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Il nucleare e la fiducia nel futuro

di Michelangelo Puliga | tutti gli articoli dell'autore

Quando si parla di energia nucleare in Italia viene in mente a tutti il ricordo di Chernobyl e del reattore 4 che esplose e contaminò gran parte dell'Europa con la ricaduta di materiale radioattivo. Lo spettro di un incidente così grave ci fa ancora, giustamente, paura. Però tecnici e scienziati ci dicono che le centrali sono sicure ed io sono anche disposto a credere loro, salvo prova contraria. In fondo quando si parla del rischio di una centrale si deve pensare ad una centrale aperta per 30 anni ... un tempo umano da gestire. Quindi un rischio piccolo per pochi anni fino alla chiusura della centrale. In fondo la Francia ha 57 reattori eppure non ha avuto incidenti terribili come Chernobyl . Ma è veramente così?

Ora ammettiamo pure, senza correre il rischio di essere poco scientifici, che le centrali sono sicure. Possiamo credere che in 30 anni quei muri di acciaio e cemento e i numerosi sistemi di sicurezza e l'attenzione degli operatori possono evitare i grandi incidenti e al massimo avere piccole fughe, qualche contaminazione locale, ma nulla di importante. Nulla di peggio di una fabbrica chimica e così via. Però nessuno ci parla del dopo.

Le scorie. Ovvero il combustibile nucleare esausto ma molto molto pericoloso che deve essere smaltito. Come
smaltirlo ? viene mescolato ad inerti (come delle sabbie) o trasformato in vetro dopo trattamenti chimici e contenuto in dei grossi fusti che poi però devono essere controllati per bene. La radioattività residua infatti è molto alta e produce molto calore, le scorie più pericolose vanno raffreddate in grandi vasche e controllate giorno per giorno. Già ma per quanto tempo?

Ebbene le scorie nucleari restano attive per 20.000 anni e più, rimangono "accese" e "calde" per 1000 generazioni umane, cioè i figli dei figli dei figli ... 1000 volte ?. per tutto quel tempo vanno controllate, bisogna stare attenti che non contaminino il suolo. Un fusto potrebbe corrodersi a causa della temperatura, perdere liquidi, essere infiltrato dall'acqua. Una soluzione forse sarebbe quella di sotterrarle in miniere profonde, ma come essere sicuri che mai nulla sfugga da quelle miniere?

Ma c'è un problema più grande, siamo sicuri che i figli dei figli dei figli ... per 1000 volte saranno ancora capaci di capire come funziona la radioattività e come va trattata ? e scriveranno ancora come noi? parleranno con il nostro alfabeto (che ha solo 2000 anni o poco più?). Magari in tutto quel tempo si sarà persa la memoria di noi e delle nostre centrali e delle scorie pure. Ce la sentiamo di chiedere questo sacrificio ai lontani figli dei nostri figli dei figli... 1000 volte?

08 July 2009
 
I commenti dell'articolo [7]
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7. Silvana
20/07/2009 07:33
Buona sera Prof.,sono contraria al nucleare perchè mi fa paura non il nucleare, ma la classe politica che ci governa e che ci ha governati in questi anni, sia destra che sinistra. ma lei riesce ad immaginare come andrebbe a finire in Italia se si dovesse iniziare a costruire le centrali? Ha presente la Salerno-Reggiocalabria da quando è in costruzione? Ebbene sono sicura che con le centrali nucleari andrebbe a finire cosi INCOMPLETE ED INSICURE,perchè inizierebbero un magna magna generale.Lei che ne pensa. P.S. poter esprimere le proprie opinioni è vera democrazia, quindi per favore non spezzate le gambe subito a chi pensa diversamente da voi!
FORZA SORU ABBIAMO BISOGNO DI TE
6. Francesco
18/07/2009 20:34
Signor Randaccio, perchè non risponde alla domanda di Michelangelo Puliga?

La domanda riassunta è:

Siamo sicuri che fra 500 anni negli attuali paesi ora democratici, ci sarà una stabilità politica ed economica tale, da continuare a garantire l'enorme livello di sicurezza che la custodia di scorie nucleari richiede ?
(Gli americani nel loro rapporto hanno risposto, NO, e la storia dell'uomo che lo dimostra.)

Chi siamo noi per decidere che le generazioni future dovranno avere sulle spalle la responsabilità della custodia delle scorie?

Chi siamo noi per decidere che le generazioni future dovranno avere sulle spalle l'onere economico che la custodia delle scorie nucleari comporta?

Chi siamo noi che usiamo il territorio consumandolo senza riguardi, solo perchè abbiamo un orizzonte temporale limitato ai nostri giorni?

