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Santoro: "Nessun editto bulgaro ci fermerà"

di Il Messaggero | tutti gli articoli dell'autore


ROMA (18 marzo) - Michele Santoro ha presentato questa mattina a Bologna l'evento del 25 marzo al Paladozza, Rai per una notte, e questa sera è ospite in del salotto di Serena Dandini (a Parla con me, su Raitre in seconda serata). Il conduttore di Annozero, si è detto certo che la censura non potrà più passare: «Questa volta nessun editto bulgaro ci fermerà».

Santoro parla dell'evento di Bologna contro ogni forma di bavaglio e in nome della libertà di espressione. Che farete a Bologna? «Canteremo, balleremo, ci libereremo...», scherza Santoro sottolineando come ormai sia difficile - se non impossibile - bloccare i canali d' accesso alla libera informazione. «La censura non può più essere applicata. E, come dice Paolo Mieli, il tappo sta per saltare. In ogni caso, se qualcuno ci volesse fermare, non resterò per due anni chiuso in una stanza, ma reagirò, farò qualcosa per farmi sentire». Santoro era stato accolto da Antonio Di Bella, direttore di Raitre: «Voglio abbracciare personalmente Michele Santoro. Questa è casa sua, lo è stata e potrebbe ridiventarlo».

Negli Usa sarebbe scoppiato un watergate. Se i fatti messi in risalto dall'inchiesta di Trani sulla Rai e l'Agcom fossero successi negli Stati Uniti «sarebbe scoppiato un watergate, che avrebbe portato alle dimissioni automatiche di tutti i protagonisti della vicenda. Negli altri paesi una vicenda di questo tipo non si tollera - aveva detto in mattinata Santoro - L'inchiesta di Trani è importante, i giudici hanno trovato la scorzetta di limone sulla quale il governo può scivolare». Santoro ha parlato anche del regolamento sulla par condicio che ha proibito i programmi di approfondimento giornalistico durante la campagna elettorale: «È una violenza che non si esercita contro di noi, ma contro il pubblico, non è un provvedimento fatto in base alla legge, ha un solo nome ed è censura».

Il no di Celentano. «Ho parlato con Adriano e mi ha detto che a Bologna non ci sarà perchè, visti in particolare gli ultimi fatti, mancherà una copertura veramente democratica di tutti i mezzi di comunicazione, a partire dalla televisione pubblica», ha detto Santono rendendo nota la telefonata con la quale Adriano Celentano ha declinato l'invito a partecipare alla serata del Paladozza.

In Rai «le difficoltà sono molto alte per Adriano Celentano come per chi vuole esprimersi liberamente - ha sostenuto Santoro raccontando la vicenda che Celentano sta attraversando per fare un proprio programma - Celentano sta cercando di fare una trasmissione per la Rai e ogni cinque minuti gli chiedono la scaletta. Lui risponde: “ma cosa volete che sia una scaletta, io vi dico cosa può essere una trasmissione di Adriano Celentano, fate conto che io voglia rifare Rockpolitik, quindi non c'è bisogno di fare una scaletta, poi però dovete darmi la possibilità di fare liberamente la trasmissione”. È ovviamente le difficoltà sono molto alte».

19 March 2010
 
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