di realizzazione dei singoli interventi edilizi, oltre che, per esempio, alle altezze, alla organizzazione dei singoli edifici, alle volumetrie".

Per il Consiglio di Stato "a fronte di una valutazione meno dettagliata, se non generica resa a monte", quella della Regione del 1999, " si impone un più incisivo  apprezzamento di coerenza paesaggistica a valle, volto a verificare, se con le ragioni di tutela sottese all'approvazione del vincolo paesaggistico, siano coerenti quelle modalità realizzative dei singoli interventi edilizi non dettagliatamente prese in considerazione nel giudizio sul piano" di Tuvixeddu espresso dalla Regione nell'autorizzazione del 1999. 

Le regole di tutela dettate dal Consiglio di Stato: le peculiarità del sito, i vincoli gravanti sull'area e le prescrizioni introdotte dal P.P.R.. Le stesse della giunta Soru
Insomma, l'organo di giustizia amministrativa di secondo grado, riformando le decisione del permissivo TAR della Sardegna, ha fatto prepotentemente riemergere dalle nebbie di Tuvixeddu il Piano Paesaggistico Regionale di Renato Soru e le prescrizioni in esso contenute per il sito di Tuvixeddu. Col PPR dovrà infatti fare i conti, da questa mattina in poi, qualsiasi progetto che possa intaccare, come sostiene il Consiglio di Stato, "le peculiarità del sito" in contrasto con i "vincoli gravanti sull'area", area di cui noi siamo solo temporanei custodi, bisogna tenerlo a mente, essendo la relativa proprietà intestata a tutta l'umanità.
Così come dovrà fare i conti con la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici della Sardegna, che d'ora in poi assumerà direttamente la tutela di quel colle, con parere obbligatorio e vincolante per qualsiasi intervento, sulla base del nuovo concetto di paesaggio emerso dalla Convenzione europea sul paesaggio del 2000 e riconosciuto dal decreto legislativo n. 42 del 2004, il Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Esattamente nulla di meno o di più di quanto tenacemente sostenuto dalla giunta Soru negli anni del suo governo.

I lati oscuri dell'accordo di programma del 15 settembre 2000 tra Regione, comune di Cagliari e Coimpresa
Ho iniziato richiamando gli atti della Procura della Repubblica di Cagliari e la sentenza di eri  del Consiglio di Stato. In quegli atti, come nel provvedimento del coraggioso Soprintendente Martino, troverete un pezzo della storia di Cagliari, anche recente, dove qualche "cattivo" è ora meno cattivo e dove qualche "buono" è ora forse molto, ma molto meno buono di prima. L'ho già scritto, e non era una premonizione, da assessore regionale in un comunicato stampa del 17 settembre 2008, riportato da Sardegna Democratica col titolo: "Tuvixeddu. La Soprintendenza annulla l'autorizzazione del comune a costruire".

Ma resta ancora molto da scrivere e forse ci sarà modo se chi di dovere vorrà approfondire modalità e contenuti dell'accordo di programma sottoscritto dal comune di Cagliari, dalla Regione Sardegna e dai soggetti privati interessati, Coimpresa in testa, il 15 settembre del 2000. Un accordo, approvato con decreto n. 208 del 29 dicembre 2000 dell'allora Presidente Mario Floris, che non troverete mai sul Bollettino Ufficiale della Regione, e inopinatamente firmato con i privati dalla stessa Regione ai sensi di una legge, la n. 142 dell' 8 giugno 1990, che invece detta norme esclusivamente per gli accordi  tra soggetti pubblici.

Chi ha firmato quell'accordo vincolando la Regione ai privati, nella duplice veste di delegato del presidente della Regione e dell'assessore regionale dell'urbanistica, è l'ing. Gabriele Asunis, allora direttore generale di quell'assessorato. Quello stesso  Asunis che oggi, da assessore regionale dell'urbanistica e quindi da tutore del paesaggio in Sardegna, si fa per dire, dovrebbe vigilare, in base alla strabiliante delibera  della giunta Cappellacci n. 3/21 del 26 gennaio 2010, sugli aspetti di natura paesaggistica del piano insediativo di Tuvixeddu, e quindi sull'accordo di programma del settembre del 2000 da lui stesso sottoscritto.

