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"Il porto ripagava l'investimento"

di La Nuova Sardegna | tutti gli articoli dell'autore


Musu illustra i conti: quasi 700 milioni dei privati, zero dello Stato
 
Il progetto dell’imprenditore nuorese che per primo si era candidato per La Maddalena
 
GIOVANNI BUA

 NUORO. Un’area residenziale spalmata nella superficie di 18 ettari intorno alla Cala degli Ammiragli. Per fare da cornice al porto turistico da 600 posti collegato con una sala congressi e un futuristico albergo a 5 stelle a forma di «Ufo».
 Un viale alberato, una promendade sul lungo mare Mirabello. Un grand hotel Presidenziale nell’ex Marinferm. E ancora un ristorante panoramico e uno showroom nell’ex distillatore, una palazzina commerciale extralusso e, alle sue spalle, un palazzo congressi a quattro piani. Pronto per ospitare l’incontro dei grandi della Terra.
 Questi alcuni dei tratti salienti del progetto, firmato dall’architetto Luigi Cosseddu, che l’impresa nuorese Edinvest (capofila di un consorzio italofrancese) era pronta a consegnare al governo italiano chiavi in mano. E a realizzare a costo zero alla Maddalena. E che invece è rimbalzato dalle stanze del ministero della difesa al muro di «gelatina» degli uffici della protezione civile.
 «Chiariamo che i guadagni per noi ci sarebbero stati - spiega il titolare della Edinvest Serafino Cosma Musu, «scovato» nei giorni scorsi dall’emittente Cinquestelle che per prima ha dato notizia della sua causa milionaria per danni contro Difesa e protezione civile - dopo il G8 infatti avremmo preso in concessione il porto e tutte le strutture per 30 anni. Solo dal porto ipotizzavamo di guadagnare in 24 mesi più di 120 milioni».
 Abbastanza per convincere la cordata di privati (con dentro, tra gli altri, la francese Spada, specializzata nella costruzione di scali portuali) a tirare fuori 694 milioni. E a prevedere nel progetto sia l’assunzione di tutti i 150 dipendenti dell’ex Arsenale rimasti senza lavoro (250 i nuovi posti a regime), che la restituzione di tutti i beni allo Stato finita la concessione trentennale.
 «I nostri soci di Oltralpe avevano fatto bene i conti - spiega Musu - e sapevano che se gestito bene, un porto turistico di queste dimensioni, e l’indotto residenziale, avrebbero lautamente ripagato l’investimento». «Alla base del nostro progetto - spiega l’architetto Cosseddu - c’era innanzitutto il riuso e la sistemazione delle strutture esistenti ove compatibili con le nuove funzioni. Poi l’ampio uso di fotovoltaico e sistemi di smaltimento eco compatibili. Il potenziamento delle infrastrutture per la viabilità pedonale e delle auto e di pertinenza dei moli. La messa a regime e il potenziamento del depuratore. Il restiling del lungo mare e la connessione con Caprera».
 Il tutto condito con interventi programmati anche nelle aree di competenza comunale. E in quelle rimaste in uso alla Marina.
 «A prima vista i 689 milioni di euro che intendevamo investire - sottolinea Musu - possono sembrare molti. Di più di quanto è stato poi speso. I conti però vanno fatti sul costo per metro quadro. Il nostro progetto riguardava tutta l’area dell’ex Arsenale, e non soltanto la parte che si affaccia sul porto turistico come è stato fatto per il G8. E, nonostante un incremento del 20% per l’urgenza, non abbiamo mai superato i 2000 euro al metro». Mentre, conti di Fabrizio Gatti alla mano, il sistema Bertolaso Balducci ha prodotto un costo a metro quadro di 4345 euro. Numeri che dovrebbero far riflettere. Anche se gli unici che interessano la Edinveset ora sono legati ai danni che chiederanno a minitero della difesa e protezione civile: «Fino all’ultimo abbiamo continuato ad adeguare il progetto. A programmare incontri. Cercare conferme. Forti di un protocollo già firmato. E rinnovato due volte. E abbiamo ricevuto solo silenzi imbarazzati e porte sbattute in faccia. Il nostro investimento si è rivelato in un pozzo senza fondo, in cui sono spariti milioni di spese e migliaia di ore di lavoro. Ora vogliamo giustizia. Per noi e per tutti i cittadini». A cui qualcuno dovrà spiegare cosa non andava in questo progetto, forse non migliore di quello poi realizzato, o forse sì. Ma sicuramente diverso in una cosa: allo Stato non sarebbe costato una lira.

14 March 2010
 
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