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Nuova tensione tra Cappellacci e i sindacati

di La Nuova Sardegna | tutti gli articoli dell'autore

Cgil, Cisl e Uil: «Sinora nessuna richiesta di incontro». A rischio il clima unitario

FILIPPO PERETTI

CAGLIARI. Dopo lo sciopero generale e in vista dell’incontro romano di giovedì su Alcoa, si è riacceso la tensione tra il sindacato e il presidente della giunta regionale, Ugo Cappellacci. Cgil Cisl e Uil hanno annunciato che oggi programmeranno nuove iniziative.
Venerdì scorso, a conclusione del corteo dei 50 mila, i segretari regionali di Cgil Cisl e Uil, Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca, avevano detto che dopo il successo della manifestazione si attendevano un’immediata convocazione da parte della Regione per mettere a punto un piano generale di interventi e concordare la ripresa del confronto con il governo nazionale sull’intera Vertenza Sardegna. Era stato lo stesso Cappellacci, del resto, alla vigilia, a dare appuntamento al sindacato proprio per gettare acqua sul fuoco delle polemiche sorte dopo la proclamazione dello sciopero.
Il governatore, invece, non ha poi minimamente commentato l’imponente manifestazione di Cagliari e non ha colto la dichiarazione diffusa sabato da Medde: «La convocazione - secondo il leader della Cisl - non può più tardare». E infatti erano emerse indiscrezioni secondo le quali ci sarebbero stati contatti informali per decidere la data dell’incontro. Con una complicazione: in vista del vertice Alcoa di giovedì a Palazzo Chigi tra governo, azienda, sindacati e giunta, Cappellacci ha chiesto e ottenuto di partecipare mercoledì a Bruxelles al comitato tecnico che precederà di ventiquattr’ore la riunione della commissione europea che deve valutare il decreto legge sull’energia che il governo Berlusconi ha scritto per favorire la permanenza dell’azienda americana a Portovesme e Fusina. L’impegno a Bruxelles costringerà il presidente della Regione a lasciare Cagliari domani mattina, per cui gli spazi operativi si sono effettivamente ridotti.
Ora, non si sa se i contatti informali ci siano stati o meno, fayyo sta che ieri pomeriggio Cgil Cisl e Uil hanno diffuso un comunicato di cinque righe che avrebbe innervosito il presidente della giunta. Dopo l’annuncio della riunione delle segreterie per questa mattina si afferma che l’appuntamento serve a «valutare i primi risultati dello sciopero generale del 5 febbraio» e a «programmare le iniziative per dar seguito all’importante manifestazione di venerdì scorso». Per chiudere: «Dalla giunta regionale non è ancora arrivato alcun segnale e richiesta di incontro».
Cappellacci ci sarebbe rimasto male perché, secondo quanto riferito da ambienti a lui vicini, i sindacati non possono sottovalutare il grado di impegno che il presidente sta mettendo nella vertenza. Insomma, il pressing domenicale del sindacato sarebbe stato giudicato come «surreale» o comunque denso di «strumentalità» alla luce degli appuntamenti istituzionali già programmati nei prossimi giorni per la vertenza Alcoa, considerato da tutti, sindacato compreso, come il caso che può far volgere al bello (o al brutto) il clima di questa difficile stagione di rivendicazioni.
Dal canto suo il sindacato appare stupito dalla mancata risposta di Cappellacci. Perché la linea unitaria che lo sciopero e il mega corteo hanno imposto alle forze politiche e sociali favorisce sicuramente la Vertenza Sardegna e, quindi, favorisce anche il presidente della Regione, che può contare, sulla carta, su un sostegno più forte di quello che gli viene garantito dalla sua sola maggioranza politica. Per cui apparirebbe paradossale che a mettere in crisi la linea unitaria costruita dal sindacato fosse proprio il governatore, cioé chi più di tutti avrebbe l’interesse a valorizzarla e portarla avanti.
La riunione di questa mattina tra le segreterie di Cgil Cisl e Uil è stata fissata per le 11.30, due ore più tardi del solito. Forse per fare il tempo a Cappellacci di chiamare.

 
    

 
      

08 February 2010
 
I commenti dell'articolo [1]
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1. Paolo
08/02/2010 19:44
Un asino non può diventare cavallo.
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