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Le foche soffrono ancora

di Franco Meloni | tutti gli articoli dell'autore

Il Forum è utile, corretto, asettico. Le parole più pesanti sono state tipo "ambientalista".Abbiamo capito tante cose e nessuno ha cambiato idea. Mi piacerebbe continuasse se l'argomento fosse " L'ipotesi di impatto con asteroide nel 2035". Molto colto e forse divertente, a quanto mi dice uno zio dinosauro.

Invece no. Stiamo parlando signorilmente in una bisca dove le carte sono segnate, gli orologi manomessi e il croupier, basso ma sveglio, trucca platealmente il gioco. Sta calando gli assi e non si preoccupa se sono sei o sette. Sta decidendo per noi, per il nostro bene, di fornire energia senza problemi, contro il II Principio della Termodinamica e contro un'idea che noi vogliamo avere di risorsa compatibile.

Nel suo circo bisogna avere molti riflettori per non vedere il buio. Ma noi vogliamo vivere con la consapevolezza che non stiamo martoriando il pianeta e non stiamo sprecando risorse che non sono nostre.

L'uso dell'energia, qualunque sia la forma che la produce, è un problema di responsabilità. E' un problema di politica del vivere insieme, riducendo al massimo l'egoismo. E' un problema di etica.
Tutta la nostra intelligenza deve essere usata per non fare scelte irreversibilmente disastrose.
Sono sicuro che non vedrò una centrale produrre energia, come non vedrò il ponte di Messina.
Ma sono sicuro che vedrò sempre meno finanziamenti per scuole, ospedali e ricerca.

Ho poca speranza, dato che altrove si insegna che il mondo è stato creato nel 6004 ac, ed era di giovedì. E altrove e' sempre più vicino. Ma non bisogna mollare. Molti anni fa, quando pensavamo di poter chiudere i manicomi, difendere le scelte delle donne, discutere il ruolo della famiglia, pensare che Don Milani non sarebbe mai stato tradito, commuoverci per il discorso della Luna, prima di poterci mettere il piede, e di poter migliorare il mondo, ho votato NO al nucleare.
Per il problema delle scorie, della militarizzazione e con la speranza di utilizzare in modo saggio le altre forme di energia. Iniziavamo a pensare alla conservazione delle balene e le foto delle foche uccise a bastonate erano, come ora, strazianti.

Non ho cambiato idea. Magari con l'aggiunta di un altro tipo di consapevolezza, vedendo che si può fare. Dobbiamo cambiare il nostro rapporto con il mondo e con gli altri, senza l'amorevole aiuto delle ronde.Vogliamo rivedere le stelle spegnendo le luci di chi ci sta accecando.
Facciamolo insieme, magari ci riusciamo.

17 July 2009
 
I commenti dell'articolo [3]
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3. Andrea
15/08/2009 09:51
Caro Franco,

non so perchè ma mi sa di avere già sentito - tra un Hartree-Fock e un Piero della Francesca - queste parole. Allora avevo poco più di vent'anni e pensavo che si dovesse avere un atteggiamento più pragmatico verso le cose.

Ora ne ho quaranta e penso che avessi/abbia ragione tu. Non foss'altro perchè sotto l'ombrello di un sedicente pragmatismo ho visto succedere di tutto e di più e perchè su quelle belle cose che tu scrivi - i sogni e le speranze, se mi passi i termini un pò zuccherosi, di una generazione diversa dalla mia - una claque di criminali da quindici anni insegna all'intera nazione a sputare sopra e a bastonarne gli antichi protagonisti.

Non tutti, però: quelli che non si sono convertiti, quelli che troverebbero indegno dire che "non lo sono mai stati". Questo del "ritorno con furore" al nucleare è l'ennesimo esempio.

Continuo a pensare che argomenti complicati e difficili come quello su cui è nato questo forum richiedano dati certi, comparazioni continue con chi ha già affrontato la questione, decisioni ponderatissime. Decisioni "science-based", termine orrendo ma efficace che però indica una cosa di cui siamo ormai del tutto privi, ammesso che nel nostro paese di queste decisioni ve ne siano mai state. Ma, qui e ora, il science-based che invoco non basta e non può bastare, ed è per questo che l'analisi di Paolo Randaccio, che rispetto profondamente, non riesce a convincermi.

Ci sono delle domande "altre" che devono essere prese in considerazione, anche se sono poco "science-based". Ammesso - e per nulla conncesso - che questa del ritorno al nucleare sia una scelta "science-based", ecco le domande più politiche: Chi ci guadagna? Perchè noi (la Sardegna)? Perchè cancellare un oggettivamente antico esito referendario, spacciandolo come frutto di un'ideologia da combattere, imponendo con ben peggiore furore ideologico la scelta attuale senza alcun dibattito collettivo?

Quelle più tecniche: chi controllerebbe che la costruzione di questa roba venga fatta come si deve? Cosa accadrebbe in caso di guasto? Chi dovrebbe verificare che il guasto non abbia fatto danno?

Un abbraccio scoraggiato

Andrea
2. Alberto M
23/07/2009 19:40
Sagge parole! Complimenti!
Ha usato questa parola.... 'etica'... è una parola nuova?
1. martina
18/07/2009 18:10
Caro Franco,
qualcuno potrebbe dirle: ma Lei è proprio un ambientalista!
Io invece mi sento di dirle soltanto: Lei sicuramente è un ottimo padre di famiglia!

Sono completamente d'accordo con tutto quel che ha scritto e mi congratulo con Lei per l'articolo e le sue parole sagge.
E' stato un piacere leggerle.
Grazie.
Un'altra ambientalista.(Ah ah ah, alla faccia di chi si è venduto).
Saluti.
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