Sassari-Olbia: Berlusconi passa la palla all'Anas Ma i fondi non ci sono
di La Nuova Sardegna
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L’ente subentra alla struttura di missione della Protezione civile
ENRICO GAVIANO
OLBIA. Un’ordinanza di Berlusconi ha trasferito all’Anas i fondi e le competenze per la realizzazione della nuova Sassari-Olbia. La notizia è stata data ieri dal governatore Ugo Cappellacci. Fin qui, tutto bene. Cioè, dopo i pieni poteri dati alla Struttura di missione, spazzata via dalla bufera giudiziaria che si è abbattuta su Balducci e compagni, il presidente del consiglio ha restituito il compito di fare strade a chi lo ha sempre fatto, l’Anas. Restano i dubbi: i fondi (470 milioni) che ancora mancano e le procedure accelerate, che forse spariranno definitivamente.
«Il procedimento per la realizzazione della Sassari-Olbia va avanti senza subire battute d’arresto», ha dichiarato il presidente della Regione, quando ha dato notizia del provvedimento. Lo scarno comunicato diffuso dal suo ufficio stampa fa sapere anche che il Governatore della Sardegna «è soddisfatto perché la richiesta formulata dalla Regione in questo senso è stata accolta». Fra i vari impegni e incontri che oggi Cappellacci avrà a Roma, di cui riferiamo in altri articoli, ci sarà anche un vertice in cui avverrà il passaggio delle consegne e durante il quale si farà il punto della situazione.
Giulio Calvisi, deputato gallurese del Pd, in prima linea in Parlamento insieme a Gian Piero Scanu in questa lunga battaglia per ottenere finalmente la nuova Sassari-Olbia, interviene duramente sulla vicenda. «La notizia di un subentro dell’Anas alla Protezione civile nella realizzazione della strada potrebbe anche andare bene - sottolinea -. Del resto corrisponde a una richiesta che come opposizione avevamo già avanzato al Governo. Resta però una vergogna, le risorse che non ci sono».
«Auspichiamo - aggiunge Calvisi - che ciò rappresenti l’inizio della fine del protettorato della Protezione civile sul nord Sardegna, esercitato con abusi e distorsioni che tutti conoscono. Aspettiamo di vedere materialmente l’ordinanza per esprimere un giudizio compiuto: non vorremmo che questo significasse la fine anche delle procedure accelerate per la realizzazione della strada».
L’ordinanza del premier si era resa necessaria perché la Struttura di missione, decapitata, non poteva più ottemperare al compito afidato di sovraintendere anche alla costruzione della quattro corsie. Il 2 febbraio, alla Maddalena, Ugo Cappellacci e Guido Bertolaso avevano annunciato che il giovedì successivo (11 febbraio) a Cagliari si sarebbe svolta la conferenza di servizi che avrebbe dato il via definitivo alle procedure per affidare gli appalti. Ma in quel breve lasso di tempo il terremoto giudiziario abbattutosi sul G8, aveva impedito materialmente quel passaggio. Si è perso così un altro mese, ritardo che si accumula su ritardo. E pensare che Berlusconi, nel gennaio 2009, in campagna elettorale parlava di inizio lavori sulla Sassari-Olbia subito dopo il G8.
10 March 2010