di Egidio Addis | tutti gli articoli dell'autore
Ormai è presente a tutti che questo governo sta marciando veloce su questa scelta per rovesciare la volontà popolare espressa con il referendum del 1987. Loro che si vantano in continuazione del mandato elettorale popolare ...E' inutile dire che il futuro energetico non dà certezze con la costruzione di centrali nucleari in Italia. Si è affrontato questo argomento più volte in questo sito ed anche a più' voci,cioè con favorevoli e contrari.Vorrei ancora però precisare aspetti utili al dibattito in corso. Per questo concordo con F. Meloni che considera il "NO al nucleare' una scelta etica"..Ma non solo, perchè "il pericolo scorie e l'alta possibilità di errori umani" rappresentano il vero problema irrisolto, e dunque non esiste ancora una sicurezza totale intrinseca.
Esempio ,l'eredità di Chernobyl ci consegna un futuro a rischio dove nonostante l'impegno delle autorità scientifiche internazionali e gli interventi per mettere in sicurezza il reattore esploso ed aver costruito una struttura inferiore in calcestruzzo spessa quaranta metri per evitare un ancor più disastroso inquinamento radioattivo delle falde acquifere, la situazione non garantisce la certezza di averne neutralizzato la ripresa dei rischi .E nonostante i media ci fanno vedere i fatti come luogo ambito di osservazione e curiosità turistica .
Non si dicono ancora tutti i danni che sono stati prodotti.Vorrei denunciarne uno dei tanti allora...E' che una popolazione nomade di Lapponi, i Saam, allevatori esclusivi di renne e base della loro autonomia fu duramente colpita perché i loro animali furono irrimediabilmente contaminati. Ed oggi è impossibile per loro ritornare alla fonte primaria di cibo perché avvelenata e sopravvivono con i sussidi dello stato.norvegese.
L'affare nucleare che sta costruendo questo governo gode di tante potenti complicità che trascurano l'imprevedibilità della reazione popolare e il ruolo delle istituzioni locali,come se fossero solo utili gregari di un progetto delle lobby monopolistiche dell'energia.incaricate di dare soldi in cambio del consenso.Si tralasciano esperienze ormai avanti in Europa ,come quella della città di Friburgo,dove si è sviluppata l'autoproduzione con fonti rinnovabili, società autonome di cittadini promosse e controllate dagli organismi istituzionali locali.Una politica di investimenti alternativi che ha aperto una tendenza all' economia sostenibile "green economy".
Però il fatto oltremodo grave è il tentativo di militarizzare la scelta politica del nucleare con coperture di leggi ad hoc per prevenire e mettere a tacere il dissenso. Bisogna che noi sardi rendiamo evidente ed estesa la nostra opposizione non solo ad insediamenti nucleari ma anche a scorie la cui pericolosità dura fino a 130 milioni di anni. Immaginate un immondezzaio nucleare nella nostra terra grazie alla benevolenza dell'Usurpatore, che concepisce l'Amore acquistabile con i soldi ed il potere o inganni simili?
Inoltre siamo un paese che fa fatica ad amministrare la raccolta dei rifiuti umani ed ad imporre ai gruppi industriali della chimica di base la bonifica da tutti i veleni rilasciati nei territori di appartenenza.Di fronte a questo lo Stato spesso se ne e' lavato le mani. In Sardegna abbiamo molti esempi purtroppo. Ancora al prof. Randaccio delle domande: pensa davvero che una centrale nucleare o le scorie possano essere presidiate con protocolli di sicurezza inamovibili quanto i rischi intrinsechi delle stesse? E la fase di decommissioning le dà sicurezza assoluta, quando anche noi in Italia di recente abbiamo subito la fornitura di materiale industriale altamente contaminato proveniente dalle dismissioni dell'est europeo? Perfino la magistratura se ne occupò specificamente di recente.
Essendomi occupato di sicurezza di impianti industriali in diversi luoghi del mondo non mi è stata mai indicata da grandi compagnie americane una severa procedura di controllo legata al rischio contaminazioni e neppure avuto un Geiger in dotazione perché il tutto era affidato al caso e alla sorpresa.
Come sardo mi sento anche io"ingannato e usato" e perciò esprimo radicale dissenso per quanto si sta profilando. Abbiamo dato allo Stato grandi superfici del nostro territorio in servitù per imparare a fare la guerra, è ora che rivendichiamo la restituzione! In passato, anni sessanta e settanta, l'establishment del nucleare creò gli standard e i regolamenti al fine di moderare gli effetti sui lavoratori e la popolazione coinvolta. Ma allora Alice Stewart ,scienziata candidata al Nobel, affermò che ciò era come "mettere una volpe a far da guardia alle galline"perché risultò che gli standard erano 20 volte più pericolosi .Dopo quell'esperienza non fu più invitata alle conferenze pubbliche, ma proseguì la sua azione scientifica per tutelare la salute umana dal nucleare ed ottenne sempre più consenso nel mondo per la sua tenace denuncia dei misteri nascosti dietro gli affari nucleari.