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Il Silvio furioso allarma i vertici del popolo delle libertà

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Lorsignori di Il Congiurato


Il premier, parola di chi gli è vicino, «è fuori dalla grazia di Dio» per l’indagine della Procura di Trani. «Non si intercetta il presidente del Consiglio!», ha gridato appena appresa la notizia. Ma il suo umore non sembrava più lo stesso già da diversi giorni. A chi lo conosce, ha fatto impressione la conferenza stampa di via dell’Umiltà. Basti dire che, dopo averla sentita, persino un moderato come Casini, che pure è suo alleato nel Lazio, si è augurato (in confidenza) che questa volta gli elettori non diano ragione al Cavaliere. Ha anche molto impressionato il tono usato giovedì con i quadri romani del Pdl a proposito del «disegno vergognoso». E se, come ha scritto la Velina rossa, nell’ormai famosissimo faccia a faccia dello scorso 5 marzo, il premier si è davvero spinto fino al punto di prospettare al capo dello Stato la pubblicazione in Gazzetta ufficiale di un decreto salvaliste anche senza la sua firma (e si è sentito ricordare chi è il capo delle forze armate)... se tutto questo è vero si può ben comprendere l’apprensione dell’entourage del premier.
Infatti anche nel Pdl - e non solo nelle istituzioni e nei partiti dell’opposizione - si guarda con preoccupazione a quanto accade a Palazzo Grazioli. La lettera con cui ieri mattina Berlusconi ha invitato tutti i parlamentari del suo gruppo ad iscriversi ai Promotori della Libertà (Fini e Schifani, non avendo aderito al gruppo Pdl, non l’hanno ricevuta, così come pare anche Tremonti) è stata accolta con un misto di curiosità e inquietudine da gran parte dei destinatari.
Come membri del gruppo dirigente, già si sentivano messi in mora. E non solo per la brutta performance delle firme laziali. Bruciava pure il modo in cui martedì erano stati battuti dall’opposizione nell’aula di Montecitorio: il cambio dell’ordine del giorno determinato da tre voti di differenza, col capogruppo Cicchitto in missione e il suo vice Bocchino assente. In questo clima molti dei dirigenti temono che al lancio del nuovo Pdl riveduto e corretto (da Popolo della libertà a Promotori della libertà) possa corrispondere l’azzeramento delle cariche. Probabilmente dopo la convention del nuovo soggetto politico che si terrà entro l’estate a Milano. E, naturalmente, si guarda con preoccupazione ai finiani: decideranno di abbandonare Berlusconi per sempre?
13 marzo 2010

13 March 2010
 
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