Le sembra una scelta saggia puntare su una centrale che per 50-60 di produzione di energia, produce scorie che dovranno essere custodite per l'eternità?

Io non ho parole, il progetto nucleare attuale è solo una follia.
Caro Randaccio prima di spiegarci il concetto di radiottività risponda alle domande sopra scritte, dopo che ha risposto a quelle, allora possono avere senso tutti gli altri discorsi.

Dimostri di avere un minimo senso etico, di lungimiranza e responsabilità, che ci si aspetta da un docente universitario.
5. michelangelo puliga
16/07/2009 11:10
La radioattività non va demonizzata affatto ... E' sempre opportuno ricordarsi che è una quantità assolutamente misurabile (numero di decadimenti per unità di massa) ... Sappiamo anche abbastanza bene come trattare le scorie ed isolarle ... ma questa è una soluzione che vale finché la nostra capacità tecnica e democratica sarà forte abbastanza da resistere alle sfide del futuro. Non è l'immediato presente che deve preoccuparci tantissimo è quello che in un futuro che neppure conosciamo altri, dopo di noi,dovranno affrontare per causa o scelta nostra.
4. Salvatore Orunesu
12/07/2009 16:13
Io non sono disposto a credere agli scienziati legete questo post. tratto dal siti ByoBlu,penso che sia chiarissimo il bussness del governo Berlusconi sul Nucleare, e la sicurezza delle centrali di III°generazione che vorrebbero anche con l'imposizione dell'Esercito costruire in Italia.

Berlusconi deve dei soldi a Sarkozy. Non si spiega altrimenti! Nel giro di pochi mesi ha prima svenduto Alitalia ad Air France per 320 milioni, dopo averla risanata a spese degli italiani, evitando di fargliela acquistare per un miliardo e mezzo sull'orlo del fallimento.

I francesi, da par loro, non si sono risparmiati a prenderci per il culo. Stavano ancora ridendo, quando ieri gli abbiamo finanziato l'industria nucleare. Il grande ballista delle regionali dice che negli anni '70 eravamo protagonisti del nucleare, ma poi abbiamo ceduto al fanatismo ideologico. Vediamolo insieme, questo fanatismo ideologico.

Nel 1979 ad Harrisburg (Usa) si è sfiorata la "fusione del nocciolo", che è avvenuta invece a Chernobyl (Ucraina) il 26 aprile 1986, con decine di migliaia di tumori e leucemie nei 20 anni successivi e più di 1000 morti per tumore tra i soldati intervenuti. Ha contaminato l'acqua di 30 milioni di ucraini e irradiato 9 milioni di persone. Oggi, nelle regioni confinanti, 2/3 degli adulti e metà dei bambini sono ammalati alla tiroide, e c'è il raddoppio delle malformazioni. Nel 2002 nell'Ohio (Usa) si è sfiorato lo stesso disastro; nel 2004 a Sellafield (GB) c'è stata una fuga 160 kg di velenosissimo plutonio rivelata solo dopo 8 mesi. Dal 1995 al 2005 c'è stata una serie di incidenti gravi (con 7 morti e centinaia di contaminati gravi) nelle centrali del Giappone: tra cui uno gravissimo a TokaiMura nel 1999 (2 lavoratori morti, 3 gravemente contaminati e 119 esposti a forti dosi di radiazioni) e il più grande impianto nucleare al mondo chiuso il 16 luglio 2007 per i danni da terremoto. Incidenti analoghi, poco pubblicizzati, si sono verificati in Francia e in Yugoslavia.

A tutt'oggi non si sa dove smaltire le scorie, e l'unica soluzioni è sotterrarle nella speranza che niente e nessuno le tocchi per migliaia di anni. Stiamo ipotecando un futuro talmente lontano che al confronto la storia della civiltà è un raccontino. Si accettano scommesse: quanti terremoti potrebbero verificarsi nei prossimi diecimila anni?

Ma vediamole, queste centrali nucleari di terza generazione sbandierate da Silvio Berlusconi come assolutamente sicure. Si chiamano EPR (European Pressurized water Reactor), e manco a dirlo sono peggio, molto peggio di quelle alla Chernobyl. Non lo dico io, lo dice la stessa industria del nucleare, che in un paese dove ci sono ancora giornalisti liberi consegna a The Indipendent una serie di dati impressionanti.

