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L'Italia che resiste. Traditi dal paese senza regole

di l'Unità | tutti gli articoli dell'autore

di Concita De Gregorio
Ieri mattina in treno l'addetta delle ferrovie ha rimproverato un uomo che passando accanto al carrello dei giornali gliene ha chiesto uno. Si sieda, glielo portiamo al posto, ha detto lei. Dovrebbe tornare indietro, mi ero assentato per andare al bagno e ci sto tornando, sono seduto laggiù, ha risposto lui. Non importa, il giornale si dà al posto. Si sieda e aspetti che torniamo: è la regola, ha replicato l'addetta. Nello scompartimento c'è stata una sollevazione. Gente che lavorava al computer, parlava al telefono, sonnecchiava. Hanno smesso per inveire. Difficile dire se fossero tutti comunisti, sul Freccia rossa. Dal coro di voci diverse ogni tanto si distingueva una parola: idiozia, decreto, fessi, Italia, stanchi. L'addetta ha tirato diritto. È la regola.

Comunque vada a finire questa grottesca storia dove le pezze sono peggiori dei buchi ha prodotto un danno enorme, istantaneo e collettivo. Milioni di persone si sono sentite orfane e tradite, perse in un paese ostile senza più riferimenti né speranza se non quella che si tinge di rabbia. Bisogna reagire subito, adesso. Bisogna ribaltare il tavolo e apparecchiarlo di stoviglie nuove. Bisogna dire che non ci saranno mai più decreti così, faremo noi in modo che non ci siano: lo faremo diventando maggioranza. Bisogna anche, prima, che abbiano voce ed ascolto le migliaia di persone che ci scrivono chiedendo, con ironia con dispetto o con rancore, un decreto anche per sé. Qualche frammento de lettere ricevute ieri.

«Sono stato escluso da un concorso Enel perchè la fotocopia del titolo di studio non risultava debitamente autenticata. non ho potuto presentare una copia sostitutiva autenticata perchè erano decorsi i termini». (Sergio Mazza). «Sono studente fuorisede e quest'anno la mia borsa di studio è stata dimezzata perché ho sbagliato il termine per la consegna dell'autocertificazione che accertavano il mio status di fuorisede: oltre duemila euro in meno persi per una autocertificazione consegnata con un giorno di ritardo. Appartengo ad una famiglia a basso reddito e lavoro per rimediare al mio errore. Mi fate un decreto?» (Angelo).

«Elezioni regionali in Friuli, la lista del partito socialista è stata presentata in ritardo, NON SI È POTUTO VOTARE. Non c'è stato alcun ricorso, CHI HA SBAGLIATO HA PAGATO, nella persona del segretario provinciale». (Carlo). «Uscendo in fretta dal lavoro sono arrivata alle 15.50 in una scuola comunale per portare domanda di iscrizione per mia figlia...l'addetta del comune mi ha chiuso la porta in faccia perchè alle 16.00 doveva timbrare, e a protocollare la domanda, secondo lei, ci volevano più di 10 minuti» (Anna). «Abito a Torino in un quartiere dove la sosta è regolata dalle cosiddette "linee blu". Pur avendo pagato la quota annuale per residenti, due anni fa mi sono vista recapitare tutta una serie di multe per non aver pagato la sosta nella mia zona. Non ci ho dato peso, data l'evidente irregolarità. Invece, quando, stanca dell'ennesima multa, sono andata a protestare, anche se gli stessi vigili hanno constatato che c'era stato un errore, ho dovuto pagare ugualmente una bella somma, perché avevo lasciato scadere i termini per presentare ricorso. E non c'è stato niente da fare. La legge è legge deve seguire il suo corso». (Lorenza Guidi). «L'università mi ha annullato un esame, un trenta e lode, perché quando l'avevo sostenuto non ero in regola con la seconda rata delle tasse. L'esame mi è stato annullato diversi mesi dopo la data dell'esame, quando le tasse erano già state pagate» (Renato). «Mi pagarono il lavoro con un assegno a vuoto e la mia banca (Cassa Rurale e Artigiana, si chiamava) si rifece su di me per quell'importo». (Matteo. Infine Paola B. che scrive: «Mi sono sentita ONESTA alzandomi ogni mattina alle 6.30 per andare a scuola per il conseguimento del diploma. Mi sono sentita FORTUNATA ed ONESTA ogni mattina alzandomi alle 6.30 per andare a lavorare per quasi venti anni. Mi sento FORTE, FORTUNATA ed ONESTA ogni mattina svegliando le mie bambine per andare all'asilo. Mi sento forte perché so di essere una persona onesta ed è quello che sto insegnando alle mie bambine... Il rispetto innanzi tutto».

E ora andiamo a votare, sommergiamoli.

11 March 2010
 
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