Il Progetto Sargas non si può realizzare

di Davide Rullo | tutti gli articoli dell'autore

Trivellazioni

La lettera del Ministero dell'Ambiente e Tutela del territorio così recita in oggetto: "Progetto Sargas spa di trivellazione esplorativa ricerca gas naturale nel Comune di Arborea con negative ripercussioni ambientali sul territorio e stravolgimento della sua storica vocazione agricola, ittica, turistica".

Roma risponde a una segnalazione dei consiglieri comunali di minoranza di Arborea, con la quale gli stessi riferivano alla massima autorità nazionale in tema di tutela ambientale l'approssimazione del progetto della Sargas (Società di diretto riferimento della Saras). Breve riepilogo: la Saras ottiene dall'Assessorato all'Industria regionale a fine 2009 un permesso di ricerca di idrocarburi, permesso che si estende per gran parte della penisola del Sinis e che prevede come esordio operativo la realizzazione di un pozzo di esplorazione ai piedi dello stagno S'ena Arrubia di Arborea, zona a Protezione Speciale, Sito di Interesse Comunitario e a vincolo IBA (International Bird Area).

Tale pozzo, detto esplorativo, si stima di profondità 2800-3000 metri (fonte progetto Saras). Dei particolari tecnici e dei dettagli operativi si è già scritto e l'articolo è stato gentilmente ospitato dalla redazione di Sardegna Democratica. Le novità delle ultime settimane sono, tra tante che potrei elencare: lo svolgimento di una assemblea pubblica con relatori di settore (geologi, biologi, un medico radiologo per le conseguenze sulla salute umana in territori interessati da impianti di estrazione e di raffineria di idrocarburi); l'assenza (con risibili giustificazioni) del Sindaco di Arborea nonché dei consiglieri di maggioranza, alcuni dei quali seduti in sala ma silenti.

La seconda importante novità è la risposta ufficiale del Ministero Ambiente, la quale sottolinea che la zona interessata al progetto risulta beneficiaria di un sostegno finanziario (Progetto LIFE 97NAT/IT/4177) che prevede la garanzia del mantenimento a lungo termine degli interventi condotti e dei risultati ottenuti "anche dopo il termine del progetto"; invita la competente Regione sarda (unitamente all'Amministrazione comunale) a voler rassicurare lo stesso Ministero in merito al rispetto della tutela prevista dal DPR 357/97, con particolare riferimento all'articolo 5 in materia di Valutazione di Incidenza Ambientale; e segnala, in calce al documento, quanto segue: "In relazione a eventuali alterazioni dello stato di conservazione del sito Stagno di S'ena Arrubia, ipotizzabili come derivate dalla compromissione della falda freatica durante le attività di trivellazione, si sottolinea l'importanza di condurre un approfondito studio da parte della Società proponente di tutte le possibili interferenze indirette nei confronti dei siti Natura 2000 presenti".

Questo è quanto.

A sostegno dei consiglieri di minoranza, il comitato civico "no al progetto Eleonora" sta compiendo tutti i passi possibili per stimolare - con argomenti e approfondimenti - la Regione Sardegna affinché proceda senza ulteriori indugi alla Valutazione di Incidenza Ambientale. Ritenendo, il comitato civico, che non sia immaginabile sorvolare in merito alla procedura di V.I.A., tanto più a seguito della sollecitazione giunta dal Ministero. Ma soprattutto perché si ritiene avvilente l'idea che questo territorio, dalle chiare origini e attitudini agricole, possa svendere la propria unicità in cambio di modesti e presunti vantaggi economici, tutt'altro che certi.

Le recenti batoste dei principali poli industriali sardi sono un monito che giunge con tempismo, affinché si spengano definitivamente le ipotesi di insediamenti a forte impatto e a scarsa prospettiva; e si illumini un modello di sviluppo più consono alle nostre peculiarità.





18/01/2012
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