Bufera sulla candidatura di Milia. Il Pd si spacca, Idv va all'attacco
di Il Sardegna
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I dipietristi chiedono di concorrere allascelta di presidenti e sindaci. Socialisti garantisti
Alessandro Zorco
■ È bufera nel centrosinistra sulla candidatura di Graziano Milia dopo la condanna in appello del presidente della Provincia di Cagliari per abuso d'ufficio. Il Partito democratico, in forte imbarazzo, è spaccato. Nonostante lo statuto nazionale preveda che per questo tipo di reato l'incompatibilità sia limitata alle sentenze definitive, in molti si interrogano sullo scenario futuro nel caso in cui la Cassazione confermasse la condanna, magari costringendo Milia, vittorioso alle elezioni, a dimettersi a metà mandato. Chi ritiene in ogni caso necessaria la sospensione della candidatura di Milia è la parte soriana del Pd che prende come esempio le dichiarazioni di Renato Soru il quale, recentemente ,ha assicurato che finchè non sarà assolto dal caso Saatchi non è disponibile ad alcuna carica. «La situazione dispiace sotto tutti i punti di vista», spiega Francesca Barracciu, «ma credo che vada applicato il nostro codice etico e finchè la vicenda non sarà risolta la candidatura vada sospesa: è un dovere da parte del partito
ma anche da parte dello stesso candidato». Non solo: Area Democratica coglie l'occasione per rilanciare la sua battaglia per le primarie. Non solo a Nuoro, dove la consultazione della base è stata chiesta dallo scorso ottobre da Efisio Arbau, ma anche a Sassari e, a maggior ragione, a Cagliari. Non si pronuncia ufficialmente sul caso Milia l'Italia dei Valori, ma il coordinatore regionale Federico Palomba in un comunicato stampa ribadisce di non accettare «automatismi nella riproposizione dei presidenti e dei sindaci uscenti, tutti del Pd, che precluderebbero il rinnovamento della politica e della classe dirigente sarda per il quale Idv ha ricevuto i consensi".I dipietristi intendono «legittimamente concorrere all'indicazione di candidature apicali non residuali secondo la propria forza, con un accordo politico chiaro e preventivo con tutti i partiti, senza l'obbligatorietà del ricorso alle elezioni primarie». Un messaggio che, decriptato, potrebbe essere interpretato come la richiesta di un candidato IdV per la Provincia
di Cagliari. Fatto che potrebbe togliere molte castagne dal fuoco al Pd che in ogni caso
avrebbe difficoltà a trovare un sostituto a Milia. «Gli uscenti hanno ben operato», replica il segretario del Pd Silvio Lai che ribadisce: non ci sono automatismi ma neppure soluzioni a tavolino.«È possibile rimuovere gli uscenti solo nel caso in cui siano gli elettori stessi a sostituirli attraverso le primarie». Chi non ritiene che la condanna in appello debba pregiudicare la candidatura di Milia è infine il segretario dei Socialisti, PeppinoBalia. «Siamo garantisti, il giudizio deve essere politico e non legato ai fatti giudiziari». ■
19 March 2010