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Il centrosinistra perde pezzi

di La Nuova Sardegna | tutti gli articoli dell'autore

Quattro partiti rompono col Pd: non vogliamo Deriu

 
Rossomori, Verdi Sinistra ecologia e libertà e Alleanza per l’Italia presentano una coalizione alternativa
 
GIOVANNI BUA

 NUORO. Il centro sinistra nuorese perde i pezzi. Quattro partiti (Alleanza per l’Italia, Rossomori, Sinistra ecologia e libertà e Verdi), hanno infatti abbandonato il tavolo delle trattative con il Partito democratico. In aperta polemica con la riconferma in Provincia del presidente uscente Roberto Deriu.
 E hanno chiamato a raccolta «gli altri partiti di centrosinistra, le associazioni e i movimenti, che lavorino per “costruire” un progetto politico nuovo per Nuoro e provincia e per individuare le candidature apicali, od “avanzarne” di proprie, alla carica di Sindaco del capoluogo e alla presidenza della Provincia».
 La dichiarazione «di guerra» a Roberto Deriu è un documento firmato da Giovanni Antonio Soddu e Luca Lapia per Alleanza per l’Italia, da Davide Muledda e Silvano Camedda per i Rossomori, da Giuseppe Dessena, Severino Casula e Franco Dore per Sinistra Ecologia e Libertà e da Antonio Deriu e Francesco Mereu per i Verdi.
 «Abbiamo ritenuto necessario e indispensabile riunirci - spiegano - per avviare una franca e costruttiva discussione sulle prossime elezioni amministrative per la Provincia e il Comune capoluogo. L’incontro si è reso ineludibile in quanto i tavoli provinciali e regionale convocati dal Partito democratico hanno pedissequamente eluso ed evaso alcuni punti fondamentali per queste forze politiche».
 «La costruzione della coalizione - continua la nota - deve partire dai partiti e movimenti che si collocano attualmente nel centro sinistra, con la possibilità di includere solo ed esclusivamente altre forze che ne condividano la visione strategica in opposizione al progetto contradditorio che la maggioranza di centro destra porta avanti in regione».
 «I partiti sottoscrittori - sottolinea poi il documento - ritengono che il governo della Provincia sia stato inadeguato rispetto alle emergenze socio-economiche in atto nel nostro territorio e, conseguentemente chiedono discontinuità amministrativa alla presidenza della Provincia di Nuoro e respingono con fermezza ogni tentativo di blindare qualsiasi candidatura. Propongono invece che la scelta delle figure apicali converga su candidati condivisi e ampiamente rappresentativi di tutta la coalizione».
 Da capire ora quali ripercussioni avrà questa scelta.
 Il segretario regionale del Partito democratico Silvio Lai ha infatti più volte ribadito che gli uscenti saranno riconfermati, ma anche che il partito mette al primo posto la tenuta e l’allargamento della coalizione.
 Non si capisce però come potrebbe cedere alla richiesta «della testa» di Deriu, senza mettere in discussione tutto lo schema delle candidature nell’isola (a inziare dalle due riconferme sassaresi di Ganau e Giudici). Da capire anche se questa nuova aggregazione si salderà con i dissidenti del Pd, coagulati intorno a Francesca Barracciu e Efisio Arbau, che da tempo ha avanzato la sua candidatura alle primarie per le elezioni provinciali. Candidatura appoggiata con veemenza da Renato Soru, che ha in più occasioni fatto pressione a Bersani per aprire alla primarie nel Nuorese e dovunque ce ne sia la necessità. Soru ha da poco ribadito sulle pagine del sito di Sardegna democratica che non ha intenzione di lasciare il Pd. Ma di fronte a una rottura con Cagliari sulla richiesta di far saltare Deriu il gruppo di Sardegna democratica potrebbe staccarsi e decidere di correre come soggetto autonomo nella nuova coalizione di sinistra.

13 March 2010
 
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