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Ora il voto dell’aula. Paolo Fadda (Pd): «Si rispettino i tempi della riconversione in legge»
ROMA. Primo «sì» della Camera al decreto Alcoa: lo ha dato, in maniera bipartisan, la commissione Attività produttive. Il testo va ora all’esame dell’aula. I tempi della riconversione del provvedimento sono strettissimi (poco più di una settimana) anche per la possibilità che il governo presenti degli emendamenti: in questo caso il decreto dovrebbe tornare in extremis al Senato.
Il decreto legge Alcoa (ma non fa riferimento esplicito all’azienda americana di Portovesme e Fusina) è sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici nelle isole maggiori, Sicilia e Sardegna. L’approvazione è avvenuta in un clima unitario, non certo in linea con lo scontro in atto in Parlamento tra centrodestra e centrosinistra dopo che è esploso il caso salva-liste.
«Su una vicenda così drammatica come la crisi industriale di cui si occupa il decreto - ha spiegato il deputato sardo Paolo Fadda, relatore del Pd sul provvedimento sia in commissione sia in aula - abbiamo scelto di mettere da parte l’interesse politico di parte per far prevalere quello dei lavoratori. Quando il governo si decide ad affrontare i veri problemi del Paese, il Pd non solo collabora al miglioramento del testo ma non ha alcun timore a votare a favore».
Paolo Fadda ha quindi precisato che il voto sarà favorevole «anche se il contenuto del provvedimento non ci soddisfa totalmente per quanto concerne la tutela dell’ambiente e la nomina dei commissari straordinari». Ma ora, ha avvertito il parlamentare sardo, «occorre comunque creare tutte le condizioni perché siano rispettati i tempi di conversione del decreto in legge». In sostanza eventuali emendamenti che dovessero essere presentati e approvati nell’aula di Montecitorio non dovranno impedire che il testo venga convertito nei termini stabiliti». In sostanza, occorrerà un accordo parlamentare tra maggioranza e opposizione perché, nell’eventualità della presentazione degli emendamenti, ci sia una corsia preferenziale anche in Senato.