I reattori nucleari europei ad acqua pressurizzata in caso di incidente sono più pericolosi, molto più pericolosi di quelli vecchi. Secondo EDF, Électricité de France, la maggiore società produttrice e distributrice di energia in Francia, l'emissione di isotopi radioattivi di bromo, rubidio, iodio e cesio sarebbe quattro volte maggiore rispetto alla fuoriuscita che si verificherebbe in un reattore tradizionale. Secondo la società di smaltimento scorie radioattive finlandese Posiva, l'emissione dell'isotopo iodio 129 sarebbe perfino sette volte maggiore. Non basta, per la cugina svizzera Swiss National Co-operative dor the Disposal of Radioactive Waste, la fuoriuscita di cesio 135 e di cesio 137 sarebbe superiore di 11 volte!

Conti che non fermano il governo. Del resto, il ritorno al nucleare era espressamente previsto dal Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli, e il Discepolo 1816 era e resta, a dire dello stesso maestro venerabile, il migliore allievo e l'unico in grado di portarlo a compimento. Poichè di energie rinnovabili e di fotovoltaico la P2 non sapeva un acca, è comprensibile che dalle nostre parti nessuno ci investa. Senza il bigino di Gelli, Silvio è perduto.

Cittadini di Oristano, Caorso, Latina, Garigliano, Trino Vercellese, Palma, Agrigento, Scanzano Jonico, Mola, Termoli, Ravenna, Chioggia, Monfalcone, San Benedetto (AP), Scarlino e Fossano... siete stati nominati! Tra tutti voi entro aprile Scajola sceglierà, tramite televoto, i fortunati che ospiteranno una fantastica centrale nucleare super-sicura. Garantisce il pignattaro di Arcore.

E delle sue garanzie potete fidarvi, quando dice una cosa, è quella!
3. Paolo Randaccio
12/07/2009 10:34
Da esperto smaltitore di scorie radioattive (e quindi da inquinatore della Terra) lascio qualche osservazione su cui meditare.

Avete mai letto la normativa sullo smaltimento dei rifiuti radioattivi e sulla radioprotezione in genere? penso che ci siano poche leggi severe come questa normativa. Per avere un riferimento, la legge considera pericolosi e soggetti a controllo anche molti materiali naturali usati nella industria, come la bauxite, le sabbie zirconifere, alcuni elettrodi per le saldature, le reticelle per le lampade a gas e alcuni catrami. Per smaltire qualsiasi resto di lavorazione che contenga materiale radioattivo la concentrazione deve essere inferiore a 1 Bq/g (un Bequerel a grammo). Ebbene nel terreno normalmente la radioattività è maggiore di 1 Bq/g, soprattutto per la presenza di K40 (Potassio 40), e in misura minore, per l'Uranio238 e il Torio234, sempre presenti in quantità e proporzioni variabili.

Parliamo ancora di radioattività natuarale. A cosa è dovuto il riscaldamento degli strati profondi della crosta terrestre? cioè da dove viene il calore che fonde le rocce e produce il magma vulcanico? Risposta: dalla radioattività naturale. Non sto qui ad annoiarvi con le formule per dimostrarvi che in un chilo di roccia nell'arco della vita della Terra si è prodotta una quantità di calore pari a decine di migliaia di chilocalorie a causa della radioattività naturale.
Se questo calore non viene smaltito la roccia fonde, se lo desiderate vi mando qualche appunto con i calcoli.

Conclusione: abbiamo un parametro per stabilire se le scorie radioattive sono pericolose o no, è il riferimento con la radioattività naturale, si può smaltire nell'ambiente solo quello che ha un contenuto di radioattività inferiore a quello naturale.

Se tutte le leggi sull'inquinamento adottassero la stessa filosofia il mondo sarebbe molto meno inquinato.
2. maria c. m.
10/07/2009 15:02
io sono molto più preoccupata per la fine che farà questa meravigliosa terra, o meglio quella che io ho conosciuto come tale, piuttosto che per la fine inevitabile di quei figli dei figli dei figli, poichè essi sono figli di padri di padri e di padri che hanno generato tutto questo scempio.sapete cosa mi fa male in questi giorni?

mi fa male sapere che la terra meravigliiosa che mi ha fatto l'onore di farmi nascere, possa essere distrutta definitivamente dalle scorie nucleari che resteranno attive per sempre(in relazione ai tempi umani).e rimpiango il tempo in cui i sardi erano cosi avveduti da dedicare i propri templi all'acqua, quindi alla natura, alla vita e non alla morte.
1. Alberto M
09/07/2009 22:02
Forse, più che del 'futuro remoto' dovremmo preoccuparci del futuro prossimo, per non dire dell'immediato!

Se c'è un problema energetico ORA, meglio affrontarlo con delle strategie combinate che cerchino di risolverlo prima possibile, cercando di minimizzare il costo e il danno ambientale, e massimizzando l'eventuale volano economico derivante ;)
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