Congresso Cgil "Un progetto per l'isola"
di L'Unione Sarda
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Si è aperta a Cagliari la dodicesima assemblea regionale del sindacato. Il segretario Costa: «Basta promesse, la Sardegna ha bisogno di fatti»
«La Sardegna può acquistare valore dentro un'economia globalizzata solo se riesce a far valere le sue differenze, deve perciò ridare senso alla sua identità, alla sua storia, al suo paesaggio, al suo essere isola e alla sua diversità».
Lo ha detto il segretario regionale uscente della Cgil Enzo Costa nella sua relazione al XII congresso del sindacato che ha come slogan «Per difendere il lavoro e liberare i diritti», aperto ieri a Cagliari e che si concluderà oggi.
LA PRIMA VOLTA DELL'UGL Alla prima e affollata giornata del congresso hanno partecipato, oltre i delegati, numerosi amministratori pubblici, i segretari dei sindacati confederali e, per la prima volta, anche il segretario regionale dell'Ugl, personalità politiche tra le quali il presidente della Regione Ugo Cappellacci e l'assessore del Lavoro Franco Manca. La relazione di Enzo Costa è stata in vari punti severa nei confronti dell'esecutivo e della maggioranza, soprattutto per quanto riguarda la concertazione, ma ha lasciato intravedere delle importanti aperture.
Il segretario della Cgil ha affrontato vari temi partendo dallo scenario internazionale per arrivare a quello nazionale e ai grandi problemi della Sardegna formulando le proposte del suo sindacato per lo sviluppo e mettendo l'accento su riforme e autogoverno e sulla sfida del futuro che deve vedere protagonisti i giovani e le donne. Un accenno anche al sistema integrato regionale delle imprese e alla internalizzazione dell'economia sarda che deve investire in ricerca e alta formazione e per questo necessita di infrastrutture, logistica e accessibilità.
ASPETTANDO LA SVOLTA «Dopo un anno di promesse e di ritardi» ha continuato Enzo Costa, «speriamo che finalmente avvenga una svolta nelle relazioni con le parti sociali, perché, se si continua a lavorare in ordine sparso, continueremo a registrare i risultati fin qui raggiunti: tante promesse comprese quelle elettorali e pochi fatti concreti, anzi pure tante sconfitte come lo scippo del G8, la sottrazione dei fondi Fas, la cancellazione di 28 mila posti di lavoro, lo smantellamento del sistema scolastico e della viabilità e del trasporto su ferrovia. Ciò che serve adesso è dimostrare capacità di governo e di coerenza, c'è bisogno di fatti concreti e risorse spendibili subito, non promesse».
CRITICHE ALL'OPPOSIZIONE Enzo Costa non ha risparmiato critiche neanche all'opposizione in Consiglio regionale: «La stessa opposizione dovrebbe smetterla di contrattarsi piccole trasversalità, dovrebbe coltivare invece il dialogo sociale».
Pronta, nel suo intervento, la risposta del presidente Cappellacci che ha anche dichiarato di aver apprezzato i contenuti della relazione di Enzo Costa, in modo particolare , nei richiami al valore della mobilitazione dei sardi e dei percorsi unitari tra istituzioni, forze sociali e gli altri attori del sistema: «È importante cogliere il momento della ripresa con una politica che sappia sostenere le fasce più deboli e che guardi al futuro. Il Patto dello sviluppo che abbiamo proposto ai sindacati vuole essere un rilancio alla concertazione reale. Un'esigenza emersa con forza in alcuni passaggi chiave come l'Assemblea dei rappresentanti del popolo sardo e la grande manifestazione del 5 febbraio. «È questa - ha concluso il governatore, «la politica matura e responsabile, quella in sintonia con il comune sentire dei cittadini che sui grandi temi e problemi sono sempre pronti a mobilitarsi».
OGGI SI VOTA Oggi, con inizio alle 9, inizierà la giornata conclusiva del congresso regionale della Cgil, che conta in Sardegna 161 mila iscritti, alle 12,30 è previsto l'intervento del segretario nazionale Fabrizio Solari. Alla fine dei lavori alle 17,30 i 201 delegati eleggeranno i 70 o 80 (il numero esatto sarà deciso dagli stessi delegati) membri del Comitato direttivo che designeranno il nuovo segretario regionale. Quasi certa la conferma di Costa.
SERGIO ATZENI
19 March 2010