Solo la buona politica ci salverà

di Franco Meloni | tutti gli articoli dell'autore

Franco Meloni

La Piazza dei Miracoli a Pisa riesce a conciliare noi stessi con la follia che ogni tanto, inaspettatamente, acceca gli uomini. L’eleganza e la perfetta armonia del duomo, del battistero e della torre, anomala nella sua sfida alla gravità, è completata dal confine del Cimitero. Il bianco domina nelle sue variazioni e si capisce perché Pasolini vi avesse ricreato la serenità di Atene nel terribile dramma di Medea.

L’Arte aiuta a vivere quando dobbiamo riprenderci dal dolore che fa parte costante della nostra esistenza.

Viviamo nel mondo dominato dalla comunicazione. Siamo come immersi in un fiume che scorre a velocità differente portando e nascondendo notizie che ci colpiscono e ci fanno vedere aspetti in un tempo sempre più assillante. La possibilità e la necessità di un’analisi critica è spesso sostituita dalle sensazioni, quasi mai razionali, che ci portano a formulare giudizi. Il tempo della storia e delle meditazioni è accelerato dalla necessità di
esprimere subito un parere. La gerarchia delle domande sembra dipendere dalla velocità con la quale un
Giocoliere non sempre corretto, fa uscire i conigli dal cappello. E noi dobbiamo dare risposte.

Un indiano, ricco proprietario di miniere di ferro, è interessato ad investire in Sardegna. Un ordigno brutale fa morire giovani di fronte ad una scuola. Un terremoto uccide tra gli Appennini e le Alpi.

Notizie in ordine di tempo, non di importanza. Non trovo possibile ragionare sul fatto che sento disagio nel pensare che la mia Terra sia considerata una volta di più finalizzata ad un turismo di ricchi. E mi sconcerta la considerazione del ricatto legato a posti di lavoro. Vorrei poter decidere se fare mercato di parte della mia identità
sia una  libera scelta o piuttosto una risposta  legata alla miseria che incombe sempre più vicina. Per le bombole di gas, oggetti domestici che fanno parte della lunghissima lotta per conquistare il fuoco,  fatte esplodere per uccidere, ho sperato fossero strumento di un folle.

Troppi disastri hanno corrotto la nostra convivenza secondo una tragica strategia della tensione. E la mafia non ha interesse a creare attenzione da parte dello Stato. Credo. Il terremoto riporta alla naturale impossibilità di nutrire certezze. La risposta ragionata al superamento dei tre eventi è comune: solo una Politica responsabile può minimizzare i danni.

La Sardegna deve sforzarsi, e può farlo, di decidere il proprio futuro sapendo che non si ha nulla senza sforzo e senza un coerente ragionamento. La follia che colpisce la scuola come simbolo deve essere allontanata
usando con razionale caparbietà lo sviluppo del sapere. I danni di imprevedibili terremoti possono essere ridotti con la programmazione e il rispetto del territorio. L’’orologio squarciato su quello che resta di un bel campanile ricorda che bisogna ricostruire.

Ho pensato alla torre del Bastione di Cagliari sbriciolata dalle bombe nella follia della guerra. Alla mia scuola elementare, in Piazza Garibaldi afflosciata dalle esplosioni. Immagini tristi che bisogna sempre tenere a mente per capire come procedere. Salvatore Settis ha riassunto con grande efficacia la soluzione ai danni fisici: ricostruire per salvaguardare la nostra identità.

Così potremo reagire alle mafie che prosperano in assenza di cultura e discutere con serenità alle proposte di acquisto delle nostre coste, magari opponendo un cortese e motivato rifiuto.

*Fisico. Università di Cagliari





24/05/2012
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