 Quell'accordo che a leggere la recente  delibera della giunta Cappellacci poneva "a carico della Società Iniziative Coimpresa", proprio a carico, avete letto bene, niente meno che "numerosi interventi di natura privata (nuove edificazioni residenziali)". Hanno scritto proprio così in quella delibera, con presidente e quattro assessori "concertanti" che ne hanno formulato il testo.
Sarà contento l'onorevole Mario Floris, che da presidente della giunta regionale delegò alla firma di quell'accordo l'ing. Asunis, approvando subito dopo quell'accordo. Magari gli verrà in mente di chiedere in Consiglio regionale una commissione di inchiesta  per il "caso Tuvixeddu" come fece al termine della scorsa legislatura. Non sarebbe male, questa volta, accontentarlo.

Post scriptum
Leggo nella  delibera della giunta Cappellacci n. n. 3/21 del 26 gennaio 2010, che si incarica "la Direzione generale dell'Area Legale di proseguire nell'esame della problematica relativa al contenzioso che origina dalle pretese risarcitorie formulate nei confronti della Regione dalla Nuova Iniziative Compresa, interessata alla realizzazione degli interventi previsti dall'Accordo di programma sottoscritto in data 15 settembre 2000, al fine di definire compiutamente la posizione della Regione in ordine alle stesse".

Sono certo, conoscendo l'autonomia dell'Area legale della Regione, che è incardinata nella presidenza della giunta regionale, che si guarderà bene dal procedere alla definizione dell'eventuale contenzioso Regione - Coimpresa attraverso un collegio arbitrale, come si è letto da poco sugli organi di informazione, riportando notizie provenienti dalla stessa presidenza della Regione. Dei tre membri del collegio arbitrale, infatti, uno dovrebbe essere nominato dal Presidente del Tribunale, uno da Coimpresa e le altri private, il terzo direttamente dal Presidente della Regione Ugo Cappellacci.

Sono anche certo della correttezza e onestà del Presidente Cappellacci, ma ragioni di opportunità, a fronte di quell'ostentato brindisi a champagne dell'ing. Cualbu, a fianco dello stesso Cappellacci nella sera della sua elezione a presidente della Regione, imporrebbero che alla definizione in sede giurisdizionale dell'eventuale contenzioso provvedesse direttamente, in base al codice civile, il Tribunale di Cagliari.

 

Consulta i seguenti documenti:
Sentenza Consiglio di Stato

 

06 February 2010
 
I commenti dell'articolo [93]
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1-10 di 93

93. efix
15/02/2010 10:45
MA PERCHE' il PD tace, neppure una parola da SILVIO LAI e suoi- tutti zitti e coperti non si sa mai...
forse parla Spissu domani?
o Cabras?
Ma anche la sinistra tace!

Tra poco capirete le ragioni di cotanta ignavia!
92. gmp
11/02/2010 15:11
tuvixeddu più che un operazione immobiliare rassomiglia a un operazione fondiaria
qual é la variabile dipendente che fa variare il valore di un terreno?
il diritto edificatorio (opinione personale)
91. gmp
11/02/2010 13:44
si parla spesso nei vari interventi di indennizzi .
su quale criterio vengono computati?
sul edificato?
sui diritti edificatori?
su quali diritti edificatori?
tutti i diritti edificatori sono stati acquisiti nel medesimo periodo e con il medesimo iter?
chi é il danneggiato, il il privato o il pubblico ?
l'ente pubblico ha potuto esercitare pienamente i propri diritti?
le fioriere rappresentano il confine esatto, geometrico e reale della necropoli?
90. Marco
11/02/2010 13:07
Per la cronaca. La posizione di maninchedda su tuxixeddu non deriva da ostilità al progetto coimpresa. Mi pare che maninchedda non abbia mai sostenuto neppure l'opportunità di estenedere le aree sottoposte a tutela sulla base di valutazioni legate alla tutela del bene paesaggistico. La sua tutto sommato recente proposta di acquistare l'area è da lui motivata sulla base di regioni ecomomiche. Ovvero evitare alle casse pubbliche regionali spese a suo avviso ben maggiori che conseguirebbero a un contenzioso che tira per le lunghe con invevitabili indennizzi ai privati.
89. Jean Valjean
11/02/2010 11:53
@renato : finalmente qualcuno che ragiona. Non sono un particolare estimatore di Maninchedda, ma ammetto che vista la situazione una qualche interessante sinergia la si potrebbe ricavare, meno direi con Giacomo Sanna che ha meno qualità del prof. ma tuttavia gli controlla il partito (i due si odiano, letteralmente, ma convivono, un matrimonio come tanti, dunque). Ho scritto in un altro commento qui sul sito (sull'intervento dell'altro prof. cioè Mongili) come la penso su un certo atteggiamento che riscontro in molti, sembra che per discutere di poltica si debba sempre premmettere che gli "altri" sono peggio di noi, la qual cosa non è vera, basta vedere che cos'è il PD qui in Sardegna, giusto per fare un esempio.
88. POST FIRMATO
11/02/2010 11:15
RENATO leggo il tuo post
anche io non ho nulla contro Manin
ma dovrebbe dire la verità sulle sue posizioni-
indicare i tempi...
che ora contrabanda in accordo con Soru;
lui arriva a dire che che si ampila il parco solo quando diventa presidente della Com che fa girare il denaro. NON PRIMA MAI PRIMA LO HA DETTO!
anzi prima dichiarava la su contrar alle proposte della comm paesaggio che questo dicevano. O NO? dica Manin quando si è espresso per la linea Soru ai tempi di Soru presidente.
Quanto al fatto delle sue telef con impresa per concordare linea sui fondi da assegnargli o altre cose come sciogliere i cani , non fare prigionieri eccetera. se vi piace così beati voi- siete forti di stomaco!
87. angelo
10/02/2010 22:57
a proposito, vi risulta che su questo sito si censurino i post non allineati?
86. Gavino ®
10/02/2010 18:22
Il "Zunk-Club", a parte qualche bravo giornalista fuori dal coro (e a rischio continuo di "fuori redazione"..)è anche questo, dateci una attenta occhiata:

http://www.vorrei.org/ambiente/1-ambiente/643-quel-curioso-triangolo-fra-la-sardegna-e-il-signor-b.html

Questo però non cancella le "leggerezze" del canuto Manink......
85. renato
10/02/2010 17:25
noto che questo sito continua a vomitare livore e insulti su maninchedda sorvolando sul fatto che le intercettazioni pubblicate dall'unione si sono rivelate un trasparente tentativo di insudiciarne la figura. non occorre neanche scomodare l'onestà intellettuale per capirlo al volo.

confesso che io ne sono un estimatore, come lo sono stato, e per certi versi lo sono ancora, di soru; dico questo perché penso che certi toni e certo astio sono degni di curva da stadio e non certo di confronto politico, e si perde l'opportunità di capire il perché due figure politiche che sono (o perlomeno a me sembrano) importanti risorse per la sardegna (già povera in tal senso) non possano fare lo stesso gioco a vantaggio della nostra isola.

leggo che un politico non può essere amico di un imprenditore (amenità: soru imprenditore non conosceva altri imprenditori, o per 5 anni soru il politico ha fatto finta di non conoscerli ?)

leggo che maninchedda è un traditore: sarà perché ha rinunciato alla comoda postazione di maggioranza nella passata legislatura (pur continuando a sostenere la giunta) per non rinunciare al diritto di dire come la pensava?; o sarà perché alle regionali ha favorito l'accordo dei sardisti con l'unica parte politica che li ha degnati (ahimè, la destra).

come dicevo, ho stimato soru, che animato da grande capacità e buona fede, ha molto lavorato per la sardegna. ma ha anche sbagliato, ed ha dei limiti.
non riconoscerlo, anzi continuare ad osannarlo come l'unico e l'imperfettibile, non fa altro che restringere la visione del confronto ad un'arena dove Lui sarà sempre l'eroe buono e gli altri (o perlomeno chi non la pensa allo stesso modo) dei vigliacchi, disonesti, bastardi, più o meno come gli ultras dell'altra squadra.

chi non è d'accordo può ragionare e confrontarsi, oppure, visto che ciò costa fatica e che siamo in democrazia, continuare a vomitare insulti, cosa che richiede meno impegno ed intelligenza.
84. macumeri
10/02/2010 17:20
Ma mentre voi fate il solletico con due post e un articoletto su Nuova o Unione- robetta da cronaca, Gual di Fonni chiede e ottiene una intervista da Rai3 che neanche a Soru dei tempi migliori hanno mai fatto preparata prima "lei mi chiede e io le dico"- è una vera schifezza. Oggi tocca a al monello del marghine (amò di più giagu o soddu?) servizio che prepara lui e poi eccolo d'accordo con Soru per la salvezza del colle!
brrrrr roba da brivido...la moglie di AN ha vinto a Rai